Il Sovralntendente Prof. PACCAGNINI con i tecnici del Genio Civile nei sotterranei del“Corpo di Guardia,,. nerazione in generazione si sono tramandati la convinzione che solo la Reggia possa essere degna di loro e per entrarvi compiono gesta incredibili. In un settore del Palazzo, ad esempio, si apriva una lunetta che dava aria ai locali, ma, dato che i pennuti vi entravano a depositare il loro guano sui pavimenti e ad intaccare gli affreschi a colpi di becco (per loro è solo calcio che servirà alle femmine per i gusci delle uova) l’apertura fu murata con mattoni. Ebbene i piccioni (che sono in massima parte sopravvissuti ai « tiri a volo ») attaccarono la parete a colpi di becco fino a togliere completamente la calce che teneva uniti i mattoni, così da farli crollare. Quindi ripresero le loro scorribande. Ma i più terribili sono i « kamikaze », terribili come le folate del « vento divino » che distrusse la flotta di Kublay Khan che stava per invadere il Giappone. Da quell’evento fortuito e straordinario presero poi nome i piloti suicidi che tentarono di debellare la flotta americana che stava conquistando le Filippine. Ma dove i Ma il « nemico » della Reggia è come Proteo che sfidava tutte le astuzie di Ulisse : battuto sui tetti e nelle cantine, ha scelto altre forme per continuare la lotta. Ora si traveste da ragazzino, armati di fionda e certe volte di carabina, e perfeziona la propria mira facendo delle vetrate del Ducale e del Castello il centro di un tiro a segno tanto inutile quanto vandalico. Se i ragazzini (che sono purtroppo più di uno) si possono educare a suon di... tirate d'orecchi, per i piccioni, non c’è niente da fare. I parenti prossimi della colomba della pace! A meno di coprire tutto quanto con una campana di vetro, per i micidiali volatili non c’è rimedio. Di ge- mulato per « mettere in ordine » la Reggia. Ci si comportò un po’ come la cameriera cara agli umoristi, che fa sparire le spazzature sotto il tappeto. Ora il « Diversivo del Mnicio, ha scongiurato il pericolo di piene per i nostri laghi, e le finestre sono state riaperte, dando luce e vita alla antichissima... caserma. giapponesi fallirono, i piccioni riescono. I volatili suicidi si buttano a tutta velocità contro le vetrate della Reggia con tanta forza da spaccare la lastra. Qualcuno si salva dal terribile urto, ma gli altri vengono trovati cadaveri sui bancali delle finestre, attraverso le quali, col loro sacrificio, hanno permesso ai compagni di entrare. Il Genio Civile, quando deve provvedere a sostituire qualche lastra, usa uno speciale vetro « retinato », rinforzato cioè da una rete metallica interna che li rende a prova di piccione. Nulla da eccepire per il desiderio dei volatili di cercare alloggi confortevoli per la propria famiglia. I pennuti però non hanno altrettanto sani principi igienici : il loro guano, depositato ovunque, inacidisce e diventa micidiale non solo per le strutture in legno ma anche per la stessa pietra che assume l’aspetto di una spugna. Inoltre, attraverso le aperture, penetra nei locali l’umidità e i tesoli dell’arte che sono contenuti nelle sale vanno alla malora. L’umidità è infatti la principale arma di battaglia del «nemico»: anche gli antichi costruttori lo sapevano. L’acqua che filtra dai laghi nella fossa del Castello è la stessa che mina le fondamenta della Reggia e che « sale » attraverso i muri come una cancrena. Per questo sono stati realizzati speciali sbarramenti con materiale isolante, inserendo cioè, come fette di prosciutto nei toasls, delle lamine impermeabili nei muri. Il problema richiederà però soluzioni più impegnative quando il livello dei laghi sarà reso uniforme e quindi la quota delle acque crescerà nei laghi di Mezzo e Inferiore. Si calcola, in questa evenienza, che l’acqua della fossa del Castello salirà di ben 4 metri con le conseguenze che tutti possono immaginare. Già i costruttori, come si è detto, temevano l’umi- dità e per questo usarono particolari accorgimenti che solo da qualche mese sono stati scoperti. Nei muri maestri sono infatti scavati cunicoli orizzontali di varia ampiezza e sistemati a vari livelli, comunicanti tra loro da stretti canali verticali. Questo sistema permette all’aria di circolare attraverso le massicce strutture : in tal modo l'umidità veniva smaltita. Contemporaneamente si è fatta, però, anche una macabra scoperta. Nei cunicoli orizzontali sono state trovate delle ossa umane la cui provenienza è sconosciuta. Le ipotesi parlano di cortigiani malaccetti fatti scomparire attraverso aperture segrete, ma non è da escludere si tratti di prigionieri che dalle segrete del Castello abbiano cercato inutilmente di evadere infilandosi in quegli stretti pertugi. Che si tratti di un delitto di 400 anni fa o di qualche cos’altro, forse non saprà mai. Ora i tecnici del Genio Civile si apprestano a scendere nelle cantine del Castello. Quali altri misteri li aspettano ? ANGELO CAMI