tempo, che per tanti aspetti è ancora il nostro. Quale fosse ¡I tempo, lo sappiamo, tra gli ultimi decenni del secolo passato e i primi di questo, quando nel quadro della raggiunta indipendenza, unità, libertà nazionale, nel quadro spirituale del non ancora compiuto, o per taluno del tutto mancato Risorgimento, andavano affiorando tutte insieme e tumultuariamente le passività storiche di vari secoli di dominazione straniera, le prime aspirazioni e le prime azioni eco-nomico-sociali organizzate delle classi operarie, contadine, impiegatizie, intellettuali progressiste, e i gravi problemi frutto di un mancato, nuovo ordinamento dello Stato unitario, di fronte a ricorrenti velleità reazionarie di una certa parte della classe dominante. E ciò mentre dall'intera Europa cominciavano ad affluire in Italia i grandi temi, e insieme i grandi nodi, dottrinari e politici, morali ed economici del tardo Ottocento e del primo Novecento: un Europa stretta tra le grandi trasformazioni della prima rivoluzione industriale, i residui della mentalità feudale, l'affarismo incontrollato di ispirazione borghese, il rivoluziona-rismo d'ispirazione marxista, un'azione politico-sindacale cattolica allora, non meno di quella socialista, severa e ostile non solo verso certa classe dirigente liberale, ma perfino verso lo Stato di diritto. Un'Europa nella quale occorre anche vedere nazionalismo e prima guerra mondiale, comunismo e fascismo, per ottenere il quadro dei problemi d'ambiente entro il quale queste generose personalità perseguirono una loro comune, alta visione morale e politica della storia, e crearono le premesse di un nuovo spirito che conducesse l'Italia al di là delle strette e dei frangenti del secolo. Certamente sarebbe una sciocchezza retorica ogni affermazione tendente a dichiarare che l'Italia odierna sia nata per intero dall'opera di questi uomini; ma rientra nell'ordine delle verità storiche l'affermazione di un loro originale contributo a questa creazione. Non è difficile infatti scoprire oggi il rapporto tra il concetto di Rivoluzione Liberale di Piero Gobetti, e l'aspirazione popolare odierna all'umana libertà, civilmente organizzata, nella quale intellettuali, dirigenze evolute e tecnici, ceti operai e gruppi sociali consapevoli si congiungono in uno sforzo comune di rinnovamento e di elevamento generale. Quanti discorsi di questo tipo non abbiamo sentito in questi anni, fatti da uomini di varia tendenza? Ma neppure è difficile scoprire il rapporto e l'incontro tra il « problemismo » col quale Gaetano Salve-mini, sulla sua Unità, affrontava per la prima volta in Italia, con De Viti, De Marco, la miseria e gli squilibri del Meridione, quali si presentavano nel 1911, e l'odierna «politica delle cose », con la quale le forze governative cominciano ad affrontare con serietà il risanamento generale del Paese. Mentre allo stesso modo non è facile negare il rapporto e l'incontro odierno tra socialismo umanistico, che ripudia la dittatura di classe, e liberalismo progressista, secondo la grande tesi del Socialismo liberale, espressa da Carlo Rosselli nel 1930; quella per la quale, pur concedendosi la massima apertura dialettica alla lotta di classe, la si riqualifica con la coscienza dell'unità morale e politica di ciascun popolo, e dell'unità di tutti ¡ popoli nell'umanità. Così come è chiaro un altro, conseguente incontro tra la idea di Giustizia e Libertà, movimento rinnovatore antifascista di Gaetano Salvemini, Carlo e Nello Rosselli, Ernesto Rossi, ecc., e l'odierna sempre più diffusa coscienza eco-nomico-politica delle masse più progredite, ormai padrone dell'idea che interesse, giustizia e libertà di classe non vanno nè sovrapposti nè sottoposti, ma dialetticamente congiunti a interesse, giustizia, libertà di tutti, e che assieme e alla pari vivono o muoiono. Nè possono essere tralasciati il rapporto e l'incontro tra l'idea della Storia come pensiero e come azione di Benedetto Croce, e l'odierna, consapevole volontà di molti uomini, secondo la quale i popoli possono conquistare tutto ciò che di meglio riescono a concepire, soltanto con la libertà e l'equilibrio della ragione e con il coraggio morale dell'azione liberatrice, portando così a maturazione un « futuro » per uomini spiritualmente eguali, dialetticamente liberi nella comune esistenza, e non per uomini preventivamente selezionati in esseri di prima e di seconda classe, in padroni e in servi, in sudditi che nulla giudicano e nulla intraprendono, e capi tesi a coartare gli sviluppi spontanei delle coscienze. Nè può essere infine dimenticata l'esperienza che in questi tempi va maturando sotto i nostri occhi, quella delle richissime possibilità d'incontro e di convivenza tra tutti gli uomini e tutte le dottrine di buona fede e aperte, sotto l'ispirazione operativa di « quel Dio che a tutti è Giove », per dirla con Dante, col Tasso e con lo stesso Croce. Coesistenza perpetua: da non confondersi con una utilitaristica contingente trovata di qualche capo di governo in difficoltà; sorgente perenne d'ogni rinnovamento di vita; fermento reale per tutti i passaggi dalle classi e dalle società chiuse all'umanità. Questi, dunque, gli uomini e gli ideali che Mantova può ben onorarsi di ricordare con alcune, scelte attribuzioni toponomastiche. Ideali di autentici patrioti, figli della più alta ispirazione risorgimentale e rinascimentale. Lungimiranti democratici, forti della loro fede nello siprito, che ricercando all'origine di ogni divisione storica del popolo, crearono alcune importanti premesse dell'odierno civile ricongiungimento. Uomini che scesero nella tomba non già portando con sè ripiegata una banbiera illeggibile, simbolo di qualche superato legittimismo, ma come alfieri di un tempo avvenire, come un'aurea riserva d'ispirazione culturale, morale e politica. GUIDO LA ROCCA Consigliere Comunale CITTA’ di MANTOVA ____________________________ hanno collaborato t- GIUSEPPE AMADEI, ALDO ANTONIOLI, VITTORIO BALESTRA. CIRO BAMBINI. CLAUDIO BASSANI, FAUSTA BETTINI, GIUSEPPE BORELLA. ANGELO CAMI. ETTORE CAMPOGALLIANI. GIULIANO CAVALIERI, GIOVANNI N. DALL’OGLIO, STENIO DEFENDI, MAURIZIO DELLA CASA, FRANCO FACCINCANI, SILVIO FERRARI. LUIGI FRACCALINI, ANTONIO FUCCI, MANLIO GABRIELI, LUCIANO GEROLA. GISELLA GIRARDI, RENATO GIUSTI, DINO LANFREDI, GUIDO LA ROCCA, ERCOLANO MARANI, IVO MARETTI. FRANCESCO MORESE, UMBERTO MUSA, FRANCESCO PANELLI, ATTALO POLDI, BRUNO POLDI, ADOLFO POLTRONI ERI, AURELIO V. REGGIO, CARLA ROMANI, CARLO ZANINI, RINA ZANINI. 17