PSIh Yf *AAì\f ÀA*** Hj ■ wi ... .¿si..-A...«», IL PAREGGIO Nell’autunno scorso, in presentazione del preventivo '62, dicevamo che non sapevamo quale sorte il ’63 ci avrebbe riservato. Possiamo dire in piena coscienza che non è giunta per gli Enti Locali quella riforma sostanziale che ci si attendeva ; è giunto tuttavia quel minimo di ossigenazione che ci permette di tappare qualche falla e che, aggiunto ai frutti che avevamo saggiamente seminato negli scorsi anni, ci permette di prevedere anche quest’anno un pareggio e di conservare le nostre aspettative e le nostre speranze per il futuro. Si tratta di un pareggio forse difficile ma reale, come quello dello scorso anno, che si è consolidato in un pareggio di consuntivo, soprattutto senza mutilazioni e senza sacrifici nei settori fondamentali della nostra programmazione. Ciò dimostra la perfetta aderenza fra previsione e risultanze di consuntivo, testimonianza di una responsabile gestione. Le condizioni degli Enti Locali sono note. Al congresso di Venezia dei Comuni Italiani la situazione era già molto pesante e fu un coro unanime di proteste, di proposte e di fiduciosa attesa. I dieci mesi di governo di centro-sinistra sono stati assai densi di attività legislativa ma troppo brevi, per cui altre Amministrazioni consorelle devono cedere il passo nel 63 in fatto eli pareggio e ingrossare la già lunga fila delle Amministrazioni in deficit e perciò stesso supercontrollate dalla fi- nanza centrale oltreché dall’organo tutorio provinciale. Ne ricordiamo qualcuno di questi disavanzi riferiti alla previsione del '63 : Ancona un miliardo, Trieste un miliardo e quattrocento milioni, Venezia un miliardo e trecento milioni, Pesaro un miliardo e mezzo, Pieggio Emilia un miliardo e trecento milioni, La Spezia un miliardo e duecento milioni, Firenze tredici miliardi, Forlì ottocentocinquanta milioni, Livorno un miliardo e trecentotrenta milioni. E quant’altre potremmo citarne ! La nostra, onorevoli consiglieri, è una situazione un po’ particolare, frutto di una avveduta politica di sviluppo degli anni passati. La nostra politica delle aree, possiamo dire, ha precorso i tempi ed ha anticipato i vantaggi della legge 167 sulla istituzione dei demani di aree comunali per la edilizia popolare sovvenzionata, che da una parte ci mette al riparo dai costi di inurbamento dei nuovi quartieri (come l’area ex Ferrovieri e l’area ex Eridania) e dall’altra ci ha messo al riparo sinora dal deficit di previsione e dal pericolo di una conseguente mortificazione dell’autonomia comunale. Ogni anno ci sono nuove aliquote di gravami dei vari servizi che il Comune non può respingere. Il ’63 è particolarmente ricco di questi gravami. In fondo sarebbe stato più facile e più comodo per noi chiudere in deficit e porci nella schiera dei più. Nessuno avrebbe potuto gridare allo scandalo ! Ma se ci presentiamo con una previsione in pareggio, un pareggio senza mutilazioni, non è perchè vogliamo fare i primi della classe. Abbiamo ritenuto che nonostante la situazione precaria, doverosa fosse la nostra ostinata ricerca della formula del pareggio, senza sacrificio delle esigenze pressanti e reali dei singoli servizi, in ogni settore. Senza sacrifici non solo nei tre settori fondamentali programmatici della casa, della scuola, dei servizi annonari, ma anche nelle cresciute esigenze rivelatesi in questo periodo : l'aumento del livello delle retribuzioni. Ancora nell'inverno abbiamo fatto una prima sommaria previsione delle spese. Un brutto inverno, in cui si presentavano scelte inderogabili per le aumentate esi- 4 LE ENTRATE genze dei servizi essenziali della nostra collettività un po’ in tutti i settori, per l'aumentato livello dei salari. Queste scelte noi abbiamo operato senza esitazioni e i primi a darcene atto sono i dipendenti comunali. Le difficoltà vennero poi sul come far fronte con maggiori entrate alle maggiori spese. Abbiamo fatto fronte con l’aumento delle nostre tradizionali entrate. Con l’imposta di famiglia che già negli anni scorsi avevamo impostato su nuove basi e che perseguiamo con un lavoro di accertamento sempre più oculato e sistematico attraverso la creazione dell'Anagrafe Tributaria alla quale si sta già lavorando. E per altro quest’anno ci preme ricordare anche un minor gettito per effetto del nuovo abbattimento alla base. Il minimo esentabile per una media famiglia di lavoratori raggiunge oggi praticamente il milione di reddito all anno. Con l’imposta di consumo, che anche questo anno per l'aumento delle retribuzioni che si riperquote pari pari in un aumento di consumi, è in continua salita. Non è certo l’imposta di consumo, con la sua sovrimposta, quella che più gode le nostre simpatie. Ma è pur sempre, nell’attuale regime fiscale e in attesa della riforma, l'entrata più importante dei Comuni. Dobbiamo tuttavia sottolineare che, quale imposta indiretta, essa mantiene sempre la proporzione degli scorsi anni con l’imposta diretta di famiglia. In dicembre abbiamo respinto la possibilità offertaci di applicare 50 milioni di supercontri-buzione sul consumo del gas e dell’energia elettrica, anche se si presentava allettante per chi era alla ricerca del pareggio, e dichiarata perfettamente legittima dalla giurisprudenza. Anche la legge sull’istituzione del demanio comunale per 1 edilizia popolare sovvenzionata viene in certo senso a contribuire al pareggio del Bilancio. Nel prossimo mese porteremo in Consiglio il piano decennale di esproprio che ci permette di risparmiare notevolmente sul costo di inurbamento di nuove zone residenziali. La istituzione della tassa sulle aree fabbricabili ci permette di dedicare il cinquanta per cento del suo gettito previsto a pareggio del Bilancio. La sua applicazione costituisce un impegno e un notevole sforzo per l’Ufficio Tributi. Nessun dubbio che ci aspettavamo di meglio, tuttavia la retroattività di 10 anni ci consentirà nel '63, un valido apporto al pareggio del Bilancio e alla copertura dei costi di inurbamento. In fine al pareggio del Bilancio contribuiscono, come per gli anni scorsi, maggiori valori di aree da cedere, fra cui le nuove aree del vecchio « campo di Marte » di cui si prevede la permuta, e perciò l'acquisizione entro il 1963. Infatti i lavori sulle aree del nuovo Campo di Marte sono in fase avanzata di attuazione. LA CASA Con l’attuale Bilancio si perseguono gli scopi fondamentali del programma della nostra Amministrazione. Il settore della casa è al primo posto. Il piano dei 200 milioni con 1’ I.A.C.P. per il 1962, dopo qualche difficoltà, è stato appaltato in 5