per l'insediamento di un grande complesso industriale che potrebbe trovare la sua sede più opportuna non già in Valdaro, zona ininsufficiente e inadatta, ma a sud del Comune di Mantova, in un triangolo posto tra Virgilio, Borgoforte e S. Nicolò, adatto sotto ogni aspetto ad accogliere i futuri insediamenti industriali. Il prof. Finzi si intrattiene poi su alcuni particolari problemi: circa le costruzioni scolastiche, ne critica il criterio distributivo; sui problemi culturali afferma che non si deve procedere con un programma frammentario e disordinato, bensì con soluzioni organiche che partano dai giovani e dalle scuole e propone, tra l’altro, un corso di lezioni sulla Resistenza Italiana; circa la Sanità pubblica, propone alla Giunta l’istituzione di un centro audiologico per i bambini in età scolare, la predisposizione di aule per le classi differenziali, per le scuole medie, l'apprestamento di un ambiente idoneo al ricovero dei pazienti in età senile e soprattutto dei malati cronici e l’istituzione di una commissione igienico-sanitario-tecnica per un preciso censimento delle abitazioni improprie, cosi da predisporre un piano pluriennale per la loro progressiva eliminazione. Dopo aver particolarmente insistito su queste ultime proposte, il prof. Finzi critica il costruendo cavalcavia della Cisa che contrasta con la validissima affermazione inserita nel programma di voler tendere allo spostamento della cintura ferroviaria ed infine fa alcune osservazioni sul problema della viabilità cittadina, che a suo parere non può essere risolto col solo piamo dei sensi unici e della sosta, ma con qualcosa di più valido che il Comune potrebbe far proprio usufruendo delle esperienze altrui. Attilio Zanchi P. C. I. Non si può affermare che l'accordo programmatico intervenuto tra i partiti del centro-sinistra, messo a nostra disposizione dopo ripetute richeste e per l'intervento unanime dei capi-gruppo, non contenga la espo- sizione di opere che avrebbero già dovuto essere da tempo realizzate e di altre che dovranno essere portate a compimento. Ogni è diventato addirittura un vezzo parlare di « programmazione a tutti i livelli » ma per programmare occorrono idee chiare che partano da una indagine, oserei dire scientifica, realizzata con contributi diversi, della comunità in cui si opera. Bisogna conoscere, tradurre in cifre, rispecchiando esattamente una realtà presente e futura; il documento presentato dal centro-sinistra rappresenta un coacervo di enunciazioni più o meno generiche. Occorreva, invece, prendere atto della gravità della situazione economica che ha portato molte aziende industriali cosidette «marginali» sull’orlo della crisi e a numerosi licenziamenti e di qui partire per avanzare una serie di proposte tempestive come la costituzione di un Comitato fra tutti gli organi interessati per dare impulso alla esecuzione dei lavori pubblici. Altrettanta attenzione merita lo sviluppo deU’edilizia popolare che richiede immediati interventi, mentre analoga considerazione va a tutti gli altri fondamentali problemi della città: bonifica dei laghi e navigazione interna. nuove soluzioni igienico-sanitarie legate alla costruzione delle fognature, zona annonaria, sviluppo urbanistico e culturale, assistenza, viabilità, rapporti tra città e campagna, tra rendita del suolo urbano e rendita fondiaria. Per affrontarli costruttivamente, occorre una politica di programmazione democratica e un diverso indirizzo da quello ti sin qui seguito dalla maggioranza di centro-sinistra la cui conclamata « svolta storica » si è risolta in un fallimento. Va posta in essere cioè una politica amministrativa di tipo comprensoriale, intercomunale, animata soprattutto da una nuova volontà realizzatrice, perchè nessuno può pensare ad un Comune cinto da alti steccati, incapace di avviarsi verso mete programmatiche più avanzate. Il discorso che sviluppiamo è sostanzialmente democratico. Lungi da noi l’idea di confondere la nostra opposizione con quella delle destre missina e liberale che puntano tutte le loro carte sullausterità per paralizzare la vita dei nostri Comuni e delle nostre province. Noi comunisti vi proponiamo una questione di fondo: che cosa sarà, che cosa dovrà essere Mantova nel 1970? Che cosa possiamo fare insieme per ridare fiato alle esauste finanze comunali gravate da un passivo che rischia di vanificare la conclamata spinta rinnovatrice del centro-sinistra? Realizzare nuovi obiettivi, a parer nostro, significa liberarsi soprattutto dalle strette del moderatismo democristiano perchè la Democrazia Cristiana ha un solo obiettivo: cambiate di spalla al proprio fucile per continuare la vecchia politica. Se si accetta il gioco della D.C. si rimane prigionieri del suo disegno politico e non si avanza in direzione nè della programmazione economica democratica, nè dello sviluppo armonico della città. Ecco perchè noi riteniamo valida l’azione tendente a realizzare con le forze della sinistra e dei cattolici avanzati, una alternativa democratica al centro-sinistra dominato dalla Democrazia Cristiana. Dott. Ettore Sarzi Sartori M. S. I. L’accordo programmatico per il comune di Mantova risente in modo evidente delle profonde contraddizioni e delle insanabili divergenze che travagliano la grottesca coa- lizione di forze, per loro natura inconciliabili. In particolare si vuol significare l’assur dità di una collaborazione fra la D.C., che ha sempre mostrato di accettare i principi di un libero mercato, fondato su una dialettica economica sana e spontanea, e il P.S.I., fautore di una economia di tipo collettivista che si propone, come obbiettivo fondamentale, lo smantellamento della libera iniziativa privata. Nel quadro di queste premesse generali, l’accordo programmatico per il comune di Mantova si pone come il naturale frutto di una visione demagocica e velleitaria, che trascura gli elementi concreti ed obbiettivi di una situazione la quale pretende spirito pratico, senso delle proporzioni e coscienza di precisi e insuperabili limiti. Limiti e proporzioni che appaiono facilmente deducibili dall’esame delle cifre che concretano il preoccupante scoperto di Bilancio del consuntivo 1964. Del resto, a nessuno che abbia attentamente scorso le dichiarazioni programmatiche, può sfuggire la intonazione enfatica, paternalistica, astratta e approssimativa anche nelle sue formulazioni matematiche, che presiede alla sua enunciazione. Per quanto riguarda i singoli provvedimenti che il programma prevede, il gruppo consiliare del M.S.I. pone l’accento sulle attività dirette all’incremento dell’edilizia scolastica, nell'ambito delle reali possibilità del bilancio e delle approvazioni già concesse, con criterio di priorità per le effettive esigenze di questo settore. Particolare atten- 4 15