IMPIAN ELETTE INDUST MANT Via On Telefoni I BAN Capitale sciamano da un negozio all’altro festose, chiacchierone e frettolose a differenza degli uomini piuttosto lenti ed indugianti, seni e compassati, nei bar, nelle trattorie <• mescite numerose. Dai cittadini traspare cordialità spontanea, senso di sicurezza e di laboriosità. I loro modi sono gentili e garbati. Nessuna ostentazione, ma semplicità estrema. L’ambiente sociale e quello geografico sembrano fondersi insieme in una completa armonia. Urbanisticamente la città è ben distribuita. Si va allargando ma secondo il piano Nletezeau, l’architetto di Dreux cui Carlo I affidò il compito della sua edificazione. Oltre alla imponente e meravigliosa piazza ducale, ci sono altri insigni monumenti rinascimentali : edifici, chiese. residenze principesche, opera dello stesso Clement Metezeau. Questo architetto — mi spiegava — Nl.lle Claude — è grande due volte. Innanzitutto per quel che è riuscito a costruire ed in secondo luogo per la fedeltà ai propositi del Principe il quale voleva creare una città accogliente, con belle piazze, case e monumenti per rendere generoso il carattere dei suoi abitanti e il cui ordine ed armonia dovevano costituire una perpetua lezione di gusto, una continua azione educatrice per gli abitanti stessi e per gli stranieri che l’avrebbero visitata. m.lle Claude M.lle Claude è un tipico esempio di questo ambiente. Ragazza vigorosa, colta, cordiale, generosa, dall’eloquio semplice e garbato, scevra da ogni presunzione intellettualistica. Ama il discorso positivo, il colloquio che comporti impegno personale. Ha voluto che visitassi due chiese espressive del più autentico gotico francese del Nord. E fu questa un'ottima iniziativa che servi a colmare le mie lacune in ordine a questa tipica arte francese sulla scorta di una documentazione viva ed immediata. Sapevo qualcosa anch’io intorno alla nascita, caratteristiche, sviluppo di quest’arte che nella Francia del Nord ha avuto la sua più alta espressione e la sua maggiore floridezza. Ma a M.lle Claude importava farmi conoscere due momenti del gotico francese, cui, nella nostra discussione, non avevo fatto cenno : cioè il gotico rayonnant e quello flamboyant. Fu una vera lezione condotta con metodo, garbo e semplicità che m’ha fatto toccare coi miei occhi il graduale passaggio dall'una espressione, all’altra. Un'esperienza per me veramente positiva e nello stesso tempo deliziosa. Abbiamo visitato la casa dove nacque nel 1854 Arthur Rimbaud, quella dove ha composto • le Bateau Ivre • che si trova vicino al « Vecchio Mulino » — altra robusta costruzione rinascimentale del Metezeau e infine una sala del Museo Municipale dedicata al poeta. Caratteristica è la raccolta di stampe e fotografie sistemata in modo tale da poter ricostruire, per immagini, la vita di questo grande simbolista che, con il Villon, è indubbiamente la figura più singolare della letteratura francese. taccuino carolopolitano ranzo al Gran Hotel I Francesi, come è noto, amano la tavola. La serietà e cura con cui sanno prepararla e disporre la successione delle portate corrisponde ad una precisa esigenza interiore più che formale. Preparazione e presentazione sembrano proprio essere concepite in funzione dell’invito per ben predisporre l’ospite al rito. Questo capii quando mi trovai seduto davanti ad una deliziosa tavola. La fortuna mi aveva balestrato fra un regista assai loquace alla mia sinistra, un consigliere dell’M.R.P. a destra : davanti avevo Mr. Ro-binet, direttore dell’Archivio di Stato delle Ardennes, che a sua volta si trovava fra un consigliere socialista ed una graziosa giornalista franco-indocinese. Tra una portata e l’altra e la mescita di vino generoso, la conversazione prese il suo abbrivio. Si parlò di Mantova, di Charleville, del cinema francese e italiano, del neorealismo. La piacevole conversazione, alimentata dalla vivace loquela del cineasta e la meditata espressione di Mr. Rubinet, cambiò di tono quando si spostò sul piano politico. L’Europa comune o l’Europe des patries ? Me ne accorsi che avevo toccato un punto debole. Comunque espressi il mio parere con franchezza. Ma i miei interlocutori non furono dello stesso avviso e preferirono lasciar cadere l’argomento. Tuttavia io ero l’ospite, volevo comunicare, volevo sapere, fare un’esperienza diretta. E allora dissi che non capivo più la democrazia francese dai cui principi e dalle cui tradizioni, quelle europee ed in ¡specie quella italiana, hanno trovato la loro ispirazione. Come mai il popolo francese cosi geloso delle sue prerogative e della sua forza, ha rinunciato ad esse ? La crisi che sta attraversando la Francia, intervenne Mr. Rubinet, è molto grave e profonda. De Gaulle è il solo che possa affrontare la situazione tenendo legata la Francia intera. Tutto il popolo francese vede nel Generale l’unica persona che possa risolvere il problema algerino evitando al paese una guerra fratricida. Ma quando il popolo rinuncia alle sue prerogative ed alla sua autorità, dissi io, praticamente rinuncia alla condizione prima della sua vita, del suo progresso ■ la libertà. Una vera democrazia non sà concepire un governo se non col popolo. Oh ! oui! — disse il consigliere socialista — ma i partiti poi prenderanno la direzione del paese, poiché la democrazia francese è quella vera, diceva con vigore, quella che non sa concepire il governo se non col popolo. « Pour le peuple et par le peuple ■ continuava a ripetere insistentemente. asa Tainturier E’ una costruzione la cui facciata dà in Avenue Ch. De Gualle, mentre il resto si protende su un giardino pensile da cui si gode la vista dell’alta valle della Mosa che scende da nord con ampi meandri e che nei pressi di Charleville si insinua e si incassa nella roccia dando origine a costoni alti anche più di 100 metri. 3VA