La cabina elettrica, a livello del palcoscenico, è situata sulla sinistra di chi guarda dalla cala e comanda, oltre le luci di sala e di servizio : 7 bilance di vecchio tipo a tre colori ed una ribalta nuova, pure a tre colori, 8 circuiti di palcoscenico disposti su 11 cassettecon 8 prese ogni cassetta. Tutti questi circuiti funzionano separatamente con accensione diretta oppure con volano per il funzionamento delle resistenze ad acqua. Il carico sopportato complessivamente è circa 30-40 Kw. Altri apparecchi, quali riflettori a lente, parabole, padelloni, ribaltine, pinze e impianto microfonico., esistono sulla piazza, ma di proprietà di Ditte cittadine che li noleggiano di volta in volta. E così dicasi dei cavi sottogomma necessari per distendere i circuiti in sala ed in soffitta. Il TEATRO ANDREANI conta un palcoscenico largo 10 metri, profondo mt. 6,50 e alto alla graticciata mt. 9,00 circa. Il boccascena misura mt. 7,5C di larghezza e mt. 6,00 di altezza rino all'orlo dcll'arlecchino di velluto. Due passerelle a destra ed una a sinistra sarvono per i tiri di soffitta, che possono raggiungere il numero di 30 in altrettanti tagli. li teatro è provvisto di quinte di boccascena e sipario di velluto rosso. Dalla cabina elettrica posta a livello del palcoscenico, a sinistra di chi guarda, si comandano 4 bilance a 3 colori, 1 ribalta pure a 3 colori ed un circuito di prese di palcoscenico, il tutto posto in singole resistenze ad acqua. Alcune prese dirette, quattro padelloni ed un riflettore ad arco, posto in cabina di proiezione cinematografica, completano l'attrezzatura elettrica. Il carico massimo è compreso tra i 10 e i 15 Kw. Esistono, oltre il teatro Sociale e il Teatro Andreani, alcune salette provviste di palcoscenico. Citiamo il Teatro del Dopolavoro FF.SS. (che contiene circa 400 sedie) e i teatrini parrocchiali di S. Apollonia, S. Barnaba, Ognissanti, S. Simone, S. Leonardo e il teatrino del Seminario. Altre salette esistono più o meno in tutti i collegi tenuti da ordini religiosi. lutti questi palcoscenici però non hanno attrezzature tali da consentire lo svolgimento di spettacoli qualsiasi che vogliano uscire dal ristretto binario del trattenimento ricreativo. Un caso a parte mostra di essere, tecnicamente ed architettonicamente, il Piccolo Teatro dell'Accademia Filodrammatica « F. Campogalliani » ricavato in un'ala del Palazzo D'Arco messa a disposizione dalla munificenza della Marchesa D'Arco. Tale Saletta, seppure minuscola, è dotata di un palcoscenico della larghezza di mt. 7 e profondo mt. 6 con un impianto di luci a tre circuiti in resistenza ad acqua, agibili su una ventina di faretti, più alcune prese dirette di palcoscenico, 4 padelloni e piccolo impianto di amplificazione sul magnetofono per le colonne sonore necessarie agli spettacoli in allestimento. Il boccascena, minuscolo, misura mt. 4,50 di apertura ed è chiuso da un sipario in velluto color giallo-oro. ALDO SIGNORETTI 12 LA SCUOLA DIFFERENZIALE REALIZZAZIONI E PROGETTI Ilo accettato volentieri l’incarico di scrivere questa nota perchè sento che è necessario chiarire certe vicende storiche e 1 attuale situazione di un settore purtroppo quasi dinenticato e che non risente certamente l'influsso del boom industriale, economico, edilizio della nostra provincia. Trattasi del settore che riguarda la neuropsichiatria infantile. Foco note sono le realizzazioni nel campo della neuropsichiatria infantile nel Comune e nella Provincia di Mantova perchè progetti se ne sono latti ma in sostanza poco si è risolto. Circa 10 anni orsono sono stati mossi i primi passi per strutturare una Istituzione che facesse da nucleo a cui legare tutti i problemi dell’infanzia anormale, paranormale o comunque carente per dar modo ai medici, agli insegnanti, alle varie Istituzioni per l’inlanzia, di portare aiuto, sin dove fosse possibile, a questi bambini che non riescono ad orientarsi ed a svilupparsi in ambiente normale. Da circa due anni solo si è giunti alla creazione di un organismo, di un centro che svolge opera di idenificazione, di classificazione dei minorai psichici (in senso lato) che ha sede presso la Sezione cittadina dell’ONMI. Prima della istituzione di tale Centro di visita e dépistage, i bambini riconosciuti bisognosi di ricovero o comunque segnalati all’Amministrazione Provinciale venivano visitati presso l’Ospedale Neuropsichiatrico Provinciale cosa che, spesse volte, ha suscitato malumori dei parenti o genitori. Per quei soggetti visitati venivano suggeriti i provvedimenti da prendersi, suggerimenti che il più delle volte consistevano nell’indicazione di un Istituto Medico Pedagogico in cui inviarli. Ora nella maggior parte dei casi i fanciulli in particolari condizioni psichiche vengono indirizzati, in modo speciale per opera delle Autortà Scolastiche, al Centro Psico-Medico Pedagogico dell’ONMI. Qui una équipe formata da personale specializzato li visita e li indirizza (con consigli o svolgendo direttamente le pratiche) alla terapia, alle scuole o agli Istituti Medico Pedagogici. Sulla base del lavoro nell’anno 1962, il Ministero, pressato dalla costante premura delle Autorità Scolastiche e del Comune, ha istituito in Mantova nell’anno 1962-63 N. 4 classi differenziali, suddivise fra le varie scuole cittadine, che raccolgano dai 40 ai 50 alunni. I bambini vengono sorvegliati ed istruiti da insegnanti specializzati, vengono portati alla scuola al mattino e ritirati alla sera poiché il Comune ha offerto la refezione scolastica. Essi usufruiscono i sussidi didattici messi a loro disposizione dal Patronato Scolastico e di cure mediche, generali e specialistiche, fornite direttamente dal Comune. Questa piccola, seppur utile realizzazione, è stata possibile solo dopo un difficile e faticoso lavoro di scelta eseguito dal C.M.P.P. dell’ONMI. Si è dovuto oltretutto convincere i genitori ad uno ad uno perchè approfittassero della nuova Istituzione per tentare il recupero scolastico dei loro bambini; si è dovuto convincerli che non si trattava di scuole per deficienti ma per soggetti irrequieti, falsi anormali, caratteriali, deboli per cui era 13