RELAZIONE SUL CONVEGNO NAZIONALE ED INTERNAZIONALE DI NAVIGAZIONE INTERNA TENUTO A MANTOVA Onorevole Ministro, In adempimento del mandato ricevuto, siamo onorati di rappresentarLe i risultati e le richieste del Convegno Nazionale ed Internazionale di Navigazione Interna tenuto a Mantova nei giorni 28-29-30 novembre 1963. Il Convegno, promosso dalla Camera di Commercio Industria ed Agricoltura, dalla Amministrazione Provinciale e dal Comune di Mantova — in collaborazione con l’Unione Nazionale Navigazione Interna Alta Italia — e al quale il Signor Presidente della Repubblica si è compiaciuto concedere il suo Alto Patronato, ha avuto per tema la richiesta di inserimento delle idrovie nella programmazione economica nazionale, con l’intento di offrire un contributo finale e riassuntivo agli Organi di Governo perchè ¡1 problema, giustamente inquadrato, possa conseguire la soluzione che merita nell’interesse nazionale. Gli Enti organizzatori del Convegno si lusingano di avere in tal guisa dato un apporto collaborativo ai responsabili della politica economica nazionale, offrendo loro il risultato delle discussioni, dei dibattiti, delle iniziative, degli studi che in questi ultimi anni sono stati dedicati da Enti pubblici e privati e da singoli studiosi alla navigazione interna per la sua influenza sulla economia nazionale. Sotto questo profilo, il Convegno di Mantova ha confermato il riconoscimento dei vantaggi economici che derivano alla collettività dalla creazione e utilizzazione delle vie d’acqua interne per trasporti di materie prime e prodotti finiti tra i mercati interni ed internazionali ed ha potuto constatare che dalle molteplici iniziative assunte da Enti di provincie diverse dell'Italia settentrionale, in relazione al detto convincimento, è scaturita la carta delle vie navigabili interne italiane, che configura un vero e proprio sistema idroviario la cui realizzazione non può non essere compresa nel programma di sviluppo della economia nazionale. Il Convegno ha posto anche in termini problematici la necessità della naviga- / zione interna. Ma le relazioni dei chiarissimi professori Guido Ferro — magnifico Rettore della Università di Pados a — e Innocenzo Gasparini — Ordinario di politica economica dell’Istituto Superiore Universitario di economia e commercio di Venezia — e gli interventi dei Rappresentanti di Comuni, Provincie, Camere di Commercio e Consorzi e privati, hanno chiaramente dimostrato come la navigazione interna costituisca un elemento che può senza dubbio essere definito essenziale per il nostro sviluppo economico. Questo dato è chiaramente emerso per confronto dalle relazioni dei rappresentanti francese, svizzero, austriaco, jugoslavo e americano, che al Convegno hanno portato il conto dei risultati conseguiti dalle economie dei rispettivi paesi mercè la componente della navigazione interna. Lo sviluppo economico del nostro Paese non può prescindere dalla navigazione interna: questa è l’unanime conclusione del Convegno! Oggi — infatti — il nostro Paese vive in un regime di economia aperta, in cui le barriere doganali sono ridotte ormai a limiti decisamente bassi ed addirittura sono prossimi a scomparire, come avverrà presto nei confronti dei Paesi aderenti al Mercato Comune Europeo. La inevitabile conseguenza di questa politica liberalizzatrice sarà un sensibile accrescimento delle capacità concorrenziali dei Paesi più progrediti industrialmente; la competizione economica diventerà, quindi, sempre più dura e più difficile, sul mercato interno e, naturalmente, ancor più sui mercati stranieri. Ecco, dunque, che appare giustificata la richiesta di aprire in Alta Italia vie adatte per una moderna navigazione interna, che consentirebbero la realizzazione di notevoli economie nei confronti di altri mezzi, sul costo dei trasporti: si calcola, infatti, che la riduzione dei noli per le merci particolarmente idonee ad essere trasportate per vie d’acqua (merci di massa, di notevole peso e di grande volume) vari dal 40 al 65%. La lavorazione di queste merci di massa interessa soprattutto le industrie che vengono definite, con termine ormai usuale « di base », e che riguardano i settori della siderurgia, della petrolchimica, delia chimica, dei materiali da costruzione, ecc. Queste industrie di base, la cui incidenza sul prodotto lordo complessivo delle attività industriali italiane, si aggira oramai, dopo il rapido progresso dell'ultimo decennio, sui 35-40%, svolgono un ruolo fondamentale nel nostro sviluppo economico perchè, oltre ad assicurare alti livelli di produttività, creano le condizioni idonee per il sorgere delle industrie manifatturiere trasformatrici. Ma queste industrie di base hanno, per cosi dire, « il respiro sull’acqua » e sentono, prepotente, il richiamo del mare: hanno, infatti, bisogno di muovere grandissime quantità di materie prime e di prodotti grezzi a basso prezzo, come consente soltanto il trasporto per vie d’acqua. Un'adeguata rete idroviaria accessibile anche ai natanti fluvio-marittimi, consentirebbe a queste industrie di diirsi una efficiente e razionale organizzazione senza allontanarsi dai tradizionali mercati di utilizzazione di consumo del lavorato: questa rete, penetrando nel cuore della Valle Padana, la collegherebbe non soltanto con i porti tradizionali dell'Alto Adriatico, ma anche con i centri di sv iluppo industriale e commerciale dell Italia meridionale e con diversi centri del bacino mediterraneo. 3