tote a Milano, ma l'anno dopo è a Verona dove si adatta ai più umili mestieri, pur di frequentare l’Accademia Cignaroli. Malgrado la durezza della vita, mi pare che il pittore ricordi il soggiorno veronese con una certa nostalgia: indubbiamente gli anni della giovinezza si ricordano sempre con piacere; forse contribuisce a rendere più caro il ricordo di questo periodo 1 amicizia e la convivenza nella città veneta con artisti giovani come lui e all’inizio della grande avventura. Coabita in una soffitta, in un’autentica vita di bohème, con il pittore Monfardim vincitore di una borsa Franchetti. Sempre nell’ambiente scolastico, conosce e frequenta i pittori Minuti e Mario Foggia. Indubbiamente la compagnia è buona, allegra, e le ristrettezze sono superate e dimenticate. Nel 1012 Giorgi studia a Verona con gli amici Pellegrini, Minuti e Monfardlni Le scuole non gli danno niente e lo rinchiudono sempre più in se stesso, isolandolo nella ricerca, perciò l’accademismo nell’insegnamento del prof. Savini lo respinge sempre più, aumentando in lui quell’insoddisfazione che inizialmente lo ha strappato al suo paese. Al suo paese tornerà, anche se per breve tempo, dopo l’esperienza veronese: sarà richiamato nel 1912, por l'impresa libica. Congedato, nell’inteivallo fra le due guerre, sarà prima a Monaco e poi a Parigi: sono questi, forse, i due centri artistici più importanti dell’Europa di allora. In quel periodo a Monaco si sta affermando l’espressionismo tedesco, mentre a Parigi, dopo l’esperienza dei « fauves » è iniziata l’avventura cubista. Giorgi si ferma a Monaco per circa un anno e anche qua vive fra estremi disagi economici: è sempre affamato, ma riesce, adattandosi ad ogni genere di lavoro, a frequentare la scuola privata di nudo del prof. Knir, alla quale aderiva una eteroegnea scolaresca cosmopolitica. Giorgi si lega in stretta amicizia col giovane pittore boemo Miloslaw Hègr, già addentro all’ambiente artistico della città. Sempre con l’amico boemo passa a Parigi, dove si ferma fino all’inizio della prima guerra mondiale, gli orrori della quale lo colpiscono con la visione dell’afflusso dei profughi della battaglia della Marna. In questi anni il pittore viene in contatto con l'ambiente futurista. Conosce Boccioni, il quale, vedendo alcuni disegni del nostro, lo invita ad aderire al futurismo. Giorgi, forse perchè non sentiva veramente i motivi ispi- Tre Incisioni di A. R. GIORGI Mia nipotina Muratori Buoi al lavoro Sol. I