RENZO SCHIROLLI - Dalla serie degli Interventi • Disegno 1963 (70 x 80) Questo periodo è chiarificatore del carattere dell'artista, e rivela una razionalità cartesiana che distingue le sue opere, e anche le scosse più violente possono solo momentaneamente alterarla, come ad es. quella legata a un suo trauma psichico provato assistendo alla nascita della sua bambina. Tale scossa determina la rottura della serie dell’* Immagini » e tutto sembra sia da rimettere in discussione. La razionale ed equilibrata armonia tra forma e colore propria delle « Immagini », momentaneamente lacerata, lascia affiorare un vivace espressionismo più adatto a rendere l’esplosione violenta di sentimenti sconvolti dal crudo contatto con la realtà. Finora il pittore aveva ignorato, nel suo soliloquio, il reale naturalisticamente inteso; ora invece abbiamo il violento richiamo di una realtà che lo sconvolge. Di questa realtà l’artista non si può più disinteressare come ha fatto finora e la sua opera si sfrena con una violenza simile alla violenza cui l’artista ha assistito. Il suo è ora il passaggio da spettatore ad attore del dramma della vita, che egli esprime in una serie di opere in cui il sensuale si mescola all’erotico, senza però che alcuna descrizione convenzionale del dramma sia nemmeno lontanamente tentata. Malgrado l’irruenza di queste opere non oserei definire Schirolli un violento o un esasperato. Nella sua ultima esperienza è evidente l’esigenza di riproporre problemi della poetica picassiana del periodo del quadro • Il bombardamento di Guernica » cui si aggiunge un motivo surreale che si inserisce come altra novità nella sua opera. Il pittore mi ha spiegato il suo trauma parlandomi dell'immagine del medico sanguinante nell’ambiente sterilizzato e nitido, estremamente razionale dell’ospedale in cui tutto ha un preciso e rigoroso ordine. La illogicità, del contrasto crea un’ambiguità che si riflette nell’intimo dell’artista che vi reagisce con la sua opera. Il contatto con la vita reale, i rapporti con gli uomini, rivelano contraddizioni, incongruenze che fanno intuire a Schirolli disordini morali, sociali e politici, e tale disordine deve essere denunciato. L’impegno dell’artista ora diventa missione volta al superamento della violenza della realtà, colpendo senza riguardi ciò che c’è di sporco nel mondo e ha la pretesa di essere pulito. La violenza dell’opera che segue questo suo proposito dimostra la sincerità della denuncia. Nella produzione recentissima assistiamo ad un ulteriore sviluppo di quest’arte cosi ansiosa di definirsi nel contenuto e nella forma: è il tentativo di disciplinare la violenza dell’espressione traumatica. Il rigore formale già sperimentato nelle « Immagini » ritorna creando e dividendo spazi, permeandoli di un rigoroso geometrismo, e in questi ambienti le forme, sempre lontane da precisi riferimenti naturalistici, si inquadrano come se fossero nel loro vero mondo. Anche queste opere sono preparate da una serie di bellissimi disegni in cui è evidente l’esperienza cubista che porge nuovi elementi alla ricerca di nuove soluzioni. Il discorso, lungi dall’essere compiuto, è tuttora aperto, e mai come ora mi pare che l’arte di Schirolli sia stata protesa in una ricerca che posso presagire ricca di risultati. LUIGI FRACCALINI 60 I MANIFESTI DEL COMUNE i tmiE il ainiii U IL PERENNE MESSA6GI0 DEI MARTIRI DI BELFIORE Mantovani, te «ni» Mi wctni «art* • *• <**»» ri*»«» I» « » M «aeri**» * (pw* • «• nwtr» nwnS. t « « Mia etti es* »w fe* d UN MERCATO NATALIZIO SERIO E LEALE SENZA ¿b PREZZI ALLE SVELLE COMUNE 01HMTOU 9? 61