Il Teatro Sociale ultimato nel 1822 su disegno dell'Architetto Canonica, decretò la fine di qualsiasi importante attività del Teatro Nuovo « il quale se non chiuse subito i battenti cessò d'essere però il teatro principale di Mantova e fini con l'essere del tutto dimenticato». (22) Nel 1898 sì decise di demolire il teatro e per lungo tempo sull'area coperta dove sorgeva il Teatro vi fu il Mercato dei bozzoli da seta, attualmente vi è il mercato della frutta. Stefano Davari scrivendo in quell'anno delle brevi no[e sugli edifici teatrali di Mantova, così commentava la demolizione dell'ultimo teatro di Corte: « Oggi questo antico ricordo di splendori « e geniali trattenimenti, ove si ripercorsero « le soavi armonie dei primi maestri del-« l'arte musicale italiana sta scomparendo « sotto il piccone demolitore e di esso non « rimarrà memoria nelle storie cittadine ». CARLA ROMANI Il Regio Ducale Teatro Nuovo In Mantova, costruito su progetto di Giuseppe Piermarini, in demolizione. 1898 (Mantova, collezione della Marchesa d’Arco) schede illustrative sul vecchio centro storico di mantova 2 piazza sordello Giungendo a Mantova dalla Statale Padana Inferiore che dal territorio situato ai confini orientali della provincia si immette attraverso il lungo ponte di S. Giorgio nel cuore della città vecchia, viene offerto al visitatore il profilo più suggestivo dell’antico nucleo urbano che si protende con larga curva sulle acque del lago. Subito alle spalle del Castello e del complesso degli edifici Gonzagheschi che fanno da quinta principale all’ingresso in città, è situala Piazza sordello, vasta armonica e bellissima, certamente la più bella piazza di Mantova, satura di ricordi storici ed artistici, testimone per lunghissimo tempo degli avvenimenti più importanti e che videro protagonista una delle più celebri famiglie della storia rinascimentale italiana: i Gonzaga. Al posto dell’attuale piazza, ancora prima della medioevale Piazza S. Pietro dai confini più ristretti, sorgevano costruzioni che si fanno generalmente risalire all'epoca etrusca e romana. Nel XIII Secolo, come già si è detto, la piazza era molto diversa da come appare oggi. Nella parte a mezzogiorno sorgeva la Chiesa di Santa Maria Mater Domini. ' Vicino a questa e nel mezzo della piazza vi erano i caseggiati che la dividevano in due contrade parallele; in mezzo e sino allo scomparso Fossato dei Buoi (ora Via Accademia) un vasto e popolato quartiere, intersecato da stradicciole. La vera piazza antica detta di S. Pietro era formata soltanto da quel largo spazio che stava sulla fronte e sul lato sinistro della chiesa stessa. Dopo la costmzione del CAtKuo COMPIEIfO / PALAZZO ìucalL 35