^ ,1- -ggni Al tempo del ducato mantovano i Gonzaga, come ognuno sa, erano una famiglia numericamente MMMAM colossale, ripartita in parecchi rami. Siccome gli edifici della Corte, formanti il vasto complesso architettonico che si è soliti indicare con la denominazione di Palazzo Ducale, erano riservati alla persona del duca e ai suoi familiari più stretti, la moltitudine dei Gonzaga cadetti (nel secolo XVI erano non meno di duecento) abitava in proprie case o palazzi, disseminati per la città e altrove. Molti dei Gonzaga, infatti, risiedevano in Mantova, vivendo nell’alone della potenza del duca; altri erano riusciti a formarsi fuori della città virgiliana una fortuna indipendente da tale potenza e alcuni possedevano, ai margini del territorio ducale di Mantova o anche in località più lontane, feudi di discreta ampiezza e ricchezza, nei quali tenevano la loro normale abitazione ed esercitavano il governo. Ma anche i Gonzaga che usualmente vivevano nelle proprie terre amavano, per 10 più, avere in Mantova un palazzo arredato per dimore saltuarie: tanto forte era 11 legame affettivo e di interessi che teneva comunque avvinti i singoli componenti la casata alla città di Mantova, centro dei fausti destini della casata medesima. nmrr> f urarf G.B. VERGANI - Il disegno originale per la nuova facciata del Palazzo Municipale recante la data del 29 maggio 1829 IL PALAZZO MUNICIPALE DI MANTOVA Il palazzo che ora è la residenza comunale della città fu nel seicento una ili quelle specie di pied-à-terre e appartenne precisamente ai Gonzaga di Bozzolo. Dai rogiti conservati nell’archivio del Comune si rileva che intorno alla metà del secolo suddetto l’edificio era posseduto da Scipione, principe di Bozzolo e del Sacro Romano Impero, nonché duca di Sabbioneta, marchese di Ostiano, conte di Pomponesco, signore di San Martino dall’Argine, di Rivarolo Fuori, di Isola Dova-