problemi della città con spirito di iniziativa e ad estendere la consapevolezza tra i cittadini della necessità e della possibilità di una nuova Amministrazione di sinistra. Consigliere On. Gastone Darè (P.S.I.) A nome del gruppo socialista ha confutato le generiche accuse dello PSIUP al bilancio, frutto di una visione superficiale dei problemi ed ha polemizzato con la aprioristica e ingiusta posizione critica del P. C. I.. Ha precisato come il bilancio 1964 sia chiaro, onesto e responsabile nella stesura e nella impostazione e l’attacco comunista sia, invece, l’attacco al « centro-sinistra » — sulla linea degli attacchi nazionali — «Noi socialisti siamo convinti che dopo anni di immobilismo centrista — ha detto il Consigliere Darè — l’incontro fra PSI - DC e PSDI possa e debba tracciare una via nuova e il Partito Socialista ritiene legittimo e valido in questa precisa congiuntura storica il perseguirla ». Dopo aver pariato delle difficoltà riscontrate nella vita del Comune, che continua a potenziare il suo impegno verso la collettività mantovana, ha chiesto la approvazione del bilancio, invitando l’opposizione a non muoversi strumentalmente, ben sapendo che il PSI a Mantova come a Roma si batte per le riforme. Fra le prime quella degli Enti Locali — che attraverso la riforma della finanza locale e la costituzione delle Regioni darà nuovo peso ed articolazione alle Amministrazioni democraticamente elette. Consigliere Prof. Guido La Rocca (Radicale Indip.) « Da un punto di vista di economia liberistica classica il disavanzo del bilancio di previsione per il 1964 non è certo una consolazione. Tanto più che esiste una morale di bilancio, il «pareggio», che resta indubbiamente la aspirazione chiave di ogni sana gestione. Ma intanto bisogna distinguere tra bilanci privati e bilanci pubblici. E questi ultimi, a loro volta, bisogna distinguere in bilanci ordinari (cioè in bilanci dei tempi tranquilli, in cui l’ordinamento economico-sociale può soddisfare in modo equilibrato le esigenze delle comunità) ; e bilanci dei tempi straordinari, in cui, fermi i principi generali dello Stato, nuove, crescenti esigenze delle comunità richiedono trasformazioni tecnico-giuridiche, e allargamenti più o meno rilevanti dei compiti delle pubbliche Amministrazioni. Sono questi i periodi ciclici di evoluzione, che la storia di tutti i paesi in o-gni secolo registra. Ora non v'è dubbio che l'Italia sta attraversando uno di questi « momenti », e che ad esso vogliono lealmente e saggiamente far fronte sia la politica nazionale di centro-sinistra, sia quella identica locale. Ma la conseguenza ne è che, mentre da un lato il Comune è obbligato modernamente a impegnarsi in una somma di servizi sociali sempre crescenti (veramente impensabili in tutti 1 decenni passati dell'Italia u-nita), orientati verso quel fondamentale canone socio-economico che fu teorizzato da un grande liberale, Luigi Efnaudi, come tendenza alla « eguaglianza dei punti di partenza» tra tutti i cittadini; dall'altro lato la situazione legislativa della finanza degli Enti locali è ancora quella dei tempi di Quintino Sella. In breve, le spese risultano necessariamente superiori alle entrate, e in queste condizioni non ci resta che augurarci un sollecito aggiornamento della legislazione finanziaria ai compiti politici dell'età nostra. Per tutto ciò il disavanzo odierno non mi spaventa affatto. E‘ uno stato di fatto inevitabile, che avrà certamente il suo risanamento in una fase ulteriore di assestamento della vita e della amministrazione nazionale e locale. Perciò voterò a favore ». Consigliare Dr. Ettore Sarzi Sartori (M.S.I.) « Il bilancio preventivo del 1964 con un passivo di 900.000.000 circa mi porta a diverse considerazioni. La somma, in se stessa, potrebbe anche trovare buone giustificazioni, se fosse possibile dimostrare che sul piano amministrativo si è operato, nel passato, con o-culatezza, nell'interesse della collettività, soddisfacendo alle esigenze del nostro comune, profondamente bisognoso di rinnovamento nelle sue più valide istanze. Purtroppo le cose non stanno così! Anche 11 comune di Mantova risente del clima di « allegria amministrativa » che tristemente caratterizza la maggior parte degli enti locali; in omaggio al verbo del Sindaco per antonomasia, Giorgio La Pira, secondo il quale « un comune