meritativi sono parziali e proseguono a valle dell'impianto con notevoli inconvenienti. 4) I sistemi di omogenizzazione attuati con triturazione dei materiali attraverso mulini a martello tipo « Buhler » o similari, hanno dato buoni risultati per quanto concerne il prodotto di risulta, dotato, a conclusione dei processi di fermentazione aerobica, di buone caratteristiche per l'impiego quale concime agricolo. La notevole usura però degli utensili di lavoro, la presenza nel « Compost » di risulta di scagliette di vetro non perfettamente polverizzato, il notevole assorbimento di energia richiesto nelle operazioni di triturazione ha dato luogo a riserve dal punto di vista dell'economia dell'esercizio e manutenzione. Il sistema che il Comune ha adottato è quello proposto dalla Soc. SPUM di Mantova ed è di tipo similare a quello realizzato di recente con ottimi risultati a Sulmona. a parte, il resto viene caricato e convogliato verso un piccolo forno di incenerimento. Il materiale omogeneizzato uscito dall'impianto viene portato con nastri trasportatori normali sull'aia di fermentazione e mediante rimescolamento dei cumuli di modesta altezza, viene garantito un perfetto ciclo di fermentazione aerobica. I materiali di rifiuto o scarti di lavorazione saranno portati ed accumulati nel settore di estremità Nord dell'area previo incenerimento di quelli dannosi. II materiale omogeneizzato, biologicamente trasformato, sarà inodore con caratteristiche humatiche idonee a renderlo utilizzabile proficuamente in ogni coltura agricola. Trattasi infatti di un concime organico previsto con un contenuto medio in sostanze organiche humificate del 30% circa a tenore di umidità 35/40%, e del 55% a secco. FRANCESCO PANELLI Direttore dell’Ufficio Tecnico cer.tuale di acqua nelle masse da trattare. Anche in tali casi le possibilità di autonoma combustione con pareggio energetico si sono rivelate inesatte ed i dati sperimentali sono risultati ben diversi dai dati teorici posti a premessa della soluzione economica del problema. 3) Il sistema di biostalizzazione « DANO » sviluppato in molti impianti del nord e centro Europa ha dimostrato la sua validità in Città come Chur, La Chaux des Fonds, Pfor-zheim, etc. dove esistono condizioni di clima e composizione di immondizie notevolmente diverse da quelle da trattare a Mantova. Per breve illustrazione si fa presente che il sistema « DANO » prevede la rapida stabilizzazione e contemporanea riduzione di dimensione dei materiali di rifiuto a seguito di lento mescolamento e spostamento di tale materiale neH'interno di grandi cilindri rotanti, nei quali i processi fermentativi sono agevolati e accelerati da continua introduzione di aria forzata mediante compressori. L'unico Impianto realizzato in Italia a Udine non ha dato risultati pari alle aspettative In quanto sottoponendo ad analisi il prodotto nelle varie fasi di lavoro si è accertato che nei cilindri rotanti i processi fer- Tala impianto prevede la omogenizzazione delle spazzature a mezzo di vagli rotanti, con successiva sistemazione in cumuli del prodotto per il ciclo di trasformazione biologica. All'inizio del ciclo le immondizie vengono scaricate dagli idrocompressori raccoglitori in due fosse a tenuta della capacità di circa 30 me. cadauna, dalle quali vengono convogliate mediante alimentatori a nastro, alle tramogge di carico dei vagli rotanti. Queste macchine constano di cilindri rotanti su rulli ed hanno aM'interno una prima sezione a lamelle o barre di acciaio ed una seconda sezione a lamiera forata (fori da 20 mm.). I rifiuti si omogenizzano con la rotazione delle macchine ed il loro prodotto fino passa prima attraverso le lamelle, poi da nastri trasportatori sistemati sotto le tramogge di uscita del prodotto. GII scarti restano all'interno del vaglio rotante ed ogni tre/quattro ore vengono fatti uscire interrompendo il ciclo di alimentazione dei vagli, invertendo il loro senso di rotazione ed aprendo delle por-telle appositamente ricavate nel settore a lamiera forata. Lo scarico è cosi automatico, non richiede alcuna difficoltà e si effettua nello spazio di 5/10 minuti. La velocità del cilindro rotante è di 14 giri al minuto primo per cui la capacità di lavoro di ogni cilindro è teoricamente di 150 Q.li in otto ore di ciclo ridotti prudenzialmente a 130 Q.li circa. L'impianto previsto per Mantova ha due cilindri, è quindi in grado di trattare 260/300 q.li in otto ore e perciò circa 400 q.li in 12 ore permettendo un'Ininterrotta conduzione del servizio anche nel caso di guasti o di ricambi in quanto ognuno dei cilindri può servire di riserva all'altro mediante il semplice aumento del numero di ore previste per il ciclo lavorativo. Lo scarto composto da rottami di ferro, scatolame, ossa, legno, stracci, ecc. è calcolabile percentualmente nel 20% ; un separatore magnetico separa II ferro e lo accumula UN PARTICOLARE DELL’ IMPIANTO