La nuova beccarla costruita da Giulio Romano nel 1836 tra II Ponte di 8. Silvestro e II Ponte della Pescheria. tà, le vicende storiche ora liete ora dolorose del periodo di redenzione, resero impossibile l’attuazione del progetto. Nel 1848 si pensi> di ricostruirlo sulla stessa urea e nel 186.5, non potendo attuare tale progetto, il Comune si propose di fare una nuova costruzione sempre sul Rio in fondo a vicolo Terziario. Fu però nel 1867, periodo felice per la vita della città, che venne dato l’incarico al Prof. Giovanni Cherubini di disegnare il progetto per la costruzione di un nuovo macello. L’area del vecchio stabilimento comunale doveva essere adibita a mercato coperto con sottoposta lavanderia. Ma i buoni propositi di riutilizzare quest’area, si fermarono dinnanzi alla gravità delle spese che il Comune avrebbe dovuto sopportare. E così rimase, da allora, un comodo e splendido passaggio sotto il quale ancora oggi possiamo ammirare quella lunga fila di meravigliose colonne, testimonianza di una superba costruzione, progettata ed ideata da un grande artista quale poteva essere il Giulio Romano. Nel 1368 Guido Gonzaga, come riporta il Dovari, in località zona della Fiera e nelle vicinanze di Porta Cerese, fece erigere una chiesa con annesso convento per i pellegrini che transitavano per Mantova, affidandone la cura ai frati di S. Antonio da Vienna. La chiesa verso la fine del 1782 fu tolta al culto. In seguito fu ceduta al comando militare che la destinò a magazzeno e successivamente demolita. Nella zona già esisteva un fabbricato comunale ad uso stalloni ed il progetto Cherubini ne previde la conservazione. Sull area della chiesa di S. Antonio ed altre adiacenti ebbe inizio nel 1871 la costruzione del nuovo macello ideato e progettato dal Prof. Giovanni Cherubini, attuale Stabilimento Comunale. Esso corrispondeva indubbiamente alle esigenze dei macellai del tempo, i quali imbevuti di indipendenza e di individualismo, preferivano o addirittura esigevano il macello a tipo cellulare costituito cioè di tanti piccoli locali di macellazione ove ciascun esercente poteva effettuare isolatamente il proprio lavoro. Comprendeva altresì, come risulta dalla raccolta delle delibere consiliari del 1867 « i locali degli ammazzatoi, stalle per i buoi e suini, i laboratori, i tubi di condotta per la somministrazione dell’acqua nei locali, quanto può occorrere per la raccolta del sangue e delle cose immonde, provvedendo in genere a tutte le operazioni sulle materie ricavabili dalla macellazione con due ghiacciaie e coi necessari Uffici, il costo complessivo dello stabilimento fu previsto in L. 215.445,08 delle quali L. 172.013,08 contemplano opere da capomastro, da mormorino, da bandaio e da muratore e L. 11.532 contemplano opere da falegname, da fabbroferraio, da vetraio e da verniciatore ed il rimanente per le aree e le spese di demolizione ». Lo stabilimento Comunale ha svolto la sua funzione egregiamente per tutto il periodo precedente all'ultimo conflitto, dopo del quale, in relazione alle nuove esigenze, si è sentita la necessità di un ammodernamento degli impianti. In previsione, però, dello sviluppo urbanistico della citta, VAmministrazione Comunale non poteva non porsi il problema di una diversa ubicazione del macello. Contemporaneamente inoltre sorgeva il problema del riassetto generale dei diversi servizi pubblici e la necessità di riunire in un unico organico complesso i vari servizi annonari. Infatti in sede di studio del nuovo Piano Regolatore Generale della città è stata prevista la creazione di una zona annonaria che comprenderà : un moderno macello — un mercato carni — un complesso frigorifero — un mercato bestiame — un mercato ortofrutticolo. L’importante realizzazione ha praticamente avuto il suo avvio con il provvedimento di acquisto dei terreni necessari adottato recentemente dal Consiglio Comunale. Mantova pertanto fra non molto potrà, anche nel campo dei servizi annonari, raggiungere un livello degno delle proprie tradizioni. FRANCO FACCINCANI Direttore del Macello Comunale 35