sto per non tediare l’uditorio, verso la primavera del '43 e poi all’8 Settembre ; ma prima dell’8 Settembre avevo avuto una visita, una visita dell’onorevole Corrado Bonfantini ; l’onorevole Corrado Bonfantini è stato il primo a tentare un allacciamento organico con le forze socialiste del mantovano. Il Dott. Corrado Bonfantini compiuta la sua missione se ne andato e noi siamo rimasti per fare qualche cosa, cioè per riallacciare le fila con gli uomini che erano sparsi un pò per tutta la provincia mantovana. E’ durante la primavera del ’44 e l’estate del '44 che l’on.le Lelio Basso e l’Ing. Costante Bianchi di Brescia sono venuti a Mantova, si sono fermati alcuni giorni ospiti di casa mia, e con delle biciclette che gli ho fornito io, che ho provveduto io a fornire, hanno fatto un giro un pò per tutta la provincia, trasformati un pochino anche nel vestiario, trasformati per non dare molto nell’occhio, e hanno potuto ricucire riallacciare un pò le file del movimento socialista. Questo direi in sintesi è un pò la ricostituzione delle file socialiste nella provincia di Mantova, per prepararsi evidentemente alla lotta contro i fascisti, alla lotta armata fascista. Arriviamo così alla costituzione del C.L.N. clandestino. La prima seduta avviene, attraverso una convocazione molto ristretta che io ho ricevuto dal Prof. Vannio Campagnari, ci si invita alla Casa di Don Berselli; Don Berselli abita in Via Corte, abita tuttora in Via Corte, cioè dietro il Palazzo Ducale, e in quella seduta, direi solennemente, si costituisce il C.L.N., alla seduta sono presenti: Don Costante Berselli, il Prof. Vannio Campagnari, il Prof. Piero Fraccalini, Sergio Sedazzari per il fronte della gioventù, io per il partito socialista e Federico Cocconi per il partito comunista. Le vicende successive sono molto direi interessanti, ma non sono documentate perchè voi potete ben immaginare che la documentazione è una cosa molto difficile quando si opera nella clandestinità, soltanto nei grandi centri si è potuto conservare una certa quantità di documenti importanti perchè, vedi per esempio a Milano, preziose complicità hanno consentito di avere cassette di sicurezza negli istituti bancari, in quelle cassette di sicurezza erano riposti alcuni documenti importanti che hanno servito anche per fare le pubblicazioni sulla Resistenza e sul movimento clandestino. Ad un certo momento avviene la ricerca, non so come sia avvenuto di conoscere il fatto da parte delle autorità tedesche, di una radio clandestina, la radio venne ricercata in casa di diversi, la radio era nella casa di Don Porcelli, però le cose sono state fatte sparire alla svelta ma malgrado questo gli uomini sono stati bloccati e Don Costante Berselli e Don Porcelli sono stati arrestati e portati in campo di concentramento, portati prima a Bolzano e poi in campo di concentramento. Questo fatto ha portato una battuta d’arresto al lavoro organico del Comitato di liberazione. A questo punto la democrazia cristiana sostituisce il pro- 22 prio rappresentante e manda l’Avv. Carlo Bertazzoni che è stato poi il Presidente del Comitato di liberazione nazionale alla Liberazione. Con l’Avv. Bertazzoni io facevo un pò da segretario, facevo da spola, perchè le riunioni, rarissime sono state le riunioni direi complete di tutti i componenti; le riunioni avvenivano più altro a domicilio, cioè io facevo le riunioni da uno o dall’altro e poi riportavo le diverse opinioni, e poi le condensavo e ne usciva qualche decisione, le decisioni che erano necessarie. Per esempio ad un certo momento, trascorrendo i mesi ed anche avvicinandosi il momento della liberazione dalle notizie che avevamo, si è pensato al giornale che doveva uscire; ricordo d’essere andato nello studio dell’Avv. Bertazzoni, in Via Mazzini ove allora aveva lo studio, per proporgli il titolo del giornale che doveva uscire : io avevo proposto due titoli : « Mantova libera » e « L’Eco del Mincio », e difatti è uscita « Mantova libera », le preferenze sono andate a « Mantova libera ». Poi dopo cerano da prendere in esame — vado rapidamente perchè se mi dovessi fermare agli episodi ruberei eccessivo tempo — poi c’erano da preparare direi delineare quello che poteva essere l’assetto amministrativo della città una volta liberata dalle forze tedesche e fasciste; si è pensato, si è cominciato a ragionare, a discutere su quelle che potevano essere le cariche pubbliche da affidare a uomini di provata fede antifascista, e infatti ne è sorto un elenco il quale ha avuto l’approvazione anche dalle autorità alleate, dal Col. Poletti il quale è arrivato immediatamente il giorno dopo della liberazione; e le cariche erano state così predisposte: Prefetto Dott. Tommaso Solci, Presidente della Provincia on.le Avv. Ennio Avanzini (allora non era ancora Deputato), Sindaco era stato designato il sottoscritto, per il Questore c’è stata una discussione col partito comunista, il partito comunista aveva espresso il desiderio di avere il Questore; il Questore perciò non venne designato immediatamente rimanendo l’accordo che il Questore sarebbe stato affidato a persona del partito comunista ma della quale non conoscevamo ancora il nome, l'abbiamo conosciuto dopo la liberazione, era il compagno Aronne Verona; Vice Questori erano il Prof. Felice Barbano e l’Avv. Balzo; poi si erano esaminati anche altri posti che per la loro importanza, e per assicurare la continuità della vita cittadina meritavano particolare attenzione, perciò Banca Agricola designato il Dott. Tito Azzini, Consorzio Agrario designato il March. Guerrieri Gonzaga; il Comando militare venne affidato al Colonnello, ora defunto Lorenzo Mattiotti. Queste erano le preparazioni che noi avevamo fatte durante il lavoro clandestino. A questo punto io devo dire che gli amici che si sono prodigati nella lotta clandestina hanno conservato dei vincoli di affetto e di amicizia che veramente fa piacere, io ho il piacere di ricordarli e di esternare loro in questa occasione, forse la prima che mi capita, tutta la riconoscenza mia personale e dei miei compagni per questa at-