nuova Legislatura sia foriera di quell’ordinamento regionale di cui dal nostro punto di vista comunale avvertiamo da tempo la necessità. Troppe cose sono state dette sulle Regioni per poterle qui, in questa sede, riprenderle tutte. Vogliamo solo ricordare come l'ordinamento regionale significhi per gli Enti Locali uscire da uno stato di minore età e inserire la propria operosità in un quadro più ampio di attività pubblica programmata, e in un armonico sviluppo di tutta la nostra collettività. ONOREVOLI CONSIGLIERI, il Bilancio che la Giunta presenta oggi al Consiglio è un Bilancio in piena coerenza al programma nostro, esposto nell’autunno scorso ; un Bilancio che nulla sacrifica delle crescenti esigenze e dell’elev amento del tenore dei servizi, e ancora chiude in pareggio, nonostante l'aumento effettivo delle spese ordinarie di oltre trecento milioni. Certo più tranquilli saranno gli anni della vera riforma della finanza locale, della nuova legge urbanistica, della nuova legge sulle imposte di consumo. Gli anni in cui lo Stato solleverà gli Enti Locali dagli oneri che loro non competono, e di cui la legge 1014 dello scorso anno è stata un timido preannuncio. Intendiamo parlare delle reali spese per i tribunali, per il servizio elettorale, per i ricoveri e gli ospedali, con la istituzione di un sistema nazionale di sicurezza sociale. Nella fiduciosa attesa di un ulteriore e più sensibile alleggerimento degli attuali gravami e di una decisa e completa riforma della Finanza Locale la Giunta sottopone alla Vostra approvazione un Bilancio in pareggio. Ed è un pareggio senza mutilazioni sui binari del quale crediamo di poter dire in piena coscienza che la città continua la sua marcia coi tempi. LE DICHIARAZIONI DEI CAPI GRUPPO CONSILIARI Consigliere On. Renato Sandri (P. C.I.) Il gruppo comunista rileva pregiudizialmente che al Consiglio Comunale — o quantomeno alla minoranza — non sono state consentite le condizioni minime per poter partecipare alla discussione sul bilancio in modo analitico, dato il ritardo con cui i documenti sono stati sottoposti ai consiglieri ed i pochissimi giorni che essi hanno avuto a disposizione per consultarli. A parere del gruppo comunista nel bilancio non si ritrova traccia di queU’impegno alla programmazione triennale che la amministrazione di centro sinistra aveva posto alla base del « nuovo corso ». Il bilancio risulta oppresso dalle angustie che condizionano la finanza locale, senza per altro affrontare la realtà nei suoi termini veri. Il risultato di cotal contraddizione sta nel fatto che il bilancio arranca faticosamente sulla via di un pareggio perseguito attraverso una affannosa ricerca di cespiti di entrata sulla cui produzione durante l’esercizio non sembra possano nutrirsi illusioni. Anche negli anni precedenti le Amministrazioni di sinistra cercarono tale pareggio, ma in condizioni sempre più difficili, sempre più limitative dell’efficenza dinamica della amministrazione. La Ragioneria ha segnalato nella sua re-laizone, che il bilancio 1962 — elaborato dalla Giunta d> sinistra — si chiude con un leggero avanzo di esercizio e tale fatto sottolinea quanto fosse ingiusta l’accusa di faciloneria di cui la minoranza di allora amò gratificare gli amministratori socialisti e comunisti. Ma nel 1962 riconoscemmo che se non fossero intervenute profonde riforme legislati- ve in materia di autonomia e di finanze locali, non si sarebbe più potuto presentare il bilancio in pareggio. Tali riforme non vi sono state e allora come si realizza il pareggio con questo bilancio ? Il gruppo comunista rileva la inaccettabilità dell’iscrizione nella parte entrate straordinarie della somma di L. 200 milioni quale prima quota del ricavo netto della alienazione di aree costituenti il compendio del Migliareto. Cosi infatti, per pareggiare un bilancio altrimenti deficitario, si pone tra i proventi il ricavo dell’alienazione di una area che appartiene al Demanio militare (con cui sono in corso, ma non concluse, le trattative) che non è ancora entrata nella sfera di disponibilità della Amministrazione, costituendo quindi un cespite giuridicamente inesistente. Il gruppo comunista lamenta inoltre che nessun cenno è stato dato di cogliere, nel bilancio, circa la politica delle aree che la Amministrazione intende perseguire. Inoltre risulta statica la previsione concernente l’imposta di famiglia; mentre non risulta se l’Amministrazione con la scadenza dell’appalto del servizio riscossione delle imposte di consumo intenda rivendicare che tale gestione tomi, direttamente, in economia, al Comune. Relativamente alla nuova iscrizione per l’imposta sugli incrementi di valore delle aree fabbricabili, mentre il gruppo comunista approva i criteri generali che hanno presieduto a tale iscrizione, esprime riserve circa l’attendibilità della cifra inscritta di L. 140 milioni, non risultando i dati dai quali essa è stata ricavata. In complesso, il gruppo comunista mentre esprime approvazione per l’operato della Ragioneria {elaborazione contabile e tecnica di collocazione degli articoli di bilancio) vota contro il bilancio sia per ragioni di forma e cioè per le modalità in cui esso è stato sottoposto alla discussione, sia per il contenuto che risulta, a parere del gruppo stesso, limitato ed arretrato rispetto agli impegni che l’indirizzo di centro sinistra si era assunto nei confronti del Paese e alle stesse enunciazioni programmatiche della attuale amministrazione mantovana. Consigliere Avv. Luigi Allegri (D. C.) * Dopo la costituzione della Giunta di centro-sinistra nella nostra città, noi votammo con scarso entusiasmo quel bilancio che definimmo « bilancio-ponte ». Oggi, dalla relazione del Sindaco, appare evidente che il ponte è servito a passare sull’altra sponda. Il bilancio preventivo 1963 mostra infatti chiaramente che Mantova ha una nuova amministrazione civica certo migliore della precedente. Più nessuna indulgenza per la demagogia, uno spiccato senso programmatico ed una dinamicità coraggiosa distinguono questo bilancio: il primo di una giunta democratica dopo lustri di dirigenza frontista. Il pareggio è raggiunto non con espedienti, ma con previsioni intelligenti ed attuabili. C’è di che essere soddisfatti: c’erano tutte le premesse per attendersi un bilancio fiacco, rigido, di ordinarissima amministrazione. I nostri nuovi amministratori invece sono riusciti ad impostare un programma dì lavoro — reperendo i fondi necessari — che consentirà a Mantova un nuovo forte impulso sulla via del progresso civico •.