FACCIAMO DELLA MOSTRA DEL MANTEGNA UN’ESPERIENZA NON UN COSTANTE MIRAGGIO restringimento di quelle prospettive la cui ampiezza è viceversa necessaria per lo sviluppo di programmi, magari più pacati ina più costanti, perciò meglio indicati per la progressiva, feconda maturazione proprio di quel seme che tanto solennemente fu gettato due anni fa. Mantova, nella maggior parte della sua vecchia struttura urbanistica, è ambiente nel significato più suggestivo e irresistibile del termine. Ne consegue che la coscienza e la cura intelligente di questa particolarità ambientale, di questo meraviglioso privilegio estetico della città, costituisce ovviamente garanzia sicura del buon esito di ogni invito intelettuale e turistico, grande o piccolo che sia. Non dovrebbe essere necessario dunque un incoraggiamento maggiore, per mettersi di nuovo all’opera e predisporre tutto un piano concreto e razionale, provvido anche se moderato, sicuro pur se possano mancare nuovi « miracoli ». Perchè la pausa, comprensibile, anzi, necessaria, che doveva seguire il grande « boom » del Mante-gna è da considerarsi conclusa, e il protrarla ulteriormente significherebbe annullare pressoché del tutto gli effetti ancora vivi e gli insegnamenti ancora freschi di quella inestimabile esperienza. Anche le grandi cose, o « producono » con ordine e con regolarità, o si riducono inesorabilmente ad 1111 bel ricordo, a una pagina ingiallita di vecchia cronaca. Qui da noi la grossa cosa è ancora nell’aria, l’antica città ne custodisce tuttora lo spirito che è poi lo spirito in cui essa stessa si è ritrovata, e tutto perciò pare rimanga in attesa, l’attesa di un qualche cosa che continui, l'attesa delle nuove frasi di un discorso lieto che non si vede perchè dovrebbe finire. Non è forse necessario soggiungere, a questo punto, che tutto il ragionamento fatto non implica il passaggio da un estremo all’altro, nel senso che dalla rinuncia aH'inseguimento di un susseguirsi impossibile di Mostre del Mantegna debba scaturire semplice-mente un programma da routine, con esclusione assoluta di altre iniziative rilevanti, sia pure adeguatamente scaglionate nel tempo. Ci sembra però utile sottolineare, per converso, che pure le manifestazioni locali di cultura —• le iniziative culturali dei mantovani fatte prevalentemente per i mantovani — rientrano nel novero di quelle azioni che illustrano la nobiltà della vita civile di una città e che pertanto anche quelle vanno inserite autorevolmente nel quadro di tutto ciò che agisce potentemente nel richiamo sulla città medesima di un interesse vigoroso e qualificato. In breve: gli episodi tipo quello della Mostra del Mantegna non si possono scrivere con la carta carbone. Poiché quello che abbiamo avuto la (ventura di vivere lo si è potuto scrivere addirittura con una penna d’oro, facciamone una preziosa esperienza, anziché un inutile e permanente miraggio, e sarà più agevole procurare a Mantova nuovi ammiratori della sua naturale bellezza e nuovi frutti di quella stessa sua grande stagione. E’ in questo senso che si muoverà il nuovo organismo che dovrà raccogliere l’eredità di quella che fu il Comitato per la Mostra di Andrea Mantegna? I propositi sono questi, infatti; e già qualche prima vaga indicazione ne fornisce concreta conferma. GIUSEPPE AMADEI Direttore della "Gazzetta di Mantova« VISITA A PALAZZO TE i UN RICHIAMO TURISTICO DI OGNI GIORNO CODA PER LA MOSTRA DEL MANTEGNA i TURISMO DI MASSA