N-jlla sala dei Giganti però, la pittura diventa mezzo per sciogliere l'architettura. La staticità dell'ambiente quadrato coperto a volta emisferica, acquista dinamismo e vita, perde dimensioni e forma, si svolge in continue prospettive. Questo però senza aprirsi a concezioni barocche : trovi ancora l'innervatura nei macigni crollanti e nelle nubi gonfie (20) che li sovrastano, mentre il contrappunto è dato dai chiari paesaggi che si illuminano verso il centro delle pareti (21 ). La massiccia interpretazione di questo ambiente e l'impressione che desta l'insieme richiamano con evidenza gli atrii della Cavallerizza (22) sotto l'Estivale, dove i forti conci smussati e fusi nella volta danno la stessa sensazione di uno spazio ciclopico e primitivo. Il Pippi preannuncia quindi nelle pitture della sala dei Giganti lo svolgimento della sua ultima architettura. CLAUDIO BASSANI ADOLFO POLTRONI ERI Il materiale fotografico riguardante l’illustrazione deI Palazzo Te è stato fornito dagli Architetti C. Bassani e A. Poltronieri autori dell'articolo SGTTGITIBRG 1963 CRonRCHe oei. GemeuPGGio RIPRODUCIOmO IL TeSTO DeLLQ CROnOCO ReGISTRRTO PeR LO TU sullp coLPzione GonzoGHescn oppgrtq agli ospiti FRpncesi neLL’inconTO dgl bosco ponTono SCARAMUCCI: Il passato non è mai morto a Mantova. In poche zone di Italia il gu- sto della tradizione riaffiora talmente, oltre che nelle cerimonie anche nella consuetudine popolare. Così oggi, a conclusione delle cerimonie per il gemellaggio tra Mantova e la città francese di Nevèrs e l'altra città francese di Charleville, è stata offerta una campestre colazione di caccia nel bosco della Villa gon-zaghesca. (Suono di corno) Un valletto in costume ha accolto gli ospiti. VALLETTO: Reverendissimi e colendissimi signori, essendo qui riunite le eccellentissime e degnissime ambascerie delle città nobilissime di Charleville, Mantova e Nevèrs, unite sentimentalmente nel comune ricordo di origine gonzaghesca, ricorrendo in queste ore il patto di fratellanza... SCARAMUCCI: E poi la colazione sul pra to. Un enorme fuoco e un menu di quelli che oggi sanno di fiaba. VOCE: lo ho preparato sul campo: salame casalino mantovano, sardine sotto sale, prosciutto, brodo di pollo e manzo, risotto con quaglie arrosto, anitra salvatica e sarsanini, pollo ai ferri con insalata, salamelle ai ferri, pesce fritto, polenta fresca e ai ferri, luccio in salsa, uova sode, frutta di stagione, caffè alla campagnola. Vini: lambrusco, bardolino e bianco soave. SCARAMUCCI: Sono ricette riportate da un prezioso volumetto « Cucina mantovana di principi e di popolo », che è stato edito sotto il patrocinio dell'Ente Provinciale del Turismo di Mantova. Ma torniamo al nostro pranzo mantovano. Tra una portata e l'altra, i giullari. 45