IL TRAFFICO URBANO In quesli ultimi tempi si sono intensificati anche i convegni di studio (ultimo e molto importante quello di Verona, a cui hanno partecipato centinaia di assessori al traffico) per vedere, attraverso lo scambio del'e comuni esperienze e l’esame approfondito delle statistiche, ce è possibile risolverlo almeno parzialmente, ma anche da questi convegni — peraltro molto interessaci ed utili — non è scaturito nulla che già non si sapeva e, in molte città, già si attuava. In realtà il problema, che è già gravissimo, sta assumendo col passare del tempo e l’aumento vertiginoso della motorizzazione, aspetti drammatici che non si sa realmente come fronteggiare. Per fortuna nostra, per noi mantovani, esso non ha ancora la gravità che ha invece per le grandi città, come Roma, Milano, Torino, Genova, ecc., dove talvolta basta un piccolo evento atmosferico (un temporale o due centimetri di neve) per paralizzare per ore l’intera città ; ma anche da noi esso si avvia a diventare rapidamente il problema più grave che l’Amministrazione Comunale abbia mai avuto. Per questo il primo pensiero della Giunta di Centro-Sinistra è stato quello di costituire e nominare una Commissione Consultiva di esperti ad alto livello che, dopo attenti studi del traffico cittadino, potesse aiutarci a trovare soluzioni adeguate alla importanza ed all’urgenza del problema. E’ evidente che uno degli inciampi maggiore, e forse il più grave, alla fluidità del traffico è costituito dal parcheggio più o meno abusivo e tollerato lungo le arterie cittadine. Quindi il primo problema affrontato è stato quello dei parcheggi. E’ stato risolto ? Non voglio essere tanto cieco ed ottimista da fare una affermazione così avvardata ; però io spero che quando avremo finito, fra qualche mese, di realizzare il piano già studiato dalla stessa Commissione ed approvato poi dal Consiglio Comunale, i cittadini potranno rendersi conto dell’importanza dei provvedimenti adottati che dovrebbero consentire una maggiore fluidità del traffico urbano. Altri provvedimenti allo studio e in cantiere, sempre a questo scopo, sono quelli dei pareheggi privati centrali e periferici a più piani ed anche sotterranei ; quello di una quantità notevole di sensi unici che in certe città, come a Genova per esempio, hanno dato risultati ottimi, e quello della riforma del regolamento edilizio per inserirvi l’obbligo per le Imprese edilizie di costruire nei nuovi palazzi, soprattutto della periferia, un numero di box elevato rispetto al numero degli inquilini o dei condomini. Cerio però che tutta questa serie di provvedimenti non servirà a nulla o a ben poco senza la volonterosa collaborazione dei cittadini, soprattutto degli utenti della strada. In altri termini, bisognerebbe che il cittadino, l’impiegato o il funzionario che abita nelle zone periferiche si servisse più frequentemente dei mezzi pubblici e meno della macchina per recarsi in ufficio o al lavoro a poche centinaia di metri dalla casa, e bisognerebbe anche che il commerciante o l’agricoltore o, comunque, l’operatore economico che nei giorni di mercato viene in città per i propri affari, non pretendesse di posteggiare la propria macchina al centro, ma si fermasse ai parcheggi periferici (vedi piazza Sordello, piazza d’Arco ecc. ecc.). Infine, ma questo solo come « estrema ratio », in caso di assoluta necessità, si potrebbe ricorrere ad isolare il centro storico ed inibirlo al traffico degli automezzi privati, creando alla periferia correnti varie di rapido scorrimento, come è avvenuto a Roma, dove però sono riusciti ad isolare due vie centralissime (via Condotti e via Frattina) solo per tre giorni ! Palliativi ? Può darsi ! Nessuno di noi amministratori ha la pretesa di aver trovato l’araba fenice, anche perchè solo l’esperienza ci potrà dire come e in che misura possano essere più o meno efficaci questi provvedimenti. Tuttavia, chi crede di essere in possesso della formula magica per risolvere meglio questo assillante problema, tenendo ovviamente conto dei modesti mezzi di cui il Comune può disporre, e di essere quindi più bravo degli esperti del Comune, si faccia avanti senza timori : noi gli saremo immensamente grati ! Però, prima di pronunciarsi, dia un’occhiata ai registri dell’A.C.I. e consideri il continuo, vertiginoso aumento delle targhe automobilistiche e vada a vedere il conseguente impressionante affollamento delle autoscuole cittadine e si convincerà allora che per risolvere una volta per sempre e radicalmente un problema, che di giorno in giorno si fa sempre più grave e che fa tremare le vene e i polsi ai più celebrati urbanisti, occorrerebbe una cosa cola : radere al suolo le vecchie città e ricostruirle secondo le nuove, imperiose esigenze del traffico. Ma questa è un’idea che può sbocciare solo in una mente malata e che può portare diritto, diritto al manicomio ! OTTORINO MOMOLI Vice Sindaco Assessore al Traffico IL TRAFFICO URBANO