medio evo ad un secolo fa coincise con quella degli ospedali, perchè l'una e gli altri sorsero come opere d'istituzione ecclesiastica, quando il mondo pagano si permeò della parola di Cristo, che aveva predicato l'assoluta parità di tutte le creature davanti a Dio e la condanna non solo dell'uccisione ma di qualsiasi piccola violenza a danno degli innocenti. Nella provincia di Mantova il compito di allevare gli esposti era affidato fino al 1912 ai due brefotrofi di Mantova e di Viadana. A Mantova esisteva già tra il 1283 ed il 1286 in capite pontis molendinorum un ospe- dale che serviva anche per gli esposti. Nel 1549 Lodovico Gonzaga, secondo marchese di Mantova e marito di Barbara di Brandeburgo, per meglio provvedere ai bisogni di ogni categoria di persone e quindi anche delle partorienti e degli esposti, pensò di riunire cinque piccoli ospedali dentro le mura della città e quattro extra muros dei comuni limitrofi e di costruire un nuovo grande ospedale dentro la città, nella via di S. Leonardo verso il lago di Mezzo, che allora occupava an- che tutta l'ancona di S. Agnese (ora Piazza Virgiliana). L'ospedale, diventato ora sede della caserma dei carabinieri, aveva la baliera verso il lago, nella parte ora sede della polizia stradale. Nel 1796 ospedale e brefotrofio furono trasferiti dal governo francese nel convento dei padri francescani di S. Maria delle Grazie, poi (nel 1797) nel convento dei Servi di Maria in S. Barnaba e finalmente nel 1911 nel soppresso monastero di S. Orsola in Pradella (ora Corso Vittorio Emanuele). Brefotrofio e manicomio ebbero allora sede nel palazzo Nonio nella via degli Stabili, quasi di fronte alla stazione ferroviaria. Nel 1868 le spese relative agli esposti passarono alla Provincia ed ai Comuni e quindi anche alla Provincia di Mantova spettò l'organizzazione e la vigilanza di questa assistenza. A Mantova la « ruota » fu soppressa nel 1876 e ad essa fu sostituito un ufficio di con- segna degli infanti. Nel 1912 avvenne la soppressione dei vecchi brefotrofi di Mantova e di Viadana per causa delle deficienze della assistenza brefotrofiale nella pratica attuazione di quel tempo e si iniziò l'avvicinamento del figlio alla madre. Le deficienze dell'assistenza interna brefotrofiale di allora erano dimostrate dall'alta mortalità, dalla facilità e gravità di contagi, dalle gravi malattie della nutrizione conseguenti all'alimentazione artificiale non tollerata o non appropriata, dai difetti dello sviluppo fisico e psichico. Dal lato sociale poi l'avvicinamento del figlio illegittimo alla madre avrebbe conseguito un duplice scopo: di far avere al figlio il latte e le carezze della madre, carezze di cui il bimbo ha tanto bisogno e di favorire i1 riconoscimento materno e l'affetto di una famiglia riducendo molto, e gradualmente sempre più, il numero degli esposti. Decisa quindi la soppressione dei brefotrofi — intesi come ospizi — furono studiate le norme per la protezione degli infanti esposti (affido a balie mercenarie, sussidi alle madri e mercedi agli allevatori, durata dei sussidi, aumento dei sussidi nei casi di riconoscimento materno, istituzione di una « sala di recezione » per i casi di impossibilità di collocamento immediato dell'infante) e fu organizzato l'ufficio provinciale d'assistenza sotto suoi vari aspetti (procedura d'ammissione all'assistenza, pagamento dei sussidi e delle mercedi mensili, ricerca sulle condizioni economiche delle famiglie degli illegittimi, ispezioni e controlli suM'allevamento, procedura per atti di riconoscimento). Per la « sala di recezione », per le visite ambulatoriali dei bimbi collocati presso nutrici mercenarie e presso allevatori e per la scelta delle balie idonee aM'allattamento, l'attuazione fu facile per un accordo fatto nel 1913 con l'Istituto Lattanti, fondato otto anni prima dal Dott. Ernesto Soncini, medico e filantropo, tenace assertore della puericultura, che aveva organizzato l'assistenza del lattante e dello svezzato nella nostra città, anticipando di venti anni l'azione dell'Opera per la Protezione della Maternità ed Infanzia. L'assistenza della Provincia di Mantova all'infanzia illegittima ebbe successivi aggiornamenti ed innovazioni: furono aumentati i sussidi domiciliari alle madri ed agli allevatori; furono aumentati i premi di riconoscimento materni; furono istituiti premi di affiliazioni per gli allevatori e premi di buon allevamento per gli allevatori stessi, quando l'illegittimo da loro affiliato compiva il 14° anno; furono istituiti premi di legittimazione per avvenuto matrimonio tra i genitori e premi di riconoscimento paterno (cioè senza la legittimazione del matrimonio). Dal 1942 fu dato notevole impulso all'affiliazione, benefico provvedimento giuridico, che permette di dare a11'iIlegittimo il nome e l'affetto di una famiglia dopo tre anni di affidamento. Dal 1942 al 1960 nella provincia di Mantova furono autorizzate 154 affiliazioni: 104 di esposti e 50 di illegittimi riconosciuti dalla madre. L'assitenza in questi ultimi anni fu maggiormente allargata dalla Provincia con l'istituzione di premi in danaro e in natura, dell'assistenza scolastica per gli alunni meritevoli, dell'assistenza climatica in colonie. Recentemente poi l'assistenza delle Province all'illegittimo fu estesa fino al 15° anno. Può essere interessante sapere che secondo le ultime statistiche il quoziente dell'iIlegittimità nella provincia di Mantova è del 36%° (in tutta Italia è del 27%°) e che nel 1960 su 1029 illegittimi assistiti solo 39 erano esposti e su 110 nuovi ammessi all'assistenza provinciale solo quattro erano esposti; tutti gli altri 106 erano stati riconosciuti dalla madre. La riforma del 1913 fu necessaria per le gravi deficienze della vecchia assistenza degli ospizi brefotrofiali, per tutte le ragioni umane e sociali sovraesposte, non ultima quella di evitare i dolorosi passaggi di troppi esposti da istituto ad istituto d'assistenza. E' stato quindi un bene che sia stata sviluppata l'assistenza dell'illegittimo nella famiglia. Non è men vero però che esistono casi e sitazioni in cui è nesessaria anche l'assistenza interna del lattante e dello svezzato tanto illegittimo quanto legittimo. 23