dei primi di dicembre del 1944 e firmato dal comandante rio », l’attuale senatore Walter Audisio: Con queste forze abbiamo agito nelle condizioni che si presentavano molto difficili, date le caratteristiche del nostro ambiente. La più grande delle nostre azioni è stata la battaglia di Gonzaga, promossa e realizzata in collaborazione fra le nostre formazioni e quelle reggiane e modenesi. Era una pratica costante questa della collaborazione delle nostre formazioni con quelle delle provincie vicine: il viadanese collaborava con il parmense ed il cremonese; il suzzarese con il reggiano; Moglia ed il poggiese con il modenese; il sermidese con il ferrarese; l’ostigliese con il veronese; l’alto mantovano e l’asolano con il veronese ed il bresciano. La maggior parte della nostra attività è costituita da azioni più piccole di quella di Gonzaga: disarmi di caserme, di gruppi di nazi-fascisti ed anche individuali; eliminazione di nemici; azione di sabotaggio alle comunicazioni ferroviarie, telefoniche e stradali; danneggiamenti dei mezzi bellici delle forze di occupazione e fasciste; servizio di informazione per gli Alleati ed accoglimento di loro agenti paracadutati; occultamento e protezione di militari alleati sbandati o ex-prigionieri; rifornimenti alimentari alle popolazioni; protezione dei contadini dalle requisizioni; invio di uomini e di rifornimenti ai partigiani delle montagne. Questa attività ha assunto un aspetto abbastanza ampio nella primavera del '44 ed ha avuto una grave crisi nell’inverno ’44-’45 in conseguenza delle condizioni climatiche: era stato un inverno nevoso, quello, e con la neve era molto più difficile muoversi nei nostri paesi e nelle nostre campagne, senza lasciare tracce; ha influito anche il famigerato « bando di Alexander » che invitava i partigiani a tornarsene a casa e a sospendere ogni attività. Abbiamo superato questa crisi nel mese di febbraio ’45.