CONSIDERAZIONI PRELIMINARI SULLO STUDIO DELLA FOGNATURA DI MANTOVA______ Da alcuni anni, specie negli ultimi tempi, qualificati esponenti di categoria hanno levato la loro voce per sollecitare il Comune ad approntare lo studio delle fognature del territorio. In effetti l'avanzato stadio di esecuzione dei lavori di sistemazione per la difesa dei laghi ed ¡1 continuo aggravarsi della precaria situazone igienica della Città — nonostante i lodevoli sforzi degli Uffici Sanitari preposti — portano a ritenere non ulteriormente differibile la soluzione del problema. Esiste però una serie di premesse da chiarire, in assenza delle quali chi avrà l'oneroso incarico dello studio non potrà svilupparlo, non trascurando anche il fatto che il territorio del Comune, specie nel nucleo urbano, presenta notevoli difficoltà a causa dell'orografia, alti-metria, composizione del sottosuolo, etc. Qui di seguito sono esposti alcuni degli interrogativi fondamentali che richiedono precise risposte, alcune delle quali possibili solo da poco tempo: vw pp» ■ » >i ww » w ■ A) QUOTA STABILIZZATA DEI LAGHI DI MANTOVA. Il Piano Regolatore Generale del Comune approvato nel 1959 prevedeva una regolazione del laghi (naturalmente nel significato che deve essere dato a tale termine in senso idrau- lico) a quota + 16,50 sul l.m.m.. E' da ritenere che una diminuzione di tale quota in senso assoluto possa meglio servire alle necessità dei collettori di fognatura, collettori che dovranno funzionare con dislivelli assai limitati in rapporto ai lunghi percorsi. Dovrebbero ritrarre vantaggio da tale diminuzione anche l'assetto statico degli edifici della città vecchia (a seguito di minore innalzamento della falda freatica), e la navigazione con natanti a stazza internazionale (ad es. la bettolina da 1350 t. richiede un aumento sensibile dell'attuale tirante d'aria al disotto dei ponti ). Solo il Ministero LL.PP. attraverso i suoi organi tecnici regionali e provinciali è in grado di precisare la quota futura regolata, quota alla quale condizionare il problema degli scarichi. B) POSSIBILITÀ' DI SCARICO NEI LAGHI E NEL DIVERSIVO DI MINCIO. La fognatura cittadina non potrà raccogliere le acque di rifiuto di borgate periferiche quali Borgo Angeli, Belfiore, Borgo Frassino, zona Valdaro, Cartiera Burgo, etc... Alcuni di questi comprensori dovranno scaricare nei laghi, altri nel Diversivo di Mincio. In proposito occorre rammentare che l'immissione di acque di fognatura in un corso d'acqua deve essere attuata osservando un corretto rapporto tra il volume dei liquami biologicamente trattati e quello del corso d'acqua, ed è particolarmente importante dal punto di vista igienico valutare l'eventuale grado di inquinamento causato daH'immissione. Per apprezzare tale inquinamento si hanno principalmente due mezzi: il contenuto originario di ossigeno ed il consumo biochimico dell'acqua. In seguito alla decomposizione delle sostanze di rifiuto diminuisce l'originario contenuto in ossigeno dell'acqua ed il canale o fiume cerca di risarcire questa perdita mediante la ventilazione. E' quindi una lotta continua che si svolge tra consumo di 0., e rinnovamento della ventilazione, e l'autodepurazione viene a dipendere da vari fattori e precisamente dal tempo, dalla diluizione dell'acqua di fognatura e dalla superficie del bacino a contatto dell'aria. Agli effetti dell'autodepurazione ha anche rilevanza, per altro non ancora accertata nella sua entità, la vegetazione di fondo dei nostri laghi. Occorre pertanto trovare preventiva risposta agli interrogativi rappresentati dalle portate di minima dei corsi d'acqua regolati, e dal contenuto di B.O.D. (capacità di autodepurazione) nell'acqua dei laghi e del Diversivo. Il Canale Diversivo del Mincio già in funzione