INUMAI ELETT INDUS Il bosco fontana AMNi Via O Telefon BAI Cui»« mi I Guglielmo atx-rebU' uri pareti il numero (Irgli animali domestici r ilei volatili con vario speci «li quelli che allora ppr la prima volta appa ri vano In Europa importativi «¿»Ile regioni che mano a mano si »copri vano nell'Asia e nell'America ; e vi fece costruir* per ornamento varie iontane. fra oli una bellissima contornata da diviniti marine in marmo — NVadi. Nereidl. Tritoni — fontana che diede poi il nome al Parco. Quivi nel l uglio del 1585 furono, con grande apparato ricevuti e condirti alle cacce quei sei giovani Giapponesi che erano venuti Ambascia-tori in Italia per riverire in nome dei loro connazionali convertiti alla Ferie di Cristo, il Sommo Pontefice Mncerno fece più che il padre e l'avo : per opera di Anton Maria Mani degno successore ed interprete del Pippi e del Bertani, eresse un castello nella parte più amena del Parco. E’ quel medesimo che tuttora si vede, gentile ed elegante costruzione, circondato da ogni parte da acqua, munito agli angoli da quattro torrette, al centro di molti simili viali ambrosi che da ogni intomo si convergono. Ma il Parco andava cori ogni giorno perdendo il carattere e l’assetto della sua antica destinazione. Venuta meno la razza eroica degli l’omlnl d'Arme e subentrata una progenie di gente molle e voluttuosa, le fiere selvagge non vi erano già più ; si accrescevano invece fuor di misura gli animali d'ornamento e gli uccelli che, colle vaghe piunte e con I xiavf gorgheggi rendevano più lieta quella rigogliosa foresta , III »eoe «Ielle i-acs* e «Irgli esercivi «-he rinvigoriscono il corp«i, si preferì v aimi le «lame. le oene, gli a|i{Mrati teatrali, I ritrovi femminili Il pausi »1 era tnovellilo in un luogo «li «miplU'1 delirio , erano I (risolini «li A tmM la. e il Tasao. nel «un stagioniti a Mantova. A ventili più «siile visitalo «(Desto Pausi si sari - amlie nella «uà maiala fantasia — t-ionplaoliitn «li vwltrvl ripradcitta ima «iena «Iella «tia Immortale t»e> niMkHMM, l'na nuova e più profumi» Irasf ormarli o«e era riservala al Pareo soMn il nuca Ciurlo I «li Neve« Se in origine esso era un luogo di cacce aspre p faticose e. In seguilo, di «lellrie e passatempi, ora diviene un luogo di religioni« raccoglimento e di claustrali salmodie Per un sogno fatto dal Duca la mattina della Festa di S. Giuseppe del IMI —. sogno che egli stesso narrò e «lescrisse In un documento In lingua Fram-ese consegnato all'Archivio dai Frati Camaldolesi e che l"N «natici riporta per intero tradotto nella sua • Cronica di Mantova • — inedita — Egli deliberò di erigere nel centro del Parco un eremo per I Frati Camaldolesi, una chiesa per le loro officiature e una pnUz Il bosco fontana zlna per al fine di poter godere «Iella compagnia di qual religiosi e abbandonarsi a meditazioni atrofiche Cosi I Con/aga che avevano comincialo come agricoltori, che poi ai erano fatti guerrieri, divenuti In seguito Montini. Univano per degene rare In bgkgtl ; e 11 Bosco Fontana «ielle sue trasfomazioni riflette que sic varie fasi della principesca famiglia. 11 Duca, vecchia vedovo. accascialo • latte sventure e fatto quasi scemo, trascurando gli affari dello stalo che andavano di male In peggio, panò gran parte «legll ultimi suoi giorni in questo Eremo dove veniva a salmeggiare con 1 frati, a meditare sul nulla delle umane grandezze, di ogni cosa e di ogni persona, sfiduciato. Sotto Carlo II e Carlo III — gli ultimi Duchi di Mantova — il Parco ritornò ancora per un momento un luogo di piaceri e di libertinaggio. Del resto la locatiti era tanto ampia che si potevano trovarsi simultaneamente dame e frati senza che si dessero reciproca noia : ognuno accudiva alle proprie cose, e le cene, le danze, gli apparati teatrali del seguito principesco non impedivano le macerazioni e le preci dei Camaldolesi. Cardata, indi estinta nel 1708 la dinastia regnante, il Parco rientrò nel silenzio e rimase dominio esclusivo degli Eremiti e dei pochi gnar diacaccia che avevano in cura quegli uccelli di lusso che sopravvivevano ancor». Mancando I Principi, maiu-antln la Corte per I quali il Parco era (lottlttal'i nessuno riti ir più ad «wsuparsl di <|«ie«ta località che monili «Mtlulle. I viali erano obliali titolali e *ti*nparlvs«ttt »4to gli sterpi. le actpte miti più «llsrlpllnate et «•vanti quinci e «piintll vagal«