visioni di entrata e di uscita in condizioni di grave difficoltà: da una parte spese che sono enormemente aumentate quali quelle per il personale, per i servizi e le opere pubbliche, per le scuole ed in genere per tutti gli oneri che fanno capo al Comune. Dall’altra le entrate che sono rimaste invariate o non hanno avuto un incremento proporzionale con le spese a carico comunale. L’affrontare detta situazione con obbiettività è stato un necessario atto di coraggio di cui va dato atto al sig. Sindaco e alla Giunta da Lui presieduta. Del resto il deficit del comune di Mantova è noto che è mantenuto di molto al di sotto di quello previsto nei bilanci di Drevisio-ne di molte altre Città paragonabili per l'importanza e per popolazione alla nostra. Nella sua relazione il sig. Sindaco ha anche riferito che la quota capitale dei debiti contratti dal Comune è a tutt'oggl di 5 Miliardi e mezzo. La cifra può spaventare i singoli ma non una collettività di cittadini che ha visto in questi ultimi anni l'enorme sviluppo della nostra Città e l'imponente impegno della Amm.ne Comunale per far fronte agli oneri che le sono demandati. Il problema del deficit del bilancio, che per Mantova è di complessivi 900 milioni è problema comune a tutte le altre amministrazioni e potrà essere risolto solo attraverso le auspicate ed attese riforme della finanza locale. Dalla relazione del sig. Sindaco abbiamo avuto una completa panoramica del programma per il 1964. Programma che necessariamente tiene conto delle difficoltà contingenti e del deficit di bilancio e considera, nella giusta misura, il dovere di austerità che oggi si impone all'intero paese se vogliamo superare senza scosse e senza conseguenze, l’attuale con-tigente congiuntura. Programma che tiene però ugualmente conto delle necessità di Mantova e dei suoi Cittadini. Abbiamo infatti sentita dalla relazione con quale preoccupazione, la Giunta abbia considerato la necessità nel campo della edilizia popolare, della scuola, delle strade, della igiene e della assistenza, della viabilità, della urbanistica, della zona artigianale, della cultura. Mentre ci riserviamo di intervenire in sede di discussione di bilancio su argomenti particolari. Possiamo immaginare quali saranno le obiezioni e le argomentazioni di coloro che nel Consiglio rappresentano le opposizioni alla amministrazione at-taule. Noi socialisti democratici convinti come siamo della politica di centro-sinistra, crediamo a questa politica e siamo certi, che il prossimo avvenire dimostrerà al paese e in sede locale, ai nostri cittadini che non esistono nè sono concepibili alternative. Per questo nell’esprimere il nostro plauso per la avvenuta nomina di una giunta di centro-sinistra anche in Provincia, anticipiamo 11 voto favorevole al bilancio comunale 1964 ed esprimiamo al sig. Sindaco ed ai sigg. Assesori il più fervido augurio di buon lavoro per Mantova e per tutti i suoi cittadini ». Consigliere Dr. Alberto Dall’Acqua (P. L. I.) « Signor Sindaco, al di Lei invito di riassumere per ragioni di spazio in circa mezza pagina dattiloscritta le dichiarazioni che 1 singoli capi-gruppo fecero sul bilancio di previsione ’64, io cerco di uniformarmi, per quanto ciò rappresenti, a mio avviso, una carenza ai fini obbiettivamente informativi della pubblica o-pinione, e per contro una mutilazione dell'esposizione e del pensiero di ogni consigliere. Comunque entro subito in merito per porre anzitutto in evidenza che se non si è ancora riusciti a rispettare i termini (15 ottobre ’63) fissati dalla legge per la presentazione al Consiglio del Bilancio di previsione '64, si comincia a notare a questo proposito, un miglioramento che per me non ha solo una importanza formale, ma di fatto significa buona amministrazione e rispetto del potere deliberante del Consiglio. Una prima osservazione balza subito agli occhi passando all'analisi del bilancio: e cioè dopo tanti anni di vantati pareggi o di contenuti disavanzi puramente contabili, onestamente si denuncia, per la prima volta un disavanzo economico di circa 900 milioni. E’ questa una notizia che non so se farà piacere ai mantovani, ma è opportuno che venga da tutti conosciuta e meditata molto più perchè non rispecchia ancora l'effettiva situazione deficitaria del nostro bilancio comunale. Onestamente si è denunciata la malattia, ma, quali amministratori responsabili, non si è passati alla 20 cura o all’intervento chirurgico. Lo sbilancio fra entrate e spese effettive che solo nel '60 era circa di 500 milioni, nel '64 è salito a 2 miliardi e 400 milioni, il che, se è impensabile per qualsiasi bilancio privato, parmi assurdo anche per un bilancio comunale, pur tenendo conto di tutti gli o-neri sociali ed istituzionali che su lo stesso ricadono. Ed allora parmi perfettamente centrato il duplice mio invito che, quale revisore del consuntivo '62 ebbi in detta occasione a rivolgere alla Giunta e cioè: 1) non oltrepassare per qualsiasi ragione il limite della spesa raggiunta al 31 dicembre 1962. 2) dar subito inizio ad u-na revisione generale della spesa da parte di tutti gli Assessori per ognuno dei settori di competenza. Le cifre che abbiamo sotto gli occhi ci dicono invece che nulla di tutto questo è stato fatto, ma che anzi è stato fatto il contrario, in quanto le spese effettive che nel bilancio '63 erano state preventivate per 3 miliardi e 600 milioni, in quello in esame sono previste in 4 miliardi e 494 milioni. Il corollario di questa situazione è dato dalla posizione debitoria del Comune che solo 8 anni fa era di circa 800 milioni e che, senza conoscere quale sarà il traguardo d'arrivo, è a tut-t’oggi salita a 5 miliardi e mezzo con una prospettiva di arrivare ad una nuova tappa di 6 miliardi e 900 milioni. Ora questo problema di fondo viene accantonato o se ne scarica la soluzione con la solita invocata riforma della finanza locale, la quale, sfrondata di tutte le coleografiche parole, finirà con lo scaricare pute della spesa dalle spalle del Comune a quelle dello Stato, od a girare parte degli incassi dallo Stato al Comune, mentre la cavia di questa contesa, resta sempre e solo il contribuente. Ed allora mi sembra che sia giunta l’ora di cominciare a rivedere e ridimensionare il mito della socialità, visto solo attraverso il cumulo progressivo dei debiti su debiti. E questo binomio socialità e debiti nel bilancio del Comune di Mantova ha dei riferimenti precisi che si chiamano: Ente Comunale di Consumo — Azienda municipalizzata Gas-Acqua — Farmacie municipalizzate — Piscina comunale, che hanno rappresentato e tutt'ora rappresentano perdite, interessi passivi, appesantimen- to continuo della situazione debitoria. Un secondo grande settore di spese che investe tutta l’Amministrazione Comunale è data dal costo elevatissimo della sua generale gestione che per il solo personale ha raggiunto circa il 53% di tutte le entrate ordinarie. Di fronte a questa situazione, penso non sia superfluo ricordare che il denaro pubblico non viene dal cielo e non è inesauribile, per cui se è giusto dire si all’essenziale, è pure doveroso saper dire no al superfluo o alla spesa che a volte assume una colorazione politica e demagogica: per me è oggi molto più encomiabile optare per un voto in meno, che per una spesa in più. Ciò premesso nel mio voto contrario al bilancio che ci è stato presentato, vogliate vedere più che altro un pungolo alla buona amministrazione, un invito al rigoroso rispetto del diritto di tutti e di ciascuno, ed un accoglimento, più che alle mie istanze, a queiraccorato appello alla correttezza ed onestà amministrative che il Presidente del Senato ha rivolto a tutto il Paese nella ricorrenza dell’anniversario della Liberazione ». Dopo l’esame dei singoli articoli, nel corso del quale sono intervenuti numerosi consiglieri, il bilancio è stato approvato con 23 voti favorevoli e 5 contrari, nelle seguenti risultanze finali :