Ciò che si dice in genere della vita sociale organizzata, che cioè non deve ridursi a gigantesca e fredda organizzazione impersonale al servizio di persone riguardate come numero ed oggetto, pure si deve dire di ogni concreta organizzazione strumentale della società. La singola organizzazione ha ragione di strumento della società per la realizzazione del bene comune, il quale, essendo il bene della persona umana, viene creato solo se la organizzazione ha il massimo di perfezione tecnica — necessaria per la sua funzione strumentale —. e il massimo rispetto della personalità dei soggetti umani cui intende servire. In altre parole, l’organizzazione deve essere una tecnica strumentata al servizio della persona umana. Anche l’assistenza — in una comunità di cittadini che attendono legittima-mente dalla società dirigente una integrazione sussidiaria ai propri reali bisogni — ha necessità di organizzarsi, ma solo per servire meglio la « individua » persona umana, evitando di trasformarsi in sistema impersonale rivolta al soccorso di un’anonima spersonalizzata massa indigente. l’assistenza è un modo per colmare il vuoto del bisogno, ma è indispensabile riempire il vuoto costruendo nel rispetto della persona, se non si vuole moltiplicare il dare senza aiutare veramente, anzi aumentando talvolta la sofferenza di chi riceve. La difficoltà di un’assistenza organizzata sta tutta qui, nel tecnicizzare l’attività assistenziale conservando a questa il carattere di « assistenza », cioè di un umano « stare-accanto » ad una persona umana bisognosa che allunga la mano alla comunità da cui richiede un « servizio ». L'intervento assistenziale cosi inteso esige che sia affidato non a persone che riducono la prestazione a qualcosa di meccanico e freddo, ma a un personale sensibilizzato veramente così da dare garanzia di un servizio qualificato ed umano, e perciò rispettoso della persona umana che riceve un servizio secondo le sue reali esigenze e secondo una modalità rispondente alla sua dignità. Una assistenza organizzata capace di superare il carattere di funzione meccanica per diventare un soccorso di servizio alla persona donando senza umiliarla, suppone l’idea esatta della persona umana — realtà la cui dignità è tale, perchè immagine dell’Infinito, da elevarla al vertice dell’universo sensibile — e ancora l’idea della prestazione assistenziale come « servizio ». L’Amministrazione Comunale ha tentato di dare alla assistenza specifica nella Scuola Materna una impostazione secondo il criterio del servizio alla persona umana quando si è accollato l’onere dell’assunzione di dieci Insegnanti di Scuola Materna in più, istituendo altrettante nuove sezioni oltre le venticinque già organizzate. Servire il bimbo vuol dire anzitutto creargli le condizioni più favorevoli. Un Insegnante con 25-30 bambini è in grado di meglio servire ciascun bambino corrispondendo alle sue reali conosciute esigenze. Una tabella dietetica studiata tenendo conto delle vere necessità del bambino in considerazione anche di certe lacune del bimbo nell’ambito famigliare indigente, e una organizzazione di un servizio medico per le visite a tutti i bambini con carattere di indagine per la scoperta delle reali urgenze del bimbo per poter organizzare un adeguato provvedimento, sono espressioni di uno sforzo di « servire », il che vuol dire aiutare e amare, i bimbi della Città. Una valorizzazione, nel rispetto do- vuto ad un servizio così nobile e responsabile, delle Insegnanti delle Scuole Materne, anche attraverso un aggiornamento dello stipendio (già in atto e in parte in via di soluzione), è conse-guenziale con lo spirito di « servizio » che orienta la Assistenza Comunale, e costituisce un aiuto a che le Insegnanti — liberate dalle preoccupazioni economiche —■ abbiano a donare con spirito di servizio la loro materna, responsabile ed intelligente prestazione alle persone umane affidate loro in un periodo di particolare bisogno. Un servizio per i bambini hanno voluto essere i sussidi didattici che l’Amministrazione Comunale ha provveduto nel periodo natalizio dotando in tal modo tutte le Scuole materne comunali costituite da n. 12 sedi con n. 35 sezioni e n. 1200 bambini circa iscritti, di : 1) materiale vario di cancelleria per lavori di incollo, ritaglio, traforo, disegno, musaico, piccole costruzioni, ecc. 2) armonium elettrico ; 3) macchina di proiezioni per filmine fisse ; 4) radio ; 5) giradischi e dischi adatti ; 6) registratore ; 7) piccolo teatro con burattini. Allo studio è pure il progetto di fornire ogni Sede di giochi da cortile e si desidera dare una piccola giostra, pai-palle, corde, birilli, secchi, palette, piccole vanghe e rastrelli. Al servizio del bambino deve essere pure l’ambiente e cosciente delle necessità di adattare l’ambiente alle esigenze di dignità della persona umana del tiimho, l'Amministrazione Comunale ha agito in modo da ricavare le aule per le nuove sezioni istituite, facendo siste- mazioni varie e istituendo una nuova Scuola materna in frazione di Gambarara per servire i 20-25 bimbi colà residenti. I vistosi progetti di nuove scuole o di riattamento delle esistenti sono la logica proiezione della preoccupazione di servire bene, secondo il valore che è proprio, le persone umane cui si rife-conosce la dignità di realtà con destino trascendente e di fratello. Gogol osservava che si fa presto a dire di amare il prossimo. Il prossimo è qualcosa di astratto nel quale i nostri simili vi perdono le loro note individuali sfumando in un’amabile nebbia verso cui sentiamo un’invincibile attrazione. L’individuo invece è qualcosa di concreto, e — per averlo dinanzi tutto il giorno, finisce col diventarci antipatico. E’ facile amare la umanità, difficile amare ogni singolo uomo. E’ facile pensare alla assistenza della umanità che soffre del vuoto della necessità, e anche strutturarla come servizio tecnicamente perfetto come servizio per la comunità. Ciò che è difficile è fare della prestazione assistenziale un personale «servizio» alle singole creature umane con la quale si ha a che fare ogni giorno. Ciò che è difficile diventa possibile se si pensa alla solidarietà umana che ci lega l’uno all’altro, per cui gli uomini che devono vivere gli uni vicini agli altri, sentono l’impegno di mettersi gli uni al servizio degli altri ; diventa ancor più facile (e più impegnativo) per chi crede alle parole di Cristo : « Ciò che avrete fatto al minimo dei miei fratelli. l’avete fatto a Me » (Mail. 25, -10). VITTORINA GEMENTI Assessore all’Assistenza Scolastica 21