francesco ruberti pittore Una cassetta di colori esposta in un negozio ha chiarito al giovane Ruberti la sua vera vocazione. La sua giovinezza disordinata era stata spesa nella ricerca di qualche cosa che de>se alla sua vita una ragione. Ruberti frequenta per qualche anno il ginnasio, ma poi tralascia e corre in bicicletta. Quésta esperienza giovanile sara poi l’argomento di una delle sue più importanti ricerche artistiche: i quadri dei ciclisti, che, tesi nello sforzo di raggiungere la vittoria, sembrano imper sonare il giovane Ruberti teso nella ricerca di quell’ideale che ancora non conosce, e diventa spasimo lo sforzo di realizzarlo. Sui vent’anni, per un’occasione fortuita, il nostro artista trova la sua via. Non possiamo dire che il Ruberti arrivi all’arte con una preparazione remota; neppure la sua formazione è sistematica. I contatti con quello che possiamo considerare un maestro, sono saltuari e occasionali. Affronta perciò da solo, con coraggio, la difficile strada alla ricerca del bello. Il problema si pone in lui sin dall inizio con un estremo ligore e Ruberti, con impegno pari alla difficoltà della ricerca, inizia un lavoro che ancor oggi non è finto, malgrado gli innegabili risultati. Nel clima neoclassico del « Novecento », Ruberti, giovane e inesperto, rivela una maturità insospettata. Il non conformismo lo porta a lottare sul piano politico cont o i falsi idoli del tempo, e a reagire sul piano artistico alle formule farinacciane del « Premio Cremona ». Nato a Mantova ; risiede a Mantova. - Personali a Roma e Mantova. Ha esposto alle quadriennali di Roma nel 1947 - 1951 - 1955. - A Suzzara -Milano - Verona - Mantova - Francavilla - Lido di Camaiore - Spoleto - S. Marino - Pontedera Pisa - Fiesole - Nuoro - Cremona - Palermo -Arcitrezza ecc. ecc. - Premiato a Suzzara - Mantova - Milano - Roma ecc. - Sue opere figurano in Gallerie pubbliche e private. F. RUBERTI - Paesaggio sul Po f.ìnWrh Il ritratto della Madre del 1936, fuori degli schemi novecentisti, sembra riallacciarsi alla scuola romana, come impostazione tecnica del quadro, in cui il plasticismo del « Novecento » è compieta-mente assente e la figura è il risultato di un leggero modularsi di colori delicati e sfumati, che tendono a risolversi l’uno nell’altro in una ricerca di armonia, in cui i contrasti si attenuano sempre più, fin quasi a scomparire. Il colore, ancora acerbo, non è intenso come quello della scuola romana, e, pur avendo toni caldi, è più vicino al contemporaneo chiarismo lombardo di Del Bon, Lil-loni e dell’amico Facciotto. L’artista rivela in tal modo una estrema raffinatezza di gusto, che sarà una delle sue caratteristiche, anche se rappresenterà un limite imponendogli una disciplina e una incontentabilità nella ricerca, che talvolta lo allontana dalla sua via, per fargli sperimentare in direzioni diverse le sue possibilità. Mi riferisco principalmente al periodo che va dal 1947 al 1953: l’esperienza della guerra ha buttato anche il nostro artista allo sbaraglio nella lotta e gli ideali della Fesistenza, auspicando una realtà sociale più giusta, incidono nella sua sensibilità poetica in mcdo determinante e lo pongono a contatto con le esperienze poetiche più valide e progredite. Comunque la guerra, nell’opera dell’artista, crea un vuoto che si spiega solo con l’impegno della lotta che tutto le assorbe. Il ritratto della madre del 1936 presenta ancora qualche incertezza che è superata in pochi anni. Il quadro « Natura morta con cappello di paglia e zucca » del 1937, presenta un colore sobrio, modulato su grigi molto colorati. In questo quadro accanto a un colore sempre più raffinato, ha importanza l'estrema cura posta nel creare la composizione. 11 quadro diventa così un fantastico succedersi di colori, di rapporti, di pieni e di vuoti, fino a creare im irreale ambiente che si distacca dagli umili oggetti diventati pretesti di un linguaggio sempre più aristocratico. Questo primo periodo mi pare possa considerarsi concluso alla vigilia della seconda guerra mondiale, con la natura morta « Limoni e bottiglia » in cui ir linguaggio e il contenuto raggiungono un preciso equilibrio, dimostrando che l'artista ha già trovato un valido mezzo espressivo e ha raggiunto la maturità. E’ questo un quadro completo in cui la sapienza della composiziono è risolta in un colore caldo e senza incertezze: è un punto fermo nella produzione di Ruberti. I a sua problematica pare cosi risolversi e completarsi nel giro di pochi anni (1936-39). F. RUBERTI • Ritrailo dalla madre