Potrebbe ora rimanere qualche dubbio sulle possibilità di ulteriore sviluppo del nostro pittore se non ci fossero due operette singolari, diverse dalle altre, quasi tentativi in altre direzioni, alla ricerca di qualcosa che ancora sfugge. Son due ritratti. Nel primo * Bambina su fondo giallo » (1938), colpisce l’estrema originalità del taglio: la figura frontale è spostata a destra, un pò in alto, tanto che una parte della testa è tagliata e la guancia sfiora un limite del quadro; l’incarnato è roseo, molto delicato; più vivace e luminoso è il giallo dello sfondo che mette in evidenza uno scuro treccino stretto da un nastro rosso, molto rosso. Questi ultimi elementi attraggono maggiormente l’attenzione di chi guarda, sono posti al centro del quadro e creano una serie di rapporti di forma e colore che raggiungono espressioni astratte, preludendo ad un non-figurativo che sarà di moda in Italia solo nel dopoguerra. L’altro ritratto è una delle pochissime opere del tempo di guerra, diversissimo da! precedente. Quanto il primo è pensato, elaborato e sapiente, tanto questo è immediato, istintivo. E’ una delle pochissime opere del pittore dipinte tutte d’un fiato, con una pennellata grassa e sinuosa, di un colore madreperlaceo in cui è evidente l'influsso dell’espressionismo. E’ un bel quadro, ma non è di Ruberti. E’ un quadro nervoso in cui la pennellata non segue tanto il soggetto, quanto qualcosa che è dentro l’artista, senza poterlo esprimere. La guerra, con la sua tragedia immane, contribuisce certamente a creare questo stato d’animo, che deve risolversi. Terminata la guerra, superata l’esperienza tormentata della lotta civile, le prime pitture dopo il 1945 riprendono il colloquio interrotto. Dal 1947 al 1953 abbiamo una serie di esperienze orientale verso le più valide correnti pittoriche contemporanee, quali quella cubista, metafisica (manichini) ed esperienze di « collage », ecc. In questo periodo di transizione e di assestamento, lo studio e la ricerca prevalgono sull’ispirazione immediata: le opere create, data la diversità delle esperienze tentate, non possono vedersi come un tutto organico, anche perchè troppo lontane dalla poetica del Ruberti. Ma l’esperienza è stata proficua e necessaria e ha dato al pittore una sapienza e una proprietà di linguaggio che sembrava impossibile raggiungere, quando la citala natura morta • Limoni e bottiglia » poteva già significare il risultato definitivo di un processo. Mei 1953 circa Ruberti toma ancora al suo lin-guaggic tradizionale che ora è però più consapevole, raffinato, proprio. Ricordo un quadro di fiori di questo periodo che presenta una capacità di sintesi eccezionale. I fiori sono visti compatti nel loro volume come dei solidi; però hanno la leggerezza del loro profumo espresso con un delicatissimo colore. 11 pittore ora è più smaliziato, sa organizzare meglio il suo lavoro e il possesso completo del suo linguaggio gli fa subito toccare i risultati. Comincia così una varia tematica che si svolge su argomenti ben determinati che maggiormente interessano l’artista come pretesti più adatti a lui, alla sua ricerca. Nascono le serie dei ciclisti. delle case, dei quadri politici e sociali e, ultimi, i quadri del Po. In queste opere c’è una notevole chiarezza di idee, raggiunta, come si è visto, attraverso una vita dedicata ad un assiduo e serio lavoro di ricerca che supera i limiti delle prime opere, con una visione sempre più chiara e sicura di ciò che l'artista vuole. I volumi sono sempre più netti e il colore, come materia, è più spesso postoso, raggiungendo un tono unitario che non urla mai ciò che vuol dire; ma si esprime sempre in un sommesso contenuto poetico. ! suoi quadri non si improvvisano, ma si fanno in mesi di lavoro, si lasciano e si riprendono, ir cicli che solo così riescono a costruire un’opera, in cui i particolari contingenti sempre più scompaiono come tali, per risolversi in forme ideali di un mondo in cui la realtà naturale si trascende e trasfigura. LUIGI FRACCALINI ATTUALITÀ Domenica 7 luglio 1963, ospiti dell’Amministrazione Civica di Pavia, gli Assessori alla Pubblica Istruzione e alle Iniziative Culturali delle Città Lombarde hanno discusso la formazione dell’ Ente Culturale Regionale. Alla conclusione dei lavori è stata nominata una Commissione ristretta, formata dal Dott. Montagna e dal Dott. Mele dell’Ente Manifestazioni Milanesi, dall’Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Bergamo e dall’ On. Gianni Usvardi in rappresentanza del Comune di Mantova, per la formazione dello Statuto e di un programma di lavoro da sottoporre all’approvazione delle singole Amministrazioni civiche. in LUGLIO 1963 Nella Piazza delle Erbe la “ School Band And School Chorus Of America.. ha tenuto un concerto. presenti tra un foltissimo pubblico le Autorità cittadine, il Console Generale degli U.S.A. in Italia e I dirigenti dell'U. S. I.S. di Milano.