NEL RICORDO DI CURT ATONE E MONTANARA SI CONCRETIZZA L’AMICIZIA FRA MANTOVANI E SENESI CON L’ISTITUZIONE DI UN POSTO-COLLEGIO A FAVORE DI UN UNIVERSITARIO MANTOVANO Il 28 maggio 1961 in una assolata domenica a Montanara su iniziativa del Comune di Mantova, fu firmato un Patto di amicizia fra le Comunità di Mantova, Pisa e Siena alla presenza delle maggiori autorità e delle rappresentative studentesche delle tre città e Provincie. Con questo atto, avvenuto nel 113° anniversario delia battaglia di Curtatone e Montanara, si è voluto praticamente rinsaldare un'amicizia od una collaborazione fra genti che tanto hanno dato al Risorgimento d'Italia. Dopo la celebrazione vera e propria e la firma del documento si tenne presso l'Unione Goliardica Mantovana una interessante riunione alla presenza di studenti e di amministratori pubblici. In tale occasione si posero le basi di una collaborazione vera al di là delle rievocazioni ufficiali più o meno sentite. Infatti gli universitari di Siena e di Pisa ebbero un invito a partecipare a quel Convegno Internazionale, che si tenne in settembre in occasione della Mostra del Mantegna, e concretamente contribuirono al dibattito vivo ed interessante sui problemi della scuola superiore nel mondo. Nell'incontro del 28 maggio 1961 fu lanciata anche un'altra idea legata in buona sostanza anche ad una esigenza particolarmente sentita in quel momento dal mondo universitario mantovano : si trattava di dar vita ad una fondazione che permettesse ad uno studente mantovano meritevole e bisognoso di seguire corsi universitali totalmente a spese della sua città. L'idea non cadde nel vuoto e lunedi 1 luglio 1963, dopo un lungo « iter» burocratico, finalmente il Consiglio Comunale di Mantova ha deliberato aH'unanimltà l'istituzione di una borsa di studio di 500.000 lire, equivalente ad un posto annuale presso il Collegio universitario di Siena intitolato al defunto giudice costituzionale prof. Mario Bracci. Con apposita comunicazione dell'Università stessa verranno resi noti i termini per ottenere tale posto-collegio che si rivolge a studenti mantovani di scienze politiche. 8 ■B 9 9j |ia»KB*W|)0 L* AWHO »E.». |KHTENAI»IO G3 AfPtl AI.DA HT. 1 IEIA*HE I ^ solubili; ATTENTI BP !>• ïlAI.IA ¡amtjva reisa * 8««wa »»ATWJJ'riE Iti! RuoMmv peu.» rattasuA i»i 1»WM * ¡a«n»wAH»a «iohi©so • B$ I JfcmOIMKN IO. SI IMPEGNANO A RIH*AL»ARE 4 I Viticol i »1 AMICIZIA * J®- ,L siimi .tANCl" IH MANIERA IHDI««OU>BlLE «•oh Il SAmilIK PKI Coi-, HAT TENTI IfctSA. SIEM* »■»•'TUVA V SI PROPOW»ÌOH4> PEWTANTO || DI PAH VIT/ HHL PROSSIMO FUTVR** ,M TAP INIZIATIVE CHE PORTINO IINA MAfifllOR (WIWSfKWXA £ UNA KMiiltfN tVI.UBOIlAXIONE À- IN OGNI CAMPO, '▼U RISPETTIVE «OWUHITIv. i *»«»**> *....-—— Ci auguriamo che questo sia l'inizio di altre iniziative consimili, che servano a rinsaldare i nuovi rapporti fra Mantova, Pisa e Siena secondo la frase finale del Patto che dice testualmente : « Pisa, Siena e Mantova si propongono di dar vita per il prossimo futuro ad iniziative che portino ad una maggior conoscenza e ad una maggior collaborazione fra le rispettive comunità ». Noi vorremmo rivivesse dunque nelle opere, nelle idee e in una collaborazione proficua quella amicizia che vogliamo qui ricordare riportando quel messaggio d'affetto (controfirmato nel 1848 dal professor Giuseppe Montanelli, comandante la Colonna toscana a Montanara, ferito e prigioniero poi in Mantova, che tanto si battè per la fusione della Repubblica Toscana con la Repubblica Romana, premessa della nostra Repubblica democratica nata un secolo più tardi) che diceva testualmente: « Mantovani, nel lasciarvi vi diamo un amplesso con il cuore gonfio di lacrime ! La sera del 29 maggio dai campi di Curtatone e Montanara noi eravamo condotti in questa città prigionieri e feriti ! Soffrimmo ! Ma pure non chiameremo i giorni passati fra voi, giorni di sventura. Con l'affetto della madre che veglia sui figli ammalati, la vostra pietà vegliò sopra di noi. E nel sentirci tanto amati noi ci sentimmo infelici. — Non vi rendiamo grazie. — Questa parola vi offenderebbe. Ma vi rendiamo amore per amore. E quanto vi amiamo, lo sentiamo nel proferire questo addio che ci strappa il cuore». GIANNI USVARDI Assessore ai problemi della gioventù