compresi i saldi contemporanei per lettera ed articolo di bilancio; b) facile impostazione dei dati con automatico sviluppo dei medesimi e scritturazione delle possibili variazioni in ognuna delle fasi suddette ; c) scritturazione meccanica di tutti i documenti contabili in solo originale con esclusione quindi dell'uso della carta carbone per evitare gli inconvenienti ad essa connessi ; 2) Massimo impiego dell'impianto in vista del più utile ed economico risultato conseguibile mediante i seguenti presupposti : a) ottenere, meccanicamente e contemporaneamente, scritture e calcolo ai fini di un esatto controllo di ogni singola operazione onde evitare errori ; b) ottenere, con il massimo di automatismo, la semplicità di manovra, l'immediata e chiara visibilità dei dati e delle scritture anche in corso di formazione, nonché la minore fatica fisica dell'operatore, il tutto non disgiunto dal fonda-mentale requisito della rapidità ; c) necessità, per l'economia dei costi di impianto e di esercizio, che le macchine rispondano al requisito indispensabile di facile utilizzazione, con risultati efficienti anche in tutte le altre operazioni di natura contabile e finanziaria ed alle quali ancora oggi l'Ufficio di Ragioneria provvede con mezzi inadeguati. Così, oltre che alle necessità dei servizi propri delle entrate e delle spese e di quegli annessi, la meccanizzazione deve servire, fra l'altro, alla contabilità degli stipendi, salari, indennità e paghe che attualmente viene eseguita con mezzi superati ed insufficienti in rapporto alla considerevole e crescente mole di lavoro da compiersi a scadenze periodiche inderogabili. In ordine pertanto, agli obbiettivi generali e particolari dianzi enunciati, la Ragioneria, dopo una prima cognizione diretta degli impianti in funzione in alcuni Comuni-campio- ne, ha limitato il proprio esame soltanto a quelle macchine che per le loro caratteristiche e dotazioni tecniche apparivano capaci di meglio soddisfare le peculiari esigenze dell'organizzazione contabile del Comune di Mantova, operando poi la scelta sulla base di un criterio fondamentale : posti in tutta la loro estensione i vari e complessi problemi, la scelta doveva essere indirizzata verso l'impianto che meglio di ogni altro avrebbe dimostrato di risolvere i problemi rappresentati dagli obbiettivi-base. Operata quindi la scelta sulla base delle direttive e del criterio illustrati, si è passati alle prove della macchina-tipo mediante la elaborazione degli schemi fondamentali e più complessi delle scritture contabili, indi al loro perfezionamento attraverso ripetute dimostrazioni pratiche, dapprima eseguite per suscitare ed accogliere — mediante le opportune modifiche agli schemi preparatori — le osservazioni del personale interessato degli Uffici e poi per offrire la cognizione diretta dei valori potenziali dell'impianto agli Amministratori responsabili. A seguito della favorevole ed unanime decisione del Consiglio Comunale, l'impianto di meccanizzazione verrà reso funzionante quanto prima, previo il necessario corso di addestramento e di istruzione del personale interessato, e, comunque, nel tempo minimo necessario all'organizzazione del passaggio dall'attuale sistema di scritture in gran parte manuale, a quello completamente meccanizzato. La Ragioneria Municipale potrà perciò contare fra breve su mezzi operativi efficienti la cui applicazione non mancherà di fornire dati ed esperienze utili alla impostazione della più larga e vasta operazione di ammodernamento di tutti i servizi della Ripartizione Ragioneria e Finanze, concorrendo così alla realizzazione dell'obbiettivo più generale del miglioramento qualitativo del complesso dei servizi comunali. FRANCESCO MORESE Ragioniere Capo 38 LA POPOLAZIONE DI MANTOVA NEGLI ULTIMI CINQUE SECOLI « La statistique c’est le budget des choses, et sans budget point de salut ! » così ha definito la statistica Napoleone. Essa è infatti un bilancio delle cose di cui si deve fare gran con-to,se l’esperienza del passato abbia da servire di base alle costruzioni deU’awenire. Il bilancio della popolazione è costituito dai seguenti elementi : dalle nascite e dalle immigrazioni che sono le attività ; dalle morti e dalle emigrazioni che ne costituiscono le passività. Sicché la differenza fra nati-morti e fra immigrati-emigrati rappresenta l’aumento o la diminuzione della popolazione. Fenomeno naturale il primo, artificiale od estrinsico il secondo. Attraverso la registrazione di questi fenomeni i Comuni calcolano la popolazione residente fra un censimento e l’altro. Il censimento infatti ci fa conoscere il numero assoluto degli abitanti ad una determinata data, numero che altrimenti non sarebbe possibile conoscere, per svariate cause che non è il caso qui di elencare. Fatta questa breve premessa sul bilancio della popolazione, prima di prendere a base i dati ufficiali dei censimenti dal 1881 ad oggi, per quanto concerne la popolazione di Mantova, con una panoramica retrospettiva nel medio evo, attingendo alle fonti storiche, vediamo che giusto 5 secoli or sono, e cioè nel 1463, sotto la fiorente Signoria dei Gonzaga, la popolazione di Mantova ammontava, secondo Andrea da Schivenoglia, a 26.407 abitanti. Sul « Fioretto di Mantova » è stato riportato che gli abitanti nel 1484 erano 32.000 e, attraverso la stessa fonte,'cRe nel 1564, cioè un secolo dopo dai dati fornitici dallo Schivenoglia, eran saliti a ben 43.000, con un incremento medio annuo quindi di 166 abitanti, pari allo 0,629%. Nel 1575 infierì a Mantova la peste e la popolazione diminuì per le morti causate dalla tremenda malattia. Più spaventoso ancora, nel 1630, in Mantova assediata, carestia, saccheggio e peste fecero il vuoto nella popolazione. Il Forti fa ascendere la popolazione di Mantova nel 1631 a 12.000 abitanti. In 67 anni era diminuita di 31.000 unità, più dei 7/10 del suo complesso ! Il decremento medio annuo, fra le date suddette, è stato di 463 unità, pari ad ima passività media percentuale annua del 3,858. Nel 1631 infatti la popolazione di Mantova ha toccato i valori numerici più bassi. Nei decenni che seguirono, gli abitanti andarono gradatamente aumentando e circa un secolo dopo, cioè nel 1737, erano più che raddoppiati. Leopoldo Camillo Volta li fa ascendere intorno ai 27.000. Si è avuto così in tale periodo un incremento medio annuo di 141 abitanti, pari all’1,175%. Dal 1737 al 1802, la popolazione diminuisce gradatamente fino a toccare i 21.902 abitanti, poi riprende ancora ad aumentare finché nel 1835 conta già 29.344 unità. Sul seguente diagramma vengono rappresentate le variazioni che si sono susseguite nel lungo ciclo : Ìli ì 5 ; Dopo il 1835, dopo una sequela di alterne e gloriose vicende politiche della storia nazio-