Il sottile fascino che l’opera sprigiona crea un rapporto tra chi guarda e l’artista fino a prendere lo spettatore, che a un certo momento si accorge di sentire alla stessa maniera di chi sta parlando : allora si ha il colloquio che unisce l’artista al suo pubblico, dandogli l’umana ragione del suo operare. Inoltre la consumata capacità tecnica, mai fine a se stessa, permette di approfondire continuamente un linguaggio che sarà nelle opere successive sempre più raffinato e completo. In tale assidua ricerca l’ispirazione crea, con ritmo instancabile, opere nuove in direzioni diverse, e sempre in modo eccellente. La perfezione di sintesi forma-contenuto raggiunta negli sbalzi su rame, pertanto non lo appaga più. La sua ricerca si rivolge allora alla scultura in ferro in cui realizza opere di grande interesse quali « il piccolo guerriero » in ferro battuto e la grande « testa di toro ». Se nella prima opera l’equilibrio dell’arte classica sembra dominare il sottile espressionismo delle forme leggermente modulate, nella seconda un furore feroce prorompe dalle forme tormentate che presagiscono il momento fatale : l’ora della verità. Ma neppure questa sofferta esperienza appaga il nostro artista e ora la difficile arte dell’orafo lo attrae con la sua esasperata perfezione. Anche qua le prime ricerche, ce lo presentano come un novatore perchè l’esperienza precedente ha lasciato il suo segno purificato e ingentilito, e i risultati sono sempre positivi. Nasce così l’opera « tre croci d’argento in teca » esposta alla Mostra intemazionale di Vicenza nell’anno 1959 e premiata col « crogiuolo d’oro », massimo riconoscimento, in Italia, a questa difficile arte. Anche l’arte sacra attira il Lazzarini con risultati lusinghieri, tali da dimostrare l’intima religiosità del suo sentire che l’attento osservatore coglie anche nelle opere non propriamente sacre. Lazzarini è oggi, a 32 anni, un artista giovane, ricco di promesse. La vulcanica e talvolta dirompente ispirazione, la perizia tecnica e la straordinaria capacità espressiva, sono appoggiate a un’autentica cultura, che vuol rendersi conto delle cose nella loro vera essenza, perchè gli servono per comunicare il suo messaggio. TRE CROCI D’ARGENTO - PREMIO “CROGIUOLO D’ORO 1959,, OMAGGIO A SHAKESPEARE Rama sbalzato Rifugge perciò da ogni forma convenzionale che porta al manierismo più deteriore e a una cultura di comodo. Ciò lo fa essere sincero con sè e con gli altri, qualità molto difficile nella vita e nell’arte. Lazzarini conosce le difficoltà della sua posizione ma non vi rinuncia, disposto a pagare di persona pur di esprimere una realtà che non ammette compromessi. LUIGI FRACCALINI Il Lazzarini ha esposto in 27 mostre nazionali. Tra queste le più importanti sono : 1 ) XXVIII Biennale di Venezia — 1956 2) Biennale di pittura del Comune di Parma — 1958 3) Mostra nazionale dell'oreficeria e argenteria — Premio «Crogiuolo d'oro» Vicenza 1959 4) IV Mostra Ital. d'arte sacra (Angelicum) — Milano 1959 5) IV Mostra Naz. e I Mostra internazionale e Piccole Industrie (Concorso vetro e metallo) Milano 7) Invito alla selezionatissima per l'oreficeria e argenteria di Vicenza con invito di esporre ad Amburgo 1962 8) Premio Spoleto (V Mostra Naz.) 1957