Particolari ringraziamenti sono stati riservati alla Municipalità ed all’Ente Provinciale Turismo, che hanno provveduto all’organizzazione logistica del soggiorno mantovano ed alle gite turistiche sopra ricordate. Stralciamo dal diario : « E’ piuttosto difficile parlare di un simile viaggio, tanto breve e pur-tuttavia così profittevole, poiché all’istante si impongono alla vostra mente gli aggettivi che, agli occhi di coloro che non vi hanno partecipato, potrebbero sembrare esagerati. Pertanto a coloro che fossero ancora scettici di fronte all’entusiasmo di 19 allievi ( 12 ragazze e 7 ragazzi) che ebbero la fortuna di andare a Mantova, consiglieremmo di consultare il programma delle varie attività che ci sono state proposte laggiù, affinchè si rendano conto a pual punto la realtà oltrepassa la finzione. Aggiungerete a questo programma, una forte dose di sole e di cielo italiani, l’affabilità naturale dei mantovani ed il loro profondo senso dell’ospitalità, la loro raffinata accoglienza, ed avrete un'immagine abbastanza esatta di ciò che sia stato il nostro soggiorno ». E più avanti: « ...Dopo la premurosa accoglienza alla stazione, fummo sistemati in un buon albergo e la sera ci condus- sero in un eccellente ristorante del centro « Il Vesuvio », ove dovevamo consumare tutti i nostri pasti. La nostra albergatrice, molto cordiale, ci pregava ogni giorno di comporre noi stessi il nostro menu per l'indomani. Talché nel corso dei pasti vedemmo sfilare sulle nostre tavole un buon numero di specialità locali o nazionali che furono le delizie dell’intero gruppo e mostrarono, se fosse ancora necessario dimostrarlo, che l'italiano non è l’unico forte mangiatore di pasta in Europa. D’altronde occorre qui precisare un punto capitale. La parola « pasta » o « fettuc-cine » copre in Francia cento realtà diverse. L’occasione era dunque propizia per iniziare i nostri giovani neofiti alle sfumature semantiche: impararono a distinguere gli spaghetti dai maccheroni, a riconoscere infallibilmente alla prima occhiata i celebri ravioli, od i non meno celebri « gnocchi »; a differenziare infine le lasagne dalle « tagliatelle ». Si può affermare che questo fu il loro vero primo contatto con la cultura italiana ». Dopo aver descritto la visita ai monumenti storici e artistici della città il rapporto così conclude: « ...Nutrimenti spirituali e bagno di Umanesimo. Ognuno ebbe modo di assaporarli e di apprezzarli nel loro giusto valore, tanto più che alternavano sapientemente la distensione fisica che ci offriva la magnifica Piscina Municipale di Mantova ove ci si poteva abbandonare alle gioie del volley-ball, del ping-pong, dei pattini a rotelle o più modestamente del toboggan e dei tuffi, dei bagni di sole, del juke-box, del « caffè espresso ». Sin dal nostro arrivo, il Sindaco di Mantova, Dott. Luigi Grigato, ci Nel resoconto che i giovani amici francesi hanno steso al ritorno di questo « Voyage à Mantoue » e che Monsieur Lebon, Sindaco di Charle-ville, ha fatto gentilmente pervenire al Sindaco di Mantova, Dott. Luigi Grigato, risulta in chiaro modo la loro entusiastica impressione suscitata dalla nostra città, dai suoi monumenti d’arte, dall’ospitalità e dalla bontà della nostra cucina. faceva consegnare delle tessere di libero accesso alla, piscina per tutta la durata del nostro soggiorno e dei biglietti di autobus a profusione per consentire di spostarci a nostro agio nell’intera città. Si può dire che la città di Mantova fece tutto quanto era in suo potere per renderci questo soggiorno gradevole e che vi riuscì perfettamente, persino oltre le nostre aspettative. Tutti i nostri allievi ritornarono meravigliati da un soggiorno che li aveva familiarizzati non soltanto con gli aspetti pratici della vita e della lingua italiana, ma che aveva aperto loro anche una finestra sull’immensa ricchezza di una civiltà che rimane una delle più antiche e delle più raffinate della nostra vecchia Europa. I nostri amici mantovani ci vogliono molto bene, la prova ne è quella lapide che durante una delle nostre numerose passeggiate avemmo il piacere di scoprire e che conteneva il nome di Charleville. Fecero festa a sè stessi nell’acco-glierci, prevenendo e anticipando, da perfetti ospiti, i nostri minimi desideri. Ci rimane da render loro la pari ed a mantenere, per molto tempo ancora, i vincoli di una tanto simpatica e affettuosa amicizia ». 33