La navigazione interna può offrire, dunque, anche un cospicuo contributo alla soluzione del difficile problema della ubicazione ottimale di certi tipi di industria, consentendo una maggior libertà di localizzazione anche sotto il profilo di una scelta di programazione economica. Il discorso vale soprattutto per certi ambienti a limitato sviluppo economico che ancora esistono nell’Italia settentrionale, che la navigazione interna potrebbe valorizzare a vantaggio delle popolazioni locali ed a vantaggio pure di altri centri per i quali lo sviluppo industriale tumultuoso ed ormai eccessivo pone in termini non più prorogabili il problema di un opportuno decentramento. Il Convegno ha tuttavia tenuto a sottolineare che la realizzazione nell’Alta Italia di una moderna rete idroviaria non ha significato di una scelta destinata a favorire ancora il nord progredito a danno del sud depresso, avendo come conseguenza un ulteriore incremento del già esistente divario economico e sociale. Le caratteristiche fisico-idrauliche della Valle Padana rispetto a quelle del sud d’Italia, di per sè sole danno conto della scelta. Ma il Convegno ha altresì dimostrato che se è vero che il Mezzogiorno ha bisogno di un crescente apporto di capitali per darsi migliori infrastrutture di ogni ordine e grado e costituire, cosi, le condizioni migliori per realizzare l’auspicata accelerazione del suo sviluppo economico, è altrettanto vero tuttavia che ogni investimento idoneo a determinare un incremento del reddito nazionale giova, qualunque sia la sua ubicazione, all’intero Paese. Non si può, infatti, contestare che per un periodo ancora lungo di tempo gli investimenti necessari per il progresso dell'Italia meridionale ed insulare saranno largamente superiori ai risparmi formatisi in quelle terre: è evidente che gli aumenti dei redditi, che peraltro già si riscontrano, saranno quasi per intero assorbiti dai previsti incrementi dei consumi. Sarà necessario, dunque, iniettare in queste economie depresse capitali provenienti da regioni nelle quali il progresso economico, consentendo la formazione di elevati redditi rende possibile anche la formazione di risparmi. Soltanto un red- dito nazionale crescente con un elevato tasso consentirà di affrontare gli impegnativi compiti della resurrezione economica del Mezzogiorno: perseguire, intatti, una politica di equilibrio tra le grandi regioni con un reddito nazionale che aumentasse assai lentamente, significherebbe forse determinare le condizioni per un ristagno dell’economia del Paese. Lo sviluppo delle attività industriali localizzate nella Valle Padana è condizione essenziale per conseguire il ritmo desiderato di sviluppo economico, e la creazione di una rete navigabile interna in Valle Padana è, a sua volta, condizione essenziale di questo sviluppo. Il problema idroviario infatti è padano soltanto dal punto di vista geografico; è ormai nazionale invece dal punto di vista economico perchè, direttamente od indirettamente, interessa tutte le Regioni del Paese. Non si può nascondere che fino ad oggi le idrovie, oggetto delle più svariate iniziative e manifestazioni, hanno tuttavia goduto di scarsa considerazione da parte delle sfere governative, specie a livello decisionale, nell’ambito dei problemi riguardanti i trasporti. Il Convegno non ha ritenuto di indugiare per scoprirne le cause; ha ritenuto invece necessario sottolineare alcuni concetti che appaiono fondamentali e preliminari per la riconsiderazione della navigazione interna. Anzitutto si impone la nuova classificazione delle vie navigabili per una definitiva elencazione delle idrovie, secondo una moderna concezione industriale, dove assuma carattere prioritario la rete per natanti da 1350 tonnellate, anche ai fini — assolutamente determinanti in Italia — della idoneità dei natanti stessi alla navigazione fluvio-marittima. Questo comporta come immediata conseguenza la necessità di definire il dimensionamento delle idrovie e dei relativi manufatti — sulla base delle dimensioni tipiche dei natanti da 1350 tonnellate — soprattutto per quanto riguarda l’altezza minima dell’acqua, la larghezza minima in cunetta ed al galleggiamento, il tirante d’aria minimo sotto i ponti, la larghezza e la lunghezza delle conche di navigazione. RELAZIONE SUL CONVEGNO NAZIONALE ED INTERNAZIONALE DI NAVIGAZIONE INTERNA TENUTO A MANTOVA