Nei casi di incesto, di mancanza dell'assistenza materna (per abbandono, per ricovero della madre in ospedale, in manicomio e in sanatorio; per associazione della madre al carcere; per malattia della madre); nei casi, in cui la madre è affetta da tubercolosi ed il figlio deve essere allontanato dalla madre; nei casi di estrema povertà della famiglia o di abitazione inadatta; nei casi d'incapacità della madre ad allevare il figlio; nei casi di temporanea impossibilità della madre nubile o vedova di poter occuparsi del figlio per ragioni di lavoro; nei casi infine di difficoltà tecnica d'allevamento (lattanti, deboli congeniti, distrofici, diatesici, convalescenti o indeboliti da precedenti malattie) in tutti questi casi era necessaria l'assistenza interna per il lattante e per lo svezzato illegittimo o legittimo; essa doveva quindi risorgere, ma risorgere in forma ben diversa e con criteri ben diversi da quelli del vecchio ospizio brefotrofiale. Mentre poi si andava estendendo il lavoro della donna fuori di casa, andava scomparendo la possibilità di affido a balie mercenarie per la ragione sovraesposta e per la dimi- nuzione di nutrici con latte abbondante e con lunga durata della lattazione. D'altra parte la tecnica puericultnrale ha fatto grandi passi in questi ultimi anni ed oggi siamo ben lontani dallo stato di conoscenze e di possibilità dietetiche e terapeutiche di cinquantanni fa. Cos) l'assistenza interna è risorta nei vari capoluoghl di provincia, non più ospizi bre-fotrofiall ma veri istituti puericulturali ed anche a Mantova l'Istituto Lattanti « dott. Ernesto Soncini » dalla sua funzione da sala di recezione si è evoluto in questo senso ed ha anzi pre- corso i tempi — rispetto ad istituti analoghi — sia istituendo fin dal 1921 l'asilo materno per gestanti e madri nutrici nubili o coniugate ma bisognose di assistenza, sia estendendo l'assistenza interna al lattante ed al divezzo legittimo. In questo ultimo decennio la mortalità del lattante normale in istituti nipiologia ben diretti è ridotta all'1-2% e cifre più alte sono ammesse solo se vi è un'alta percentuale di immaturi molto immaturi, cioè sotto i 1500 grammi. Infatti questi istituti sono ormai passati dalla fase negativa alla fase assistenziale positiva: con la profilassi delle malattie infet- tive contagiose e con l'adatta alimentazione al seno (ormai troppo rara), artificiale e di svezzamento evitano l'alta mortalità di una volta oppure l'indebolimento fisico per forme infettive e per malattie della nutrizione, curano la correzione delle diatesi, creano anche condizioni favorevoli per il normale sviluppo e per l'Irrobustimento fisico. Nè trascurano oggi lo sviluppo psichico — argomento all'ordine del giorno nei congressi dei direttori sanitari degli istituti puericulturali provinciali — perchè appunto non si vuole più che il piccolo assistito cresca triste nel torpore psichico o nell'immobilità muscolare ma lo si vuole con gli occhi sorridenti, normalmente curioso, chiacchierino e birichino. A questi risultati si può pervenire se vi è la buona organizzazione dei reparti e dei servizi (in primis della contumacia e della cucina infantile); se vi è la possibilità di seguire gli assistiti anche con esami di laboratorio e radiografici, sopratttuto se vi è la collaborazione del personale che deve essere in numero sufficiente e soprattutto idoneo per attitudine assistenziale e per preparazione tecnica (formativa e non solo informativa), perchè il personale assistenziale conta per due terzi sul buon funzionamento degli Istituti puericulturali. Un istituto puericulturale non è un ospedale infantile ma deve avere lo stesso una buona attrezzatura tecnico-sanitaria perchè molti degli accolti — lattanti e svezzati — non sono sani e l'istituto ha obblighi di natura profilattica e curativa oltre che assistenziali. Una situazione diversa sarebbe contraria alle esigenze e alla realtà assistenziale. L'Istituto Lattanti, che dal 1921 ha la sua sede in viale Risorgimento e dal 1950 è dedicato alla memoria del Dott. Ernesto Soncini, ha in buona parte attuato l'organizzazione necessaria. L'Istituto ha due divisioni, una puericulturale e l'altra pediatrica. La divisione puericulturale è divisa nella sezione per lattanti e nella sezione per svezzati. Nella divisione pediatrica sono curati i bimbi che si ammalano, purché la malattia non sia contagiosa o di specialità chirurgica, nei quali casi avviene il trasferimento nei reparti ospedalieri, come avviene il trasferimento delle gestanti nel reparto ospitaliero di maternità, nel periodo del parto. La divisione pediatrica, oltre alle infermerie per acuti e cronici, ha un reparto di contumacia che ha funzione importantissima per la profilassi delle malattie infettive contagiose: in questo reparto i bimbi appena accolti, sani o ammalati, sostano in salette separate per escludere malattie infettive in incubazione ed evitarne la diffusione. Poiché l'Istituto accoglie lattanti affetti da malattie della nutrizione e molti lattanti distrofici per precedenti malattie, per inadatta alimentazione, per costituzione o per diatesi, grande importanza ha la dietetica e l'organizzazione della cucina infantile. Oggi è molto diminuito il numero delle madri che allattano; tuttavia l'industria ha messo a disposizione della puericultura ottimi prodotti, che saputi usare a tempo debito e nelle quantità individualmente necessarie, possono permettere ottimi allevamenti nel lattante sano ed eccellenti riprese nel lattante distrofico. Le modificazioni più importanti e quasi rivoluzionarie di questi ultimi anni nella dieta del lattane riguardano la precocità delle diete di svezzamento. Oggi quasi tutti i pediatri ed i puericultori sono d'accordo d'iniziare lo svezzamento al IV-V mese. Nei paesi anglo-sassoni lo iniziano anche al terzo. Varie sono le ragioni di questo anticipo dello svezzamento rispetto al recente passato ma non è qui il caso di analizzarle. Dal Io gennaio 1959 l'Istituto « Lattanti e Svezzati » ha preso il nome di Istituto Provinciale per l'Infanzia « Dott. Ernesto Soncini » essendosi costituito un consorzio fra l'Amministrazione Provinciale di Mantova e l'Opera Pia. La costituzione del consorzio parve neces- 25