SCUOLA D’ARTE STATALE DI MANTOVA CONSIGUO DI AMMINISTRAZIONE 1 - PRESIDENTE Ing. Luigi Masotto 2 - VICE PRESIDENTE Dr. Ing. E. B o 11 o 1 i 3 - MEMBRO DEL COMUNE On. Gianni Usvardi 4 - MEMBRO DELL’AMMINITRAZ. PROV. Cav. Carlo Camerlenghi 5 - MEMBRO DELLA CAMERA COMMERCIO INDUSTRIA E AGRICOLTURA E DEL CONSORZIO ISTRUZIONE TECNICA Dr. Ing. Ottorino Pavesi 6 - MEMBRO DEI PROFESSORI CDELLA SCUOLA D’ARTE Prof.ssa Maria Giustina Grassi 7 - SEGRETARIO DEL CONSIGLIO DIRETORE DELLA SCUOLA Arch. Ivo Vfaretti MATERIE ARTISTICHE D'INSEGNAMENTO — Disegno geometrico e architettonico con la Direzione dei Laboratori della Sezione : "Arte del Legno» e l’insegnamento del relativo disegno professionale. — Disegno Copia dal vero — Plastica con la Direzione dei laboratori della Sezione «Lavorazione Artistica dei Metalli» e l’insegnamento del relativo disegno professionale. — Educazione Musicale — Tecnologia — Ferro battuto — Educazione Artistica — Ebanisteria e Tarsia — Sbalzo - cesello - agemina — Applicazioni Tecniche — Intaglio 12 GENNAIO 1964 INAUGURAZIONE DELLA NUOVA SEDE PER L’ISTITUTO PROFESSIONALE DI STATO PER IL COMMERCIO L'Istruzione professionale ha lo scopo di promuovere l'armonico sviluppo della formazione umana e di quella professionale necessaria per l'esercizio di attività lavorative nei vari settori della produzione, mira cioè a dare la capacità ad intraprendere un'attività professionale a livello prevalentemente esecutivo. Nella visione umanistica del passato, essa era relegata, nel campo dell'istruzione, in posizione marginale ed accessoria, tanto da essere affidata soltanto ad iniziative di carattere privato. Il potente e rapido sviluppo del mondo economico negli ultimi tempi, con il conseguente insorgere della necessità di personale sempre più e sempre meglio specializzato, ha spinto lo Stato, con la forza naturale delle cose, a porre la formazione professionale fra le finalità di natura pubblica, accanto alla formazione tecnica (gli Istituti Tecnici, idonei a fornire una cultura abbastanza vasta e tecnicamente efficiente, non hanno naturalmente nè il compito, nè la possibilità di preparare i giovani alle numerose e tanto varie specializzazioni del moderno mondo del lavoro). L'Italia, troppo a lungo dominata dalla concezione prettamente idealistica della Scuola, fu preceduta in questa evoluzione da diversi Paesi. Infatti, soltanto nel 1958 il Governo Italiano ha impostato organicamente e con impegno il problema della creazione di una adeguata rete di Istituti Professionali, senza la quale mancherebbe uno dei presupposti per l'aumento dell'occupazione e l'incremento della produttività e del reddito. Su questa strada comunque è stato percorso, in pochi anni, un notevole cammino, per merito di un'intensa opera rivolta, fra l'altro, a studi approfonditi per l'elaborazione di organiche disposizioni di legge in materia ed all'attuazione di una stretta collaborazione tra gli Istituti Professionali e la Società in cui vivono ed alla quale servono. A dimostrazione del fervore che accompagna il problema della formazione professionale, e del grande spazio economico, sociale ed anche politico che esso occupa attualmente in Italia, sta io sviluppo eccezionale avuto dagli Istituti Professionali nel quadriennio 1958/59- 1961/62 : quelli per l'Agricoltura sono passati da 24 a 54, quelli per l'Industria da 51 a 151, ed infine 19