BASE LG A di SOCGI0RNO "invernale 1 Si J=^3ET rendere meno gravoso per gli anni prossimi l'onere che il Comune si assume per l'assistenza diretta alle malattie e per le spedalità; per non parlare poi del dolore e dei sacrifici che si possono prevenire con un’impostazione assistenziale preventiva e lungimirante. ; Anche quest’anno ventotto ragazze dai 10 ai 14 anni e altrettanti ragazzi hanno soggiornato per quattordici giorni, tra il dicembre '64 e il gennaio '65, in due turni distinti nella nostra Colonia di Baselga di Pine, assistiti dall'Ufficiale Sanitario, da un Cappellano, da una Assistente Sanitaria, da una Direttrice e da due Insegnanti, che ogni giorno hanno tenuto circa tre ore di lezioni e ripetizioni. Il clima della nostra città nel periodo invernale, con le fittissime nebbie è davvero deleterio, specialmente per i bambini che abbisognano sempre di aria sana e di sole. Questo è il motivo per cui diverse famiglie appena possono cercano di evadere, anche se per alcuni giorni soltanto. E' sufficiente parlare con gli Insegnanti e con i Medici scolastici per avere un'idea abbastanza precisa di quanto male il nostro clima arrechi ai bimbi: bronchiti, tossi, raffreddori, influenze ed assenze a catena sono le conseguenze più evidenti e meno preoccupanti. Il problema è stato affrontato in modo preventivo e terapeutico dall'Amministrazione Comunale, che ha messo a disposizione di tutti cure di aerosol, di raagi X e somministrazione di vitamine. L'inverno scorso inoltre, ha dato vita ad un’idea completamente nuova, che ha in un certo senso rivoluzionato il consueto piano assistenziale e, sotto un certo aspetto ha anticipato i tempi, attuando il primo esperimento di colonia invernale per bambini frequentanti le Scuole Elementari, bisognosi di cure e provenienti da famiglie particolarmente disagiate. La Colonia Mantovana di Baselga di Pinè, e precisamente il V" Padiglione, appositamente riscaldato ed attrezzato, nel febbraio 1964 ha ospitato 25 bambini e 25 bambine in due turni di 15 giorni ciascuno. Lo scopo di tale iniziativa è unicamente quello di offrire a bambini biso-nnosi la possibilità di vivere in un ambiente sano e salubre, per un periodo breve, ma sufficiente a interromDere il lungo inverno nella città e a contribuire a dar loro nuove energie, così da premunirli contro malattie infettive prossime e future. Il soonlorno montano invernale è stato quest’anno anticipato sia per offrire aali studenti delle Medie, bisonnosi di cure, la possibilità di partecipare al turno coincidente con le vacanze natalizie, sia nella speranza di poter rea- t lizzare qualche turno in più dell’anno precedente. Purtroppo le finanze comunali non hanno permesso di attuare in pieno il programma di assistenza studiato: ma ci si ripromette di realizzarlo senza altro il prossimo anno, perchè si è convinti che una cura preventiva, oltre ad essere fonte di aioia e di vita nuova per i nostri bambini, può contribuire, premunendoli contro tante malattie e con una spesa relativamente piccola, a La fotografia di gruppo: ricordo gradito di ore felici Il Medico Provinciale di Trento in una Sua lettera del 28-12-64 indirizzata anche al Ministero della Sanità scrive: « L’iniziativa che ha carattere assistenziale e sanitario proponendosi di sperimentare l'utilità di fare soggiornare in montagna — sia pure per un breve periodo — ragazzi di famiglie bisognose che altrimenti dovrebbero trascorrere tutto l’inverno nell’am-biente della città oltremodo soggetto agli inquinamenti atmosferici, merita appoggio e plauso ». Doli. MARINO COLOMBINI Il centro d'interesse per i ragazzi è stato il lago ghiacciato di Serraia che li ha visti spesso slittare felici; oltre, naturalmente, alle gite sui monti e alle ■ gare con le palle di neve.