COL CONCERTO DEI SOLISTI MANTOVANI È INIZIATO UN DIALOGO CHE DOVRÀ PROSEGUIRE del significato culturale dell'iniziativa che si intende promuovere, in quanto l'esperienza c'insegna che la cifra artistica di quest'ulti-ma non è necessariamente proporzionale alla rispondenza ed all'attenzione dei cittadini. Ogni manifestazione musicale, dunque, ha il sapore d'un enigmatico esperimento. Nello stesso tempo, rivela però un coraggio ed una buona volontà che non possono non essere rilevati da chi ha a cuore le sorti della Ogmquavolta, nella nostra città, si promuove una manifestazione musicale, vien fatto di pensare ad una fragile sonda lanciata in rarefatte atmosfere. L'interesse del pubblico, difatti, raramente appare intenzionato a raggiungere alte temperature; è qualcosa di disciolto, di instabile, di sfuggente che non si sa mai come potrà comportarsi. Lo studio e la previsione delle sue possibili reazioni diviene così più importante, quasi, cultura e dello spettacolo a Mantova, ed è convinto che il senso ed il valore d'una società, nel nostro caso di quel piccolo grappolo sociale che s'identifica con la comunità cittadina, non sta semplicemente nello sviluppo della motorizzazione e nella diffusione degli elettrodomestici, nell'aumento della occupazione e nel boom edilizio, ma si misura altresì da come tutto ciò si collega con una maggior presa di coscienza umana ed intellettuale. Per questo iniziative come il concerto dei Solisti Mantovani, organizzato recentemente dal nostro Comune, vanno considerate non come frange isolate e marginali dell'attività e delle preoccupazioni dell'Amministrazione, ma come significativi paragrafi d'un programma culturale che deve articolarsi con sempre maggiore ampiezza e dinamismo, come del resto prevede il piano triennale formulato dalla attuale maggioranza all'atto del suo insediamento. Miracoli, naturalmente, non se ne possono fare, e non si può perciò pretendere di risolvere d'emblée un problema complesso e fittamente raggiato come quello culturale, tanto più se la collaborazione dei cittadini, a parte qualche rara avis, è aerea e labile come sappiamo. Ma con pazienza, non costanza e fiducia crediamo che i risultati non tarderanno a venire. Si tratta, come al solito, di insistere, di togliere alle manifestazioni che attualmente si promuovono quell'aria di contingente, di provvisorio, di instabile che le circonda, per raccordarle l'una all'altra in un quadro logico e preciso. Inserirle, insomma, in una visione più duttile ed ampia o, in altre parole, comporle in un « programma » culturale. Il Concerto dei Solisti Mantovani che ci ha offerto lo spunto per questi rapidi cenni lo vediamo, appunto, non come iniziativa a sé, ma come momento d'un colloquio che