LA RELAZIONBDEL SINDACO ONOREVOLI CONSIGLIERI, la Giunta Municipale che avete nominato nel febbraio vi presenta il primo bilancio del nostro mandato, in un momento in cui il Paese sta lentamente e faticosamente uscendo da una congiuntura economica e finanziaria assai grave, e in cui sta discutendo animatamente il primo piano quinquennale di programmazione, che rappresenta una svolta importante di metodo e di costume della democratica amministrazione. È naturale che anche la nostra discussione, il nostro bilancio risenta di questi due elