« tero teatro... la sala del ridotto e il così « detto luogo del vestiario... in brev'ora so-« no restati preda del fuoco...». (17) Con l'edificio andarono distrutte tutte le attrezzature, i mobili, le suppellettili che si trovavano nei teatro. Furono inoltre consunti dalle fiamme tutti i costumi dell'opera che si stava rappresentando: l'Olimpiade. Dai numerosi inventari compilati per stabilire l'entità del danno riportiamo la descrizione di una macchina scenica veramente singolare di cui era dotato il Teatro Nuovo: « Una macchinà lunga B.22 composta di « grosse piane riquadrate con ferramenti « rocchelli, taglie, tornelli di ferro, ottone « e legno incanalata con conchiglia grande « capace di cinque persone e dell'armatura « di Achille tutta scherzata ed adornata di « tritoni e mostri marini che avanzava grati datamente colla ballerina rappresentante « Tetide, e quattro altre figuranti Nereidi e « mediante l'analogo moto dei vari telari di « mare eccitato dai tornelli obbligati alla « macchina stessa coll'orditura delle corde « la mostrava portata dai Delfini galleggiante « sull’onde ». Nella sala dei Cristalli andarono distrutti « specchi grandi e piccoli, cornici dorate e rabescate ». Continuarono le recite nel Teatro Vecchio, mentre la cittadinanza « sorgendo dalla costernazione cagionatale dalla perdita dell'in-cendiato teatro », pensava già alla ricostruzione di quel « bello e raro ornamento della città, ch'era la ammirazione de' Forestieri ed è stato II modello di tant’altri, che si sono fabbricati nella nostra Italia e fuori », mentre I proprietari dei palchi erano disposti a contribuire alla ricostruzione « esibendosi a soccombere del proprio a una solida ripri-stinazione de' Palchi loro». (18) A Giuseppe Piermarini, che già due volte si era occupato dei teatri mantovani, venne affidato l'incarico di eseguire il progetto per la ricostruzione del Teatro Nuovo di Mantova. Il progetto, che riproduceva in misure più limitate il Teatro della Scala di Milano, era già ultimato nel giugno del 1782. Il conte di Firmian presentandolo a S. Maestà così diceva: « L'ho fatto formare dal R. Architetto « Piermarini, adattato per quanto possibile « alle circostanze del sito e delle forze di « questo paese alla forma di quello che mol-« to ben riuscì a Milano... con la differenza « che facendo bensì, come la M.V. potrà ve-« dere nel disegno, le scale di pietra, di cui « ne saranno quattro per dare maggiore fa-« cilità all'uscita e sfogo del pubblico, non « vi sono però, come mai stati in uso in « questo paese, li camerini addetti ai rispet-« tivi palchi negli detti corridoi di cotto, « perchè impraticabili per la angustia del « sito nell'area circoscritta dagli muri già « esistenti ». I lavori furono eseguiti sotto la guida di Paolo Pozzo, al quale si deve anche il disegno del palco ducale. (19) Secondo il progetto del Piermarini il Teatro avrebbe dovuto avere tre ordini di palchi e due logge aperte ma dalla fotografia del teatro eseguita nel 1898, quando il teatro era già in via di demolizione è possibile vedere che i palchi occupavano anche la quarta loggia. II Teatro fu inaugurato il 10 maggio con la rappresentazione del dramma per musica « il Trionfo della Pace » e riuscì « assai magnifico in ogni sua parte con molto onore del R. Architetto Sig. Giuseppe Piermarini sul cui disegno è stato eseguito. 17) - A. S. M. Gonzaga - Busta 3170. 18) - Gazzetta 22 Giugno 1781. 19) - Francesco Antoldi. Guida pel forestiere che brama di conoscere le opere più pregevoli di Belle Arti nella città di Mantova. Mantova 1822 pag. 35. Federigo Amadei. Cronaca universale della città di Mantova. Voi. IV. Mantova 1957. Alle lodi del Teatro e dello spettacolo che fu da tutti grandemente applaudito, il cronista della Gazzetta unisce una minuziosa descrizione del nuovo Sipario, opera del pittore Felice Campi, alunno della R. Accademia, che si ispirò per la decorazione alla poesia di Virgilio: « Virgilio, seduto sul marginale del Min-« ciò, tiene à fianchi la Fistola; il Rastro e « la Tromba, indicanti le Buccoliche, le « Georgiche e l'Eneide da lui composte. Ad « esso vicine si scorgono la Tragedia, la « Commedia e la Satira simboleggiate in tre « Muse, delle quali la prima a destra in « piedi attenta al suo Poeta sta coll'occhio « rivolto agli Elisi, che le vengono dal me-« desimo additati; mentre le altre due sdra-« iate alla sinistra vanno osservando i Pa-« stori, ed i Coloni. Parte di questi intreccia « danze al suono delle zampogne e de' Si-« stri che vengono animati da vari Fauni, e « Satiri, seduti sull'altra sponda del fiume; « e parte è occupata quà e là pel Paese ne' « campestri lavori. « Il terreno da un lato e sparso di Campi « coltivati, e dall'altro di Case, di Alveari e « d'Istrumenti, e Corredi della vita pasto-« rale, che distinguono i caratteri del paese, « e degli abitanti. A buona distanza da Vir-« gilio vedesi la spelonca della Sibilla Cu-« mana colla Sibilla stessa in attitudine di « aspettare il ritorno di Enea dagli Elisi. La « Regia di Pluto a destra e gli Elisi a sini-« stra formano la maggior lontananza, ed In « questi scorgesi l'Incontro di Enea con An-« chise e l'Ombre degli Eroi da Virgilio ce-« lebrati, che stanno amirando la tenerezza « di tale incontro. Superiormente al capo di « Virgilio veggensi alcuni geni i quali por-« tano una Ghirlanda d'alloro per Incoro-« narlo ». (20) Il 19 Maggio Giuseppe Piermarini giunse a Mantova per fare un sopraluogo del Teatro, e constatò che ogni cosa era stata eseguita secondo le sue direttive, perciò comunicò a Sua Maestà che si sarebbe potuto provvedere al saldo definitivo: « Altezza Reale, arrivato in questa città « mi sono fatto sollecito di riconoscere ed « attentamente esaminare in tutte le sue « parti la Fabbrica di questo nuovo R. D. « Teatro tanto per ciò che appartiene alle « opere da muratore che a quelle da fale-« gname e mi è risultato ciie il tetto è stato « eseguito lodevolmente ed in conformità « del disegno approvato dal V.A.R. Laonde « sarei del subordinato sentimento che V. « A. R. potesse degnarsi di far percepire agli « Appaltatori Fè e Nosetti la residua som-« ma dell'Intero prezzo convenuto in L. 132 « mila 700 della quale possono ancora esse-« re creditori per la loro eseguita costru-« zione def detto Teatro. « Mi rassegno alla più profonda venera-« zione ed ossequio. « Mantova 19 Maggio 1783 Dell'Altezza Vostra Reale umilissimo Giuseppe Piermarini » Anche questo Teatro di Corte era tuttavia destinato a scomparire. Cessato lo splendore della vita di corte per la mutata situazione politica, si costituì a Mantova una Società per innalzare un nuovo teatro nel centro della Città, poiché per la massima eccentricità di quest'ultimo teatro di Corte « non « pochi abbandonavano persino il pensiero « di frequentare il Teatro, il perchè si aveva « penuria di brillanti spettacoli, la cui grave « spesa non poteva sostenersi che nella « ragionevole Ipotesi di numeroso con-« corso ». (21 ) 20) - Gazzetta 16 Maggio 1783. 21) • L. Preti 1824, pag. 2. Memorie sul nuovo teatro di Mantova. 22) - A. S. M. Carte Dovari - Busta n. 14. 33