*'* -ti*, SFOGLIANDO CRONACHE Le calde polveriere di Mantova La sera dì sabato 28 aprile 1917 la polveriera del forte di Pietole prese fuoco. Erano quasi le sei pomeridiane quando cominciò il concerto delle esplosioni e fu un continuo susseguirsi per tutta la notte, fino alle sette del mattino. A quell'ora, come si usa alla fine di uno spettacolo pirotecnico, ci fu il botto finale. Uno spaventoso boato fece tremare forte la terra e la città ne fu squassata al punto che si contorsero le saracinesche e i vetri andarono tutti in frantumi. Ma fu un botto finale per modo di dire poiché, per giorni, proiettili isolati continuarono ad esplodere. Si era in piena la guerra mondiale e, nelle case isolate di campagna, nessuno si era azardato ad uscire nella notte. Si era perfino supposto che gli austriaci, rotto il fronte, bombardassero Verona. Ma nella città l'esodo fu massiccio. I mantovani andavano — ai Castei —, quelli di Castelbelforte andavano a Roncolevà e quelli di Roncolevà andavano più in là. dei danni. Fortunatamente lo spavento fu più grande Voler cercare la cronaca di quell'avveni-mento è inutile. La censura permise dopo giorni questo comunicato. « Mantova 1 maggio Per cause sinora ignote si è verificato un incendio in un deposito di materiale d'artiglieria vicino alla città. L’incendio è quasi completamente domato. Nessuna vittima tra la popolazione civile, nè tra quella militare. La città non ha subito alcun danno salvo qualche rottura di vetri ». Ma lo spavento fu tale che ancor oggi lo si rammenta come un avvenimento d'eccezione. Perfino una canzone era sta inventata per l'occasione. Nel tempo del mietere le donne nei campi cantavano così. Al 28 d'april è scopià la polveriera e tuti i mantoan i scapava da gran cariera. E non avevano tutti i torti a scappare se si pensa che a Novi di Modena (Km. 40) si frantumarono i vetri della chiesa alla prima messa della domenica e un camignolo cadde a Carpi. Lo scoppio fu avvertito anche a Milano. Fino a pochi decenni or sono le polve- riere in Mantova città erano due. Una in P.za Polveriera (ora scuole « Arrivabene ») e l'altra in Gradaro. Lo scoppio di Pietole si può definirlo quello di una polveriera mattacchiona a confronto di altri fatti del genere. « Il 9 ottobre 1796, non sappiamo se a caso o per imprudenza, si appiccicò il fuoco ad un barile di polvere nella fabbrica di S. Marta (P.za Polveriera). La violenza dello scoppio fece crollare l'edificio e parecchie case attigue. Primi a cedere vittime del sinistro accidente furono i soldati che, in numero di 45, lavoravano nella polveriera. Le loro membra mutilate furono lanciate a grande distanza. Altre persone rimasero ferite dalle pietre, ed alcune miseramente sepolte sotto le rovine delle loro abitazioni ». Altro accidente di lavoro alla polveriera Anconetta (sempre quella di P.za Polveriera) nel 1885. In ordine di tempo segue l'eruzione di Pietole. Poi altra grave sciagura: Tonfiolo. Alle 10,20 di sabato (anche qui di sabato), 18 settembre 1920, una terribile scossa preceduta da un profondo boato metteva in allarme la città. Era saltato un deposito militare di gelatina esplosiva al Tonfiolo, sulla strada che da Cerese conduce a Montanara. « Per un Km. di raggio il terreno è devastato e sconvolto. Alcune travi e delle ma- cerie ci dicono dove sia stato il corpo di guardia. Dove erano i tre depositi più nulla, tre enormi buche sono al loro posto. In fondo alla più grande, che potrà misurare un centinaio di metri, una pozza d'acqua ». Cinque i morti, numerosi i feriti, 17 case distrutte. Uno schianto e del nucleo Tonfiolo era rimasto un bugnetto. Si misero in relazione i due gravi incidenti : Pietole-Tonfiolo, avvenuti a tre anni di distanza. Vi furono inchieste e interpellanze. Le conclusioni delle indagini non portarono a nulla, non si potè provare la tesi del sabotaggio. Alcuni mesi prima (19 giugno 1920) una sentinella alla polveriera di Bosco Fontana alle due di notte insospettita da rumori, da’ il chi va là. A voce viene invitata a non sparare. Invece dà l'allarme e l'ufficiale, il capo posto, ed alcuni soldati accorrono. Sparano vari colpi in aria: Delle ombre furono viste correre e scomparire nel fitto fogliame. Il 22 luglio 1920 invece un gruppo di individui armati tenta di impadronirsi della polveriera di Cittadella. « Ieri notte quando arrivammo all'entrata di Cittadella, la trovammo sbarrata da soldati con una mitragliatrice piazzata. Di tanto in tanto gli spari rompevano il silen-bio. Il rumore dei colpi davano l'impressione dell'inizio di una vasta battaglia. Gli abitanti erano stati fatti rientrare nelle loro case dalle autorità. Gli aggressori con una audacia che à della follia criminale continuavano a sparare. Dalle 10,30 fino alla una e mezza vi fu sparatoria »: I soliti ignoti. In seguito le polveriere mantovane si raffreddarono. Solo nelle ceneri alcune brage continuavano a covare. I residuati dell'eruttazione di Pietole di tanto facevano ancora delle vittime tra i cercatori di bossoli e gli incauti. STENIO DEFENDI