IMPIAI ELETT INDUS MANI Via Oi Telefon il bosco fontana La famiglia Gonzaga, prima ancora del 1300 possedeva nel territorio di Marmirolo una vasta e pingue fattoria, e fu anzi in essa che si ordì la congiura per abbattere i Bonaccolsi, ai quali i Gonzaga succedettero poi nel dominio di Mantova. Cresciuta la famiglia in ricchezze ed in potenza, la grande fattoria si trasformò in seguito in una splendida villa, a cui ben presto se ne aggiunse un’altra con castello nel vicino borgo di Coito a cavaliere del Mincio. I Marchesi, quasi tutti strenui condottieri di eserciti, si dilettavano molto della caccia, esercizio assai opportuno alla gente d’armi. Onde fra queste due ville si stabilì un parco che ebbe subito un rigoglioso sviluppo e per il terreno assai ferace al prosperare delle piante — platani, frassini, pioppi, aceri, carpini, quercie — e per le copiose e limpide acque che vi derivano dal Mincio ancor vicino al Garda. E il parco, allargandosi come si estendeva la potenza dei Gonzaga, prese la direzione verso la città perchè dalla reggia vi fossero più facili e più brevi le gite. Il Parco raggiunse la massima sua estensione al tempo del marchese Francesco (1484-1519) e da Coito, toccano Marmirolo e rasentano verso Soave il Mincio, giungeva fin pressoché a soli quattro chilometri dalla città. Per quanto si può dedurre dai pochi e vaghi cenni che troviamo qua e là negli scritti dell'epoca, l’ampia foresta si divideva in tre parti: — nell’uno si trovavano le fiere selvagge contenute fra un alto Tecinto ed il Mincio dove andavano ad abbeverarsi ; — nell’altro vagavano gli animali domestici ; il terzo era riservato per le passeggiate della Corte, le feste campestri ed i sollazzi notturni.