matiche, discussione che occupa già la terza seduta del Consiglio Comunale con numerosi interventi. Lontano da noi, il desiderio di limitare gli interventi, pena di essere tacciati di antidemocratici. Sta di fatto che la quantità va spesso a scapito della qualità. Ma soprattutto la economia della discussione non ne guadagna. Se non abbiamo un regolamento è perchè in passato i precedenti consigli comunali non hanno sentito il bisogno di darsi un regolamento, che di per se stesso è sempre limitativo e vincolativo. In passato si seguiva una prassi che si era venuta creando sopra il senso della misura, della utilità intrinseca dell'intervento, e nessun gruppo consiliare, nessun consigliere ha mai, per questo, rinunciato ad esprimere lino in fondo tutto ciò che doveva esprimere. Le critiche ci sono state ma sono state a nostro avviso assai scarse di validità e per il loro contenuto e per il momento in cui sono state fatte. Parìa, il Consigliere Pinzi, di una assenza di una reale funzione autonoma perchè il Comune intende affiancarsi allo Stato in una serie di azioni comuni per concretare gli sforzi e moltiplicarne i risultati. Se la lotta contro la poliomielite l’avessimo affrontata per conto nostro senza quel po’ po’ di propaganda di cui solo lo Stato dispone non avremmo speso decine e decine di milioni? Senza peraltro ottenere gli stessi risultati! Fantastica appare la proposta di abbandonare, per la zona industriale, la direttrice” dei canali navigabili per spostarci a sud in un triangolo tutto fuori del Comune di Mantova, con le conseguenze economiche e tributarie che ne derivano. Certo abbiamo intenzione di rivedere il P.R.G., ma per migliorarlo, non per peggiorarlo. Lo spostamento della cintura ferroviaria ci piace, ma costa tre miliardi. I nuovi passaggi a livello a tempi limitati sono solo una soluzione transitoria. L’ANAS può risolvere il problema, a proprie spese e noi non scartiamo questa possibilità reale, con una soluzione soddisfacente anche se non la migliore in senso tecnico, ma che diventa migliore in senso economico perchè non costerebbe nulla al Comune. L’assestamento del bilancio ci sta a cuore e anche la zona annonaria e anche il Ghetto. Nella gestione diretta della raccolta immondizie ci crediamo, d’altra parte, a suo tempo, saranno i conti economici a parlare il linguaggio della convenienza. Il Consigliere Bonifacci, per sapere la situazione delle case a Mantova ha bisogno di leggere il Giorno. E’ un bel giornale, ma a volte sbaglia anche lui, o comunque esagera,. L’impegno nostro per la casa va commisurato su quel che è stato fatto, per la casa, dalle passate amministrazioni, in particolare dal centro-sinistra. E non è cosa di poco conto. Il problema delle fognature non si risolve se non col livello fisso delle acque esterne. E' certo, Consigliere Magnani, che lo Stato pagherà la sua parte proprio per la variante Fornasini. Il turismo del lago di Garda non credo abbia bisogno di altre strade oltre le cinque asfaltate e buone che si dirigono verso Mantova. I restauri del Teatro del Bibbiena e del Palazzo Te costituiscono certo, a nostro avviso, un presupposto per il rilancio turistico, certo non quello sportivo del calcio o della caccia o della pesca, ma quello più solido basato sul presupposto culturale, e richiamato da iniziative culturali. La vigilanza annonaria c’è, consigliere Generali, e funziona bene. Se le nostre cronache mantovane non riportano scandali e denuncie in questo settore dipende dal fatto che la vigilanza funziona e... che i nostri operatori economici non sono ladri come in altre città. Le classi differenziate, signorina Zuccati ci sono, e si possono lare dappertutto dove ce né di bisogno. In Via Cairoli e all Ippolito Nievo c’erano, sono state soppresse perchè non ci sono bambini minorati. I liberali ci chiedono la situazione economica finanziaria e patrimoniale del Comune. Non è una inderogabile premessa ma non abbiamo mai nascosto niente a nessuno. I nostri debiti sono costituiti da mutui a lunga scadenza. Al 1n-1 -1965 essi ammontavano a 6 miliardi 113 milioni di mutui regolarmente contratti. Ad essi vanno aggiunti quelli in corso di contrattazione per opere iniziate o da eseguire, per un totale di 894 milioni che aggiunti ai precedenti danno 7 miliardi. Oltre a questi il mutuo che loro vedono all’ordine del giorno per l’Isabella d’Este di 450 20 milioni grava però molto relativamente perchè sui 28 milioni annui 18 gravano sullo Stato e solo 10 sul Comune. Le anticipazioni speciali di cui alle delibere all’ordine del giorno si possono suddividere in gruppi a seconda delle loro caratteristiche. Per 473 milioni sono anticipazioni sui mutui contraendi già considerati che spariscono con la istituzione del mutuo. Per 672 milioni sono anticipazioni per iniziative da definire o con vendite entro brevi termini o con mutui e relative sopravvenienze attive più tardi. Comunque esse sono tutte coperte da beni patrimoniali acquisiti. 600 milioni sono l’anticipazione extra contrattuale di cassa, secondo legge e che serve alla congiuntura delle partecipazioni dello Stato che pur essendo di competenza di un esercizio arrivano sempre con molto ritardo. Abbiamo usufruito di 100 milioni di anticipazione dalla Ca.Ri.P.Lo in conto mutuo a pareggio del bilancio preventivo ’64 che sta ancora alla Finanza Centrale. Parliamo dei residui. Sembrano cifre grosse, ma tolte le partite compensative, che figurano solo a titolo contabile, esse si riducono a: 828 milioni di residui attivi 215 milioni di residui passivi Come saldo sono 600 milioni; una parte si realizzerà certo come entrata, una parte vedremo se ci conviene depennarla in sede di conto consuntivo '64. Ed infine parliamo delle delegazioni. Dopo i mutui contratti a tutto il 1° gennaio 1965, restano disponibili: di sovrimposta fondiaria 7.300.000 II.CC. 27.800.000 Imposta di famiglia 198.000.000 I.C.A.P. 100.000.000 Naturalmente le delegazioni aumentano anno per anno con l'aumentare dei ruoli d’entrata. Si tenga conto che per ogni milione di delegazioni si possono fare mutui per circa 12 milioni ai saggi e tempi medi e che per i mutui per le scuole con contributo statale (come l'Isabella d'Estej non occorrono delegazioni. Sul patrimonio immobiliare, l'Ufficio patrimonio sta lavorando e solo a lavoro ultimato potremo dare le cifre. L'elenco fa parte del conto consuntivo che vedremo prossimamente. Questa la nostra situazione: sei miliardi e 113 milioni di mutui al 31 gennaio che arrive- veranno a sette miliardi con mutui contraendi. Situazione che, sdrammatizzata dai toni accesi delle minoranze, ci preoccupa sì, ma non tanto certo da far perdere il sonno, nè da bloccare l'attività futura come da parte di qualcuno si vuol far credere. Certo siamo anche in attesa della riforma della pubblica amministrazione, della famosa finanza locale, della riforma urbanistica. In queste riforme ci crediamo. E crediamo anche nella programmazione, soprattutto come metodo organico e nuovo di lavoro inteso ad evitare ogni dispersione di energie e a potenziare ogni sforzo, sia per superare e presto la crisi congiunturale che si ripercuote sull Amministrazione sia per puntare a un miglioramento generale del vivere civile cittadino. Useremo in senso tecnico di tutti gli uffici comunali e non comunali per cavarne i dati essenziali che ci occorrono per correggerli statisticamente ove occorra, onde costruire il nostro programma. 21