con meno di 20 miliardi 18 di passivo non è un comune seno. Infatti ad unica giustificazione del bilancio pesantemente deficitario di Mantova, è invalsa l'abitudine, profondamente critica, di paragonarlo a quello di altri comuni ancor più squallidamente amministrati. Consolidato trionfo, del noto adagio; « mal comune, mezzo gaudio ». Ma lasciamo il passo ad una sintetica ed eloquente panoramica di fatti: — Il nostro Comune ha speso, per esigenze sportive, che dovevano lasciare largo margine di priorità ad altri più importanti problemi di natura civile e sociale, somme rilevanti, senza apprezzabilmente incrementare nè lo sport, nè la vita commerciale di Mantova. — I contributi per le iniziative industriali, che hanno impegnato il Comune per decine di milioni, sono servite a favorire speculazioni individuali più che a soddisfare esigenze collettive. E' ormai chiaro a tutti, infatti, che l’espansione industriale sarebbe ugualmente avvenuta nella stessa misura anche senza il sacrificio delle finanze comunali. '— la viabilità ha richiesto un investimento di 500 milioni. Nulla da obbiettare se le strade fossero state costruite in modo razionale e seguendo una tecnica scrupolosa. Invece i geli invernali le hanno in gran parte sgretolate, richiedendo supplementi di forti spese per il loro riassestamento. — Le aree fabbricabili, in ¡specie quelle degli ex-Fer-rovieri, che avrebbero dovuto portare un contributo notevole alle casse del comune, sono state vendute con poca accortezza. — La tassa di famiglia a-vrebbe pure potenziato mag- giormente le entrate se accertamenti più severi, avessero precluso ogni possibilità d’evasione ai soliti « dritti ». Al contrario, mentre i redditi di lavoro sono stati rilevati con estrema precisione, non altrettanto è avvenuto per i redditi immobiliari. Per queste ed altre gravi e numerose manchevolezze del passato e del presente voto contro il bilancio pre -\cntivo 1964, sicuro che un più severo costume amministrativo avrebbe offerto u-na migliore situazione finanziaria ». Consigliere Rag. Francesco Caprioli (P.S.I.U.P.) Il rag. Francesco Caprioli a nome del gruppo del PSIUP, dopo aver rilevato che la relazione del Sig. Sindaco, illustrativa e pro-programmtica, avrebbe dovuto accompagnare il bilancio od almeno esser inviata ai Sigg. Consiglieri, per un attento esame, qualche giorno prima della riunione del Consiglio Comunale, ha affermato che il bilancio presentato per la approvazione, oltre a chiudersi con un disavanzo preoccupante mai verifica-tosi in precedenza, risuta piatto, di ordinaria amministrazione, senza alcuna specifica caratterizzazione che almeno giutificasse la operazione di trasformismo politico che si era compiuta nel Comune di Mantova e che si era ripetuta, come era nelle previsioni, nella Amministrazione Provinciale. Proseguendo, il rag. Caprioli ha sottolineato la esigenza di una riforma della finanza locale auspicando che attraverso di essa i Comuni vengano dotati dei mezzi e dei poteri necessari per poter assolvere i loro numerosi compiti istituzionali e soddisfare le crescenti necessità delle comunità locali in fase di costante sviluppo in ogni settore di attività. Dopo aver ricordato con accento critico certe disposizioni emanate dagli Organi Tutori in base alle quali si prescrive che nei bilanci dei Comuni e delle Provincie tutte le spese straordinarie, obbligatorie è facoltative, ricorrenti o meno, possono trovare il loro finanziamento attraverso l'impiego dell'eventuale avanzo di amministrazione o di altri mezzi extra tributari, o mediante l'assunzione di mutui ordinari, il rag. Caprioli ha chiuso il suo intervento preannunciando il voto contrario del suo Gruppo, ripromettendosi di prendere ulteriormente la parola specificatamente in sede di esame e discussione dei capitoli delle entrate e delle spese. Consigliere Spartaco Gamba (P.S.D.I ) «Sento il dovere di esprimere il pieno consenso dei socialisti democratici alla relazione al Bilancio fatta dal sig. Sindaco e desidero sottolinearne la concretezza e la serena obbiettività. Non è stato certamente nè agevole, nè facile per la giunta di centro-sinistra redigere il bilancio di previsione per l'esercizio 1964, in una situazione contingente certamente non rosea. Le amministrazioni locali, nessuna esclusa, sono infatti chiamate ad affrontare le pre- 19