fatto, ma che questo sia un problema che preoccupa e che angustia le prospettive della nostra Amministrazione, traspare da tutta la impostazione programmatica. Si è parlato di riforme solo per parlare con terrore di queste prospettive. Non dobbiamo pensare che tutto quello che vien fatto venga fatto sbagliato, che la riforma tributaria, sia fatta per angustiare i cittadini e appesantire la situazione dei bilanci cittadini, che la strutturazione della riforma della Pubblica Amministrazione sia fatta solo per aggravare di spese il bilancio del Comune. Non dobbiamo pensare che si impostino problemi di questa difficoltà ed importanza, che probabilmente non saremo in grado di risolvere nel breve arco di tempo del nostro mandato, solo per aggravare la situazione. Molte critiche sono state mosse, altre ne verranno fatte, però nessuna è stata fatta che faccia scendere in noi un senso di ri- On. Gianni Usvardi P. 5. /. Il capogruppo socialista On. Gianni Usvardi è intervenuto nella discussione contestando ai comunisti la loro azione critica, talora volutamente qualunquista, che ha dimostrato morso e preoccupazione, un senso di inadeguatezza per quello che abbiamo proposto. Abbiamo sì gravissimi problemi, soprattutto quello finanziario, quello patrimoniale ed economico del Comune. Abbiamo detto che l'attuazione di questo programma è anche condizionata da questi, non ci siamo nascosti la necessità di una precisa volontà di affrontare in senso risolutivo anche questo difficile problema della nostra amministrazione ed, anzi mi pare, questa volontà è già stata mostrata. Affrontiamo il periodo che ci aspetta, e che non è facile, con solidarietà e con un po’ di ottimismo. La nostra città ha il diritto ed il dovere di progredire e questo quinquennio che iniziamo qui questa sera non mancherà di essere un quinquennio utile e da ricordarsi nella vita comunale. come il PCI cerchi di fare apparire se stesso come il solo interprete delle esigenze della città, attraverso una serie, spesso raffazzonata, di suggerimenti o pseudo, tali da dare al gran pubblico « sensazioni urto ». L’On. Usvardi ha poi ribadito che l’atteggiamento liberale intende solo screditare in partenza l’operato e le scelte della Amministrazione attiva ed ha puntualizzato l’atteggiamento socialista, dicendo fra l’altro: « Al di là degli obiettivi concreti che riflettono soprattutto nei settori vitali, la serietà dell'impegno, è nella chiara volontà di orientarsi rapidamente verso la programmazione economica, che sta la certezza di come Mantova intenda contribuire con autonoma, ma responsabile iniziativa a far coincidere studi, sforzi, iniziative di ogni Ente, associazione, sindacato, partito per ottenere nuovi risultati con il più largo consenso popolare ». Si è poi soffermato sulla funzione dell’Ente Locale nel mondo moderno e poi ha proseguito dicendo: « Sappiamo che i propositi e i programmi non sono siati elaborati in sede teorica, accantonando i problemi dei finanziamenti e delle elaborazioni prima come se queste fossero cose da poco conto. « Sappiamo infatti che l’impegno programmatico 1965-1969 non poggia su una fantastica missione Goldfinger che realizzata positivamente grazie all’oro di Fort Knock potrebbe risolvere i centenari problemi della città enunciati già nella serata delle 18 elezioni del Sindaco e della Giunta, da parte comunista; ma sappiamo che l’impegno guarda ad una realtà economica e strumentale difficile, ma possibile di positive variazioni, grazie ad una sempre migliore impostazione del potere tributario del Comune che potrà garantire realizzazioni capaci di stimolare e determinare altri validi interventi. « Nella relazione abbiamo udito con viva soddisfazione che il Comune intende avvalersi in maniera sempre più chiara e definitiva anche di quegli altri poteri (oltre al tributario) atti a regolamentare settori vitali della vita economica e sociale della città e che contribuiscono a svolgere una politica coraggiosa e innovatrice. Alludiamo ai problemi urbanistici, a quelli della viabilità, a quelli del commercio legato alle scelte definite dalla « 167 » e dall’applicazione in senso dinamico del Piano Regolatore che influirà sulla struttura edilizia, sulla configurazione della città vecchia e nuova; dalla politica della disciplina del traffico che a sua volta (attraverso i sensi unici, i parcheggi, i divieti) influirà in modo fondamentale sulla vita dei quartieri, dalla realizzazione della zona annonaria che intende pesare profondamente sull’apparato distributivo avvantaggiando produttori e consumatori ». LA RISPOSTA DEL SINDACO Onorevoli Consiglieri, avrei voluto essere assai breve nella Dopo aver esaminato ampiamente la funzione della programmazione democratica nei Comuni l’On. Usvardi ha detto fra l’altro: « Noi ci auguriamo che la programmazione che nel 1965 dovrà essere presentata a questo nostro Consiglio, divenga lo strumento moderno capace di non farci superare dalle cose e dalla realtà senza nulla contribuire a nessun risveglio. « Tale programmazione è concepita in vista di un approfondimento dei rapporti fra cittadino e operatore pubblico locale (soprattutto attraverso ricerche sociologiche); di un miglioramento della macchina amministrativa comunale (soprattutto attraverso ricerche di economia aziendale che già in parte sono realizzate nel nostro Comune dal gruppo Spreafico) e di un adeguamento delle iniziative del Comune alle esigenze di sviluppo economico - sociale della comunità (soprattutto attraverso ricerche economiche urbanistiche fiscali). Insomma, spendere ed intervenire con aderenza alle esigenze intime della comunità, con efficienza di gestione della macchina pubblica e con la capacità di indirizzare, per quel che è di competenza dei poteri lo cali, la vita della comunità verso più alti traguardi di reddito e di buon impegno privato e pubblico del reddito ». mia conclusione alla discussione delle linee program