levità e dolcezza di un mazzo di fiori, sia che riproduca i propri tratti e quelli dei suoi familiari, sia che egli rappresenti un paesaggio, si avverte immediatamente la sua natura raccolta e meditativa. Si direbbe che gli stessi colori della sua pittura sono portati alla loro pacatezza, serenità e dolcezza per togliere ad essi ogni materialità e per conferir loro l'essenza del sue animo, la sua spiritualità. E similmente si dica per i suoi morbidi chiaroscuri, il tono dei grigi sensibilissimo e palpitante di insistenze trepide, lungi dall'essere fine a se stessi quali elementi di piacevolezza esornativa, hanno la funzione di definire al massimo l'essenza plastica dell'insieme. Ne risulta una indubbia sapienza artistica, piena, vitale e direi di natura classica, ma classica all'italiana; vale a dire reale ed ideale, oggettiva e soggettiva. Ora se queste opere sono già espressive di una indubbia e seria cultura spirituale, di un gentile animo poetico e di un equilibrio certamente raggiunto attraverso ricerche di vario genere, cosa ha mai potuto realizzare durante il suo lungo soggiorno parigino? Ecco dunque come la presenza a Mantova delle opere di Defendi Semeghini propongono all'attenzione degli studiosi e dei critici il problema della ricerca delle sue opere e dell'inda-gine intorno alla sua vita per ricostruire in modo certo e preciso la sua personalità. Con la conoscenza della graduale formazione spirituale del nostro pittore anche l'opera troverà il suo fondamento storico, una più compiuta valutazione, quel « signum individuationis » destinato a costituire una positiva esperienza e quindi un autentico insegnamento e che, altresì, le consentirà di trovare il suo giusto posto nella storia dell'arte italiana dell'800. Mi pare in effetti che questa sia l'ispirazione della Civica Amministrazione nell'ordi-nare, con spirito di sincero amore per l'arte, le opere del Semeghini nelle Sale del Te, conscia delle tradizioni elettissime della città e fiduciosa appunto che questa Mostra permanente pro- durrà l'effetto culturale auspicato. Aldo Antonioli (1) le medaglie sono possedute dalla Signorina Elena Semeghini abitante a Cecina. (2) I disegni vennero pubblicati nell’Illustrazione Italiana del 1878. Quello relativo a Vittorio Emanuele ripubblicato nella stessa rivista n. 1 pag. 9 del 1928 in occasione del cinquan- tenario della morte del Re sabaudo. CITTA’ di MANTOVA ------------------------------------------------- hanno oollaboratot-----------------------------. GIUSEPPE AMADEI, ALDO ANTONIOLI. VITTORIO BALESTRA. CIRO BAMBINI, CLAUDIO BASSANI, FAUSTA BETTINI, GIUSEPPE BORELLA. ANGELO CAMI. ETTORE CAMPOGALLIANI. GIULIANO CAVALIERI, GIOVANNI N. DALL’OGLIO. STENIO DEFENDI. MAURIZIO DELLA CASA. FRANCO FACCINCANI, SILVIO FERRARI. LUIGI FRACCALINI. ANTONIO FUCCI. MANLIO GABRIELI, LUCIANO GEROLA. GISELLA GIRARDI, RENATO GIUSTI, DINO LANFREDI, GUIDO LA ROCCA. ERCOLANO MARANI, IVO MARETTI. RENZO MARGONARI, FRANCESCO MORESE, UMBERTO MUSA. FRANCESCO PANELLI, ATTALO POLDI. BRUNO POLDI, ADOLFO POLTRO-NIERI. AURELIO V. REGGIO. TITO RIGHI, CARLA ROMANI, GILBERTO ROSSETTI, CARLO ZANINI, RINA ZANINI. 34 NUOTO Il 4 settembre si sono conclusi presso la piscina comunale di Mantova i primi corsi di nuoto organizzati dal Comune di Mantova ed iniziatisi il 6 luglio. Nove corsi di nuoto, tre per bambine e sei per bambini delle classi 4a e 5a elementare, che rappresentano un'ottima iniziativa del Comune di Mantova con la collaborazione del Provveditorato agli Studi e della Canottieri Mincio. I corsi, aventi lo scopo di insegnare ai cittadini in erba ¡1 « saper galleggiare » hanno dato i seguenti risultati: su 270 ammessi, 217 hanno frequentato regolarmente; il 92,7% ha terminato con esito positivo, il restante 7,3% è risultato insufficiente. In sintesi una breve storia. .Durante la stagione invernale fu fatta pubblicità presso le scuole elementari della nostra città. Molti genitori hanno risposto subito presentando domanda di iscrizione. II numero delle domande, circa 400, ci può dare l'idea della positiva accoglienza di questa nuova attività. Si ammisero 270 bambini, che dopo una accurata visita medica furono suddivisi in nove corsi di 30. Estendere il numero dei partecipanti non è stato possibile per una logica questione di tempo. I nove corsi infatti, ebbero la durata dal 6 luglio al 4 settembre, più oltre non era possibile andare per la temperatura dell'acqua. 21 giorni ogni corso: 15 di lezione e 6 di riposo alternati. Ogni ora di lezione è stata così suddivisa: 15 minuti per spogliarsi e rivestirsi, 15 minuti di alcuni fattivi esercizi ginnici prenatatori, 30 minuti di attività in vasca. Le lezioni di ogni corso hanno seguito il seguente ordine: le prime 5 hanno avuto lo scopo di creare la confidenza assoluta dei bambini con l'acqua; alla sesta lezione si è proce-