« Università » dei Mercanti della Lana. La facciata rifatta, come si è detto, nei secoli XV e XVI, conserva i resti di un affresco con putti e festoni, attribuito al Pordenone. Dietro la schiera delle casette con i portici, che continuano verso Sud, si scorge la maestosa sagoma settecentesca della cupola di S. Andrea, opera eli Filippo Juvara. Dall’altro lato la Via Broletto accoglie, tra la Piazza omonima e Piazza Erbe, il fianco del Palazzo del Podestà con la torre del Comune, che qui sale libera dal piede fino alla sommità. Scorcio di Piazza Broletto con la Torre del Comune, i Portici del Lato Ovest e la Cupola di S. Andrea. PIAZZA DELLE ERBE Probabilmente l'origine di quella che è oggi, allargandosi al Nord, Piazza delle Erbe, si può attribuire alla creazione di uno spiazzo antistante il tempio che esisteva sullo stesso posto ove sorge oggi la Rotonda di S. Lorenzo. E’ possibile che già presso i Romani l’odierna Piazza delle Erbe avesse anche un carattere commerciale, essendo attraversata da un’arteria stradale molto importante quale la « Vicinale Romana » e prossima all'altra grande arteria, la « Gallica per Verona ». Ma non è possibile confrontare questa ed altre ipotesi con alcuna prova reale, poiché gli Storici non ci hanno tramandalo alcuna notizia riguardante il periodo che precede il 1200. Certo fin da allora le notizie ce la mostrano come piazza eminentemente commerciale. Quando, dopo la pace di Costanza, Mantova iniziò 1111 intenso traffico con le città vicine, la Piazza delle Erbe divenne il vero centro deìla città, tanto da costringere il Comune a spostare la propria sede il più vicino possibile a questo nuovo centro, in quella che sarà poi Piazza Broletto. Come si è detto la Piazza delle Erbe aveva un carattere essenzialmente commerciale: infatti nel lato Sud-orientale sorgeva un agglomerato di edifici che servivano per il mercato generale, la purga della lana, la zecca, il deposito del sale, ; portici degli orefici; sul lato est vi era il palazzo delle granaglie, sotto i cui portici il Comune teneva alcuni suoi uffici, dall’altra parte della Piazza c'erano i portici dei mercanti di stoffe e drappi. Non è difficile immaginare la vita che animava in quel periodo tutta questa piazza. Questa intensa attività commerciale era arrivata a soffocare talmente la vita religiosa della Rotonda di S. Lorenzo, che nel 1579 questa chiesa, pur così cara ai Mantovani, fu chiusa per ordine del Duca Guglielmo Gonzaga: « ...perchè non era conveniente e decoroso che ella stesse fra botteghe e traffici mercantili nascosta ». Si giunse al punto di costruire casupole tutto intorno alla rotonda, finché nel 1700 la chiesa, parzialmente demolita, fu incorporata del tutto in una costruzione che dava modo di ricavare al piano terreno nuovi portici e nuove botteghe. Tutti questi caratteri si sono mantenuti attraverso i tempi; le vecchie stampe ci mostrano questa piazza sempre « invasa» da bancarelle e, quel che è più importante, sempre viva. Oggi Piazza delle Erbe è parte del cuore di Mantova e vive di una vita intensissima, pur essendosi il centro commerciale successivamente allargato verso Piazza Purgo e oltre; e gli artistici monumenti che la formano si armonizzano tulli in 1111 suggestivo rapporto di volumi, di colore e di superfici. Interessanti anche gli scorci che da essa si ammirano, verso Nord, attraverso l’infilata dei portici, la Piazza Broletto e, oltre l’arcone. Piazza Sordello; verso Sud Piazza Mantegna, Piazza Purgo, (oggi Piazza Marconi) e i Portici di Corso Umberto; verso Est gli antichi Portici degli Orefici e Piazza della Concordia. Lato Nord: Su questo lato volta dalla retrostante Piazza Broletto e dalla via omonima, il Palazzo del Podestà. Qui la facciata, rifatta nel 1462, appare con il chiaro mo- 15