19 6 3 19 6 4 Il 1963 si conclude ed è una felice occasione questo numero della nostra rivista per fare a tutti i lettori, a tutte le famiglie mantovane gli auguri più sinceri per il nuovo anno, con la certezza che in queste ore serene ognuno potrà trovare nella valutazione della propria operosità per il benessere della propria famiglia e del bene comune, più motivi di soddisfazione che di delusione. E il momento in cui ci si sofferma a dare una occhiata all’anno scaduto e si formulano i buoni propositi per l’anno nuovo. Dobbiamo perciò per prima cosa congratularci con la nostra rivista e con tutti i suoi collaboratori. Essa è cresciuta come veste e come sostanza e può considerarsi oggi un valido strumento di divulgazione dei problemi molteplici della nostra collettività mantovana. Problemi che non si sono presentati facili in questo 1983 per la pesantezza della finanza locale che nella attuale situazione legislativa tende non certo ad alleggerirsi. Il 1963 impegnato nella ricerca e nell’attuazione di una nuova formula politica non è arrivato a dare ai Comuni l'atteso alleggerimento di certi compiti, in fatto di spesa e l'attesissima riforma della finanza locale, in fatto di entrata. Ciò non di meno le prospettive, le attese e le speranze in questi giorni di fine anno sono tali da coltivare un sia pur cauto ottimismo. Certo in quest’anno, l’Amministrazione ha fatto del suo meglio, sui binari del proprio programma, fra molte difficoltà, e con inevitabili insufficienze. Si è cercato di agire in tutti i settori, e in tutti i settori, poco o molto, resta sempre qualcosa da fare. Ma se in quest’anno c’è stata una caratterizzazione nell’operato del Comune direi che essa è nel settore scolastico. La nuova scuola media unificata e obbligatoria fino al quattordicesimo anno di età è entrata quest’anno in funzione in uno stato naturalmente di rodaggio e di graduale assestamento, ma con tutta la sua forza rivoluzionaria. Naturalmente essa ha particolarmente sensibilizzato un pò tutti ai problemi della scuola ed ha indotto l’Amministrazione ad operare delle scelte, scostandosi nettamente dalle vie tradizionali, pur di arrivare in tempo e con soddisfazione a risolvere il problema di un minimo di capienza e di funzionalità. Non abbiamo abbandonato i progetti della • Bertazzolo » e della « Isabella d’Este » ma non potevamo farci ormai illusioni su una imminente realizzazione date le amare esperienze sulle approvazioni burocratiche. Le quattro scuole di quest’anno (per un valore di quasi mezzo miliardo) rappresentano esattamente quattro vie del tutto diverse. Una scuola nuova tradizionale in muratura (Te Brunetti); una scuola nuova prefabbricata (Kennedy); l’acquisto e l’adattamento funzionale di un antico palazzo gentilizio (Via Chiassi); il consolidamento e il completo rinnovo di un vecchio edificio scolastico, staticamente ammalorato (Scuola d’Arte). E tutte queste quattro vie costituiscono altrettante ottime esperienze. Naturalmente anche le scuole materne hanno avuto un notevole impulso; con, la dilatazione dell'orario, la conseguente dilatazione del corpo insegnanti impegna notevolmente, assieme ad una migliorata e dilatata refezione, la spesa del Comune. Ma anche in fatto di edilizia di asili, il Comune sta assumendo un grosso impegno, con lo studio e la progettazione di cinque nuove scuole materne. Siamo convinti che ogni sforzo ed ogni spesa impegnati nella scuola, per la preparazione delle future generazioni, costituisca il miglior investimento per la nostra, come per qualsiasi collettività. Con questa visione affrontiamo anche il nuovo anno, certo, fra tante difficoltà, ma col cuore pieno di speranze e di prospettive. Dott. LUIGI GRIGATO Sindaco di Mantova 3