dei competenti, è uno strumento, se non perfetto, almeno valido e idoneo ad evitare il massimo dei pericoli e delle sciagure. Tuttavia il Codice della strada senza la prudenza e la volonterosa collaborazione di tutti, ma soprattutto degli utenti della strada, non serve a nulla. La nostra Mantova ha la fortuna, forse ancora per poco tempo, di non lamentare i paurosi intasamenti di Milano, di Roma, di Firenze, di Bologna, di Napoli e via dicendo ; però chi, come me, vede con grande preoccupazione l'aumento costante e vertiginoso della motorizzazione, non può non porsi il problema di un domani, ormai non molto lontano, in cui circolare per le vie cittadine diventerà un'autentica avventura od un'impresa pressoché impossibile. Ecco perchè è necessario studiare e impostare fin d'ora quei provvedimenti che valgano a ridurre la gravità del problema, sia richiamando energicamente ed insistentemente gli utenti della strada alla più scrupolosa osservanza delle norme del traffico che sono poi, in fondo, nient'altro che norme di elementare prudenza ed educazione e di vivere civile, sia predisponendo i piani per risolvere i tre fondamentali problemi del traffico: — quello dei posteggi, già da noi approntato e risolto in buona parte ; — quello della circolazione a senso unico, già impostato e virtualmente risolto con la approvazione del piano relativo da parte della Commissione Comunale del Traffico e di cui parleremo nel prossimo numero di questa rivista ; e quello infine della segnaletica orizzontale e verticale, che sarà pure risolto al più presto in stretta connessione con quello dei sensi unici. OTTORINO MOMOLI Vica Sindaco Assessore al Traffico consentissero, per coloro, per esempio — di solito giovinastri — che di notte anziché starsene « boni e cheti » come direbbero i romani, si divertono sadicamente con le moto a scappamento completamente aperto a scorrazzare per le vie della città, disturbando la quiete pubblica e svegliando di soprassalto i pacifici e stanchi cittadini che, dopo una giornata di lavoro, hanno il sacrosanto diritto di riposare ; le userei anche per coloro che in auto, in moto od anche in bicicletta, senza rendersi conto del pericolo cui vanno incontro e che creano anche per gli altri, che colpa non hanno della loro incoscienza, si divertono a « farla franca » andando « contro mano » nelle vie cittadine a « senso unico » e solo per non fare qualche decina di metri in più ; userei le verghe per coloro che, dimentichi che il volante è l'organo più delicato e più pericoloso della macchina, guidano con una mano sola perchè o hanno un braccio stanco penzoloni fuori dal finestrino (è recente, ma non unico, l'episodio di colui che se l’è visto tranciato di colpo da un'altra macchina incrociatasi con la sua); o hanno il braccio destro impegnato nell'abbracciare la bella compagna che, stretta al loro fianco, non si rende conto del pericolo cui espone sè stessa e gli altri; userei ancora le verghe per coloro, e non sono pochi, che, scambiando le strette vie cittadine per piste di autodromi o per autostrade anche nei giorni di mercato o di maggior affollamento della città, scorrazzano a tutto gas, a velocità ben superiore a quella consentita dal codice, effettuando magari sorpassi pericolosi di autisti più prudenti di loro, senza alcun rispetto per il diritto dei pedoni i quali, zebre o non zebre, devono scansarsi in fretta se non vogliono finire sotto. Ma userei soprattutto le verghe con coloro che, completamente dimentichi che il buon Dio ci ha dotati di due buone gambe per camminare e che due passi fanno sempre bene alla salute, usano la macchina per qualsiasi anche minima necessità: per andare a prendere il caffè al bar di fronte, le sigarette od i francobolli dal vicino tabaccaio, il giornale dal giornalaio, dal barbiere per la barba e via dicendo, mettendo ovviamente e costante-mente la macchina in « divieto di sosta » o addirittura in « intralcio di traffico » in seconda fila, senza curarsi minimamente di impedire agli altri l'esercizio di un loro sacrosanto diritto, quello cioè di poter circolare liberamente. In Italia, purtroppo, quasi tutte le leggi, soprattutto quelle di iniziativa governativa, sono concepite e fatte per reprimere abusi più o meno veri o presunti. E' un processo alle intenzioni e non è un bene, anzi è un male ! Ma è altrettanto vero, purtroppo, che in genere noi italiani abbiamo il sadico gusto del frutto proibito e che, creato un divieto, ci facciamo un punto d'onore non nel-l'osservarlo ma nel contravvenirlo. Il Codice della strada risente di questa viziata origine ma è una legge studiata dai ministeri interessati, discussa e varata dal Parlamento. Quindi una « cosa » da osservare scrupolosamente anche perchè, a giudizio