— invitare l'architetto a dare la propria opera per nobilitare la rigidità degli schemi e dei moduli, sforzandosi di pensare in termini nuovi; studiare quale sarà la nuova posizione del direttore dei lavori, disciplinandola specialmente con quella degli altri tecnici qualificati, legati alla produzione ed al montaggio delle strutture; — rivedere l'attuale materia dei controlli, purtroppo strettamente connessa a quella delle responsabilità. Il gusto estetico delle persone e la natura eminentemente individualistica degli italiani, accetterà soluzione di grande serie ed a schemi sensibilmente rigidi? Sebbene esista una certa evoluzione al riguardo, sarà accettabile il concetto dell'abitazione a limitata durata nel tempo (quasi fosse un bene di consumo), rispetto al concetto tradizionale che assegnava all'immobile un ciclo di vita minimo di un secolo? Riusciranno ad affermarsi pochi metodi di sicuro impiego industriale prodotti da industrie ad elevata efficienza e potenzialità, oppure ogni grande impresa che si rispetti vorrà introdurre un proprio tipo o modulo, pregiudicando sul nascere quelle effettive di- minuzioni di costi che possono costituire il segreto per l'affermazione di un determinato tipo? Di estrema importanza è infine il fatto che il sistema sembra idoneo alle esigenze di un determinato tipo di edilizia specie nelle grandi città ad elevatissimo tasso di immigrazione, accentuando il processo di riduzione progressiva delle dimensioni dell'alloggio tipo, attraverso una elevata razionalizzazione. Aumenterà di conseguenza l'inconveniente già denunciato e non risolto nella maggior parte dei quartieri residenziali a tipo popolare, di aver creato una grande quantità di « macchine ad abitare » senza personalità ed autosufficienza, prive delle strutture necessarie a favorire la vita associativa di quartiere ed inefficacemente decentrate rispetto ai centri degli affari delle città. Perciò quanto più si affermeranno i nuovi criteri costruttivi, tanto più sarà necessario dare ai cittadini le scuole, gli asili, i negozi, gli impianti sportivi, il verde attrezzato, etc., indispensabili per consentire una vita di gruppo effettivamente autosufficiente rispetto ai centri cittadini. FRANCESCO PANELLI Direttore dell’Ufficio Tecnico Comunale 8 - 9 Prefabbricazione in Russia (da “Il Giornale dell’Ingegnere,,) albano seguri scultore Ricordo ancora nel 1946 un’iniziativa coraggiosa della galleria * Il pioppo», (in via Cesare Battisti) che presentò parecchi artisti ai mantovani : la rivelazione più importante fu lo scultore Albano Seguri. Il nostro non era uno sconosciuto : nell’ambiente mantovano difficilmente un artista sfugge alla curiosità degli altri, ma una presentazione organica ed esauriente della sua opera ancora non si era avuta. Seguri concludeva allora un primo ciclo della sua vita d’artista, un periodo quanto mai travagliato e difficile. Nel 1937 aveva terminato all’Accademia di Brera i corsi dello scultore Messina il quale aveva lasciato in lui il gusto di un raffinato mestiere. L’Accademia lo aveva avvicinato ad altri studenti, anche di corsi diversi, come Cassinari, del quale Seguri sente l’influsso, specie per il gusto del disegno visto come linea pura dalla forma sempre più raffinata. Infatti non si può capire in modo completo Seguri se non si tien conto che in lui l’opera grafica e quella plastica si svolgono in modo parallelo e indissolubile. Il disegno gli permette di fissare con veloce e sicura immediatezza l’intuizione artistica, è un appunto necessario per la meditata realizzazione plastica, che verrà subito superata da nuovi disegni che preparano altre sculture. A Milano in quegli anni c’è un clima artistico che non sa adattarsi agli schemi di un’arte nazionalistica voluta dal Regime ; c’è, fino alla sua morte nel 1936, Edoardo Persico che, con la ri- Nato a Mantova - Ha studiato all’ Accademia di Brera a Milano con Francesco Messina. Dal 38 al 41 vive e lavora a Roma. - Dopo la guerra ritorna a Mantova dove risiede tutt’oggi. - Ha esposto alla Quadriennale di Roma, alla Biennale di Venezia e alle principali Mostre di Scultura in Italia e all’estero. - Ha vinto numerosi premi fra cui, nel 1956, il premio di scultura “Città di Milano,,.