Sì è corcato di dare loro non solo una buona alimentazione ma soprattutto di accettarli così come sono, di capirli e di educarli. Nel dar questa educazione si è cercato d'integrare l'opera della famiglia rimuovendo quelle carenze che essa inconsapevolmente ha recato alla educazione del bambino. Si è contribuito a che il bambino, tornando in famiglia, dopo il periodo trascorso al CRES, si potesse inserire con amore, senza disprezzo per ciò che vi trovava e che forse, confrontato con l'ambiente del « campo giochi », gli potesse apparire più sciatto, più povero, a prima vista peggiore. Dopo questa modestissima descrizioni di tutto ciò che si è fatto per i nostri bimbi al Cres vorrei dire che è stato fatto bene ogni cosa; ringraziare, come cittadina mantovana, tutti quelli che hanno collaborato, e se mi è permesso vorrei proporre per il prossimo anno due cose : l’aumento del personale insegnante affinchè i bimbi possano essere divisi in piccoli gruppi e quindi seguiti con maggior risultato educativo ; — poter conoscere la situazione ambientale (famiglia, scuola, lavoro) di tutti i partecipanti e un pochino il loro comportamento. Infatti negli ambienti di alcuni nostri bambini si possono trovare certe situazioni di squilibrio familiare che possono essersi venute a creare con la presenza in casa di un'altra donna che non è mamma ; oppure situazioni di evidente immoralità che permangono alla base del rapporto familiare e diventano agli occhi del bambino un fatto normale. , E' bene conoscere il loro comportamento perchè oltre a tutto ciò che di critico si può trovare nell’ambiente vi sono anche problemi insorgenti dalla maturazione naturale della psicologia del bambino ; e pure certe difficoltà del temperamento connaturale alla natura di ciascuno. Se il CRES ha fatto bene a tutti i partecipanti è servito maggiormente a quei bambini che avevano bisogno di essere trattati con amore e benevolenza e che hanno trovato nelle assistenti una vera guida. FAUSTA BETTINI ASSISTENTE SOCIALE Direttrice del CRES Il nuovo refettorio del CRES al momento dell’ inaugurazione, presente il Sindaco e l’Assessore all’ Infanzia. E' ARRIVATO IL MOMENTO DELLA FABBRICAZIONE PRE Da qualche tempo in Italia si parla sempre più insistentemente di prefabbricazione edilizia, ma cosa s'intende con tale termine? Le considerazioni che verrò esponendo hanno lo scopo di chiarire ed illustrare, sia pure imperfettamente, la portata del fenomeno, le sue origini, la sua importanza. Resta esclusa ogni considerazione sulla prefabbricazione a carattere speciale realizzata in acciaio, alluminio ed altri materiali di pregio, per i quali il problema non si pone — almeno per ora — in termini competitivi con i metodi edilizi tradizionali. La definizione del Comitato Tecnico della Associazione Italiana Prefabbricazione è la seguente: « Prefabbricazione Industriale fuori opera di parti delle opere di Ingegneria Civile atte ad essere usate in sito mediante prevalenti azioni di montaggio ». L'esigenza del passaggio dell'edilizia, quale ultimo fra i grandi settori produttivi, da un'impostazione artigianale a industriale è sempre più sentita ai nostri giorni per motivi e fenomeni che verranno successivamente esposti. I primi tentativi del dopoguerra rimasero in Italia senza seguito a causa di tutta una serie di difficoltà quali: — dal punto di vista sociale, l'esuberanza di mano d'opera che non poneva il problema in senso competitivo con altre industrie; -— dal punto di vista tecnico mancava allora quella gamma di prodotti pregiati necessari allo scopo, l'attrezzatura tecnologica di cantiere, e sopratutto di stabilimento per una organizzazione a prefabbricazione pesante; Blocco per servizio igienico. 2 ■ procedimento COSTAMAGNA,, (dalla rivista Prefabbricati R.D.B.). La disposizione verticale dei blocchi consente lo sfruttamento integrale della resistenza meccanica dei laterizi. 21