! Per il confronto potremmo scegliere, per comodità, Comuni con deficit da mozzare il fiato. Vediamo serenamente ed obbiettivamente quanto succede attorno a noi. Brescia e Verona tentano ancora il pareggio (almeno secondo le ultime notizv?), Vicenza passa in deficit con 5-600 milioni; Piacenza con 700: gli altri già in deficit, lo aumentano. Reggio Kmilia da 1 miliardo e 300 milioni a uno e settecento; Modena da 1 miliardo e duecento milioni e due e ottocento; Ferrara da 1 miliardo e duecento a due e cinquecento; Bologna da tfc miliardi e duecento a sei e ottocento. Cremona va in disavanzo con 300. Rovigo con 600. Parma con 1 miliardo e 300 milioni. LE ENTRATE Nella mancanza ancora di una riforma della finanza locale che dia maggior ossigeno ai crescenti costi del nostro operare, abbiamo cercato di reperire e di alimentare le entrate attraverso i normali canali. E’ stata nostra cura rivedere su larga base le imposte di famiglia fin dall’autunno deH'anno scorso. Ne abbiamo già parlato nell’ultimo Consiglio ma qui è opportuno almeno riassumere i risultati della operazione di revisione di 2781 partite su 7035. Circa 300 ancora in sospeso, e il numero si assottiglia sempre più, una cinquantina in Commissione di prima istanza, di fronte alle 736 accettate per silenzio e le quasi mille settecento concordate. Anche i redditi di lavoro sono in parte aumentati. Ma lo abbiamo già spiegato, solo laddove vi è stato un sensibile aumento o per effetto di un nuovo reddito di un componente della famiglia che si aggiunge a quello del capo famiglia. E non bisogna dimenticare che fra i redditi di lavoro sono compresi quelli di dirigenti ed alti funzionari, di aziende, di industrie, di banche, primari d'ospedale, alti funzionari statali e coloro che hanno un reddito misto, che solo in parte è reddito di lavoro. I,a situazione è soddisfacente sia come perequazione che come gettito. Soprattutto perchè le 7035 partite rappresentano solo il 37% degli attuali 18.890 nuclei familiari, percentuale che un tempo era oltre il cinquanta. Il reddito di una famiglia media di un lavoratore è praticamente esente sino a un milione. La franchigia è stata aumentata nel '62 con applicazione al '63. E' impegno della Giunta proporre al Consiglio in termini per il prossimo anno un ulteriore notevole aumento della franchigia. L'impianto della Anagrafe tributaria è a un buon punto; cataloga in 35 sezioni i contribuenti. Le 35 sezioni si raggruppano in 6 settori principali: redditi di lavoro, industriali, commerciali, artigiani, di professione, di capitale. I redditi misti sono classificati nel settore del reddito predominante. Già da quest’anno gli immigrati nella nostra città vengono invitati a redi- gere la scheda dei loro redditi, su modello predisposto. L'imposta di consumo anche quest’anno ha il suo normale buon incremento, frutto di una politica di dilatazione di consumi di vecchia data (aiuti alle industrie per un maggior numero di salari e stipendi) e di una politica generale di aumento di redditi e di retribuzioni, nel quadro del rilancio della città. La gestione in appalto è legata alle proroghe annuali di legge le quali, a loro volta, sono legate all’avvento della riforma della finanza locale. Non siamo perciò ancora in condizione di discutere su di un ritorno alla gestione diretta. La costituzione dell’imposta sulle aree fabbricabili dà il primo anno il suo gettito consistente poi entra nel solco di un normale modesto andamento. E' giusto ricordare lo sforzo per la organizzazione di questo settore dell’Uffi-cio Tributi. In uno sguardo generale al settore delle imposte possiamo dire che sono state alimentate entrambe le imposte: indirette (di consumo) e dirette (di famiglia). Ma in modo diverso e secondo un preciso indirizzo cui la Giunta è particolarmente sensibile. Le imposte di consumo sono passate nell'ultimo triennio da 533 milioni del ’61 ai 713 milioni del "64 con un incremento del 34%. L'imposta di famiglia è passata nell'ultimo triennio dai 180 milioni del ’61 ai 350 del '64 con un incremento pressoché del 100%. E questo, fedelmente, secondo il nostro impegno programmatico. LA CASA E per 300 i’ in corso di attuazione il programma del 1964 già deliberato dal Consiglio 00 milioni e che chiude il piano triennale nostro in accordo con l’I.A.C.P.. 1 ÙÌM