INDAGINE URBANISTICA Due erano le porte della città nuova ed entrambe erano situate sui due ponti che scavalcavano il Rio. Su Piazza delle Erbe, prospetta tutt'ora il Palazzo detto delle Granaglie, poi della Ragione. Questo palazzo fu eretto, secondo alcuni, nel 1250, secondo il Dovari sul finire del XIII sec. E’ certo che esso servì per il mercato delle biade. Sotto i portici, il Comune aveva alcuni suoi Uffici che furono modificati intorno al 1448 e furono ridotti a bottega sia verso piazza delle Erbe che verso Via Giustiziati. Nel XV secolo fu congiunto con il palazzo di Giustizia e divenne il Palatium juris. Nel 1473 fu aggiunta all’estremità del Palatium juris la Torre delle Ore. La Casa del Mercato è del 1197 e fu costruita in modo che tutto intorno ad essa lo spazio fosse libero da ogni impedimento. Nel 1413 fu completamente restaurata. La Casa delle Beccarie, dove erano portate le carni macellate per essere distribuite ai rivenditori, fu costruita nel 1261 sui ruderi del Palazzo. Del principio del XTV secolo sono il Palazzo per il Deposito e Vendita del Sale e della Zecca. Sempre in questo angolo di Piazza S. Andrea stava l’opificio per la purga della lana eretto alla fine del XIII secolo. Molto probabilmente scorreva nelle vicinanze un fossato, fatto interrare quando il suddetto edificio fu riedificato vicino al Rio. Sul fianco della chiesa di S. Andrea sorgevano, e si vedono ancor oggi, i Portici dei Mercanti; erano di proprietà del Monastero di S. Andrea che li affittava. Fra i Portici e la chiesa di S. Andrea c’era allora un viottolo detto del Muradello. 1 Portici però avevano un’estensione molto inferiore all’attuale. Dietro il Palazzo delle Granaglie sorgeva un « Pio Consorzio per aiutare i cittadini indigenti »; esso ebbe vita intorno alla seconda metà del XIII sec. Come si vede, il Quartiere di S. Stefano era diventato il centro vivo di Mantova, anche perchè il Comune permetteva il pubblico mercato solo nelle piazze del Broletto e della Masseria. La prima serviva per il mercato degli ortaggi, donde in seguito il nome di piazza delle Erbe, e la seconda per il mercato del piccolo bestiame. La piazzetta, oggi chiamata del Broletto, prese questa configurazione solo nel 1472 e cioè dopo che fu completamente sgomberata dai ruderi dell'Antico Palatium juris. Gli altri quartieri in cui era suddivisa Mantova, non presentano particolari caratteri di interessi’. Molte famiglie ricche vi avevano i loro palazzi e per il resto erano occupati da case di modeste caratteristiche. Una notevole importanza avevano le porte che mettevano in collegamento i borghi con la città. Alcune di queste, come per esempio la « Porta delle 4 Porte » erano, come si è detto, molto probabilmente porte della Mantova Romana. Poiché nel secolo XIII la popolazione era aumentata e il Borgo di Porto era stato unito alla città, il Comune allargò la circoscrizione alle nuove porte di Aqua- drulio, dei Folli, di Cerese e di S. Giulia. Benché dilaniato da guerre il Comune cercò di curare l'aspetto della città e fin dal 1229 fece selciare la Via Magna che dalla Chiesa di S. Pietro andava alla porta di S. Andrea e le Vie adiacenti ai Palazzi Comunali. 32 MANTOVA a volo d’uccello in un disegno di A. Guesdon dei primi del 1800 (dalla raccolta “ L’ITALIE À VOL D’ OISEAU,,) - In primo piano il Borgo di Cittadella e il Ponte dei Mulini. Al principio del XIV sec. fece ampliare le strade fino a un minimo di sei braccia e colmare molti fossati. I Gonzaga fecero quanto era in loro potere per aumentare la popolazione, arrivando ad emanare dei decreti per i quali si accordava ai nuovi abitanti sei anni di esenzione da quahiasi tassa. Per queste facilitazioni, Mantova andò sempre aumentando di popolazione e nel 1401 Francesco Gonzaga emanò una nuova divisione della città in Quartieri. Questi rimasero quattro, e furono chiamati di S. Pietro, di S. Andrea, di S Giacomo e di S. Nicolò ed a ciascuno di questi quartieri furono assegnati 5 rioni. Francesco Gonzaga si interessò moltissimo alle opere di fortificazione. Nel 1519 diede infatti incarico al suo capitano Alessio Beccaguto di completare le fortificazioni da Gradaro a Prodotta. Questi mantenne il stio impegno così che Mantova ne( XV7 secolo poteva considerarsi città ottimamente difesa. Abbiamo una testimonianza esatta della configurazione della città agli inizi del 600 grazie atta minuziosissima carta che Gabriele Bertazzolo disegnò nel 1628. La zona che si estende a Nord del Rio ha carattere rinascimentale, ma lo schema dei quartieri potrebbe risalire al XIV e XV secolo, quando furono abbattute le case che sorgevano in mezzo ad essa. Si vede davanti a S. Andrea, in zona probabilmente rialzata, una specie di sagrato. Esso fu poi tolto perchè di impedimento al traffico. L'Ancona di S. Agnese è diventata il porto dell'Ancona, però già bonificato sulle sue rive. , Le carte successive, come per esempio quella che Matteo Cadorin disegnò a Padova nel 1650, non ci mostrano niente di nuovo rispetto a quella del Bertazzolo. Nel 1700 fu portato a termine il prosciugamento dell’Ancona e per merito di Paolo Pozzo quella zona divenne una vera e popria piazza, oggi Piazza Virgiliana. In questo periodo vennero compiute notevoli opere di rafforzamento delle difese perimetrali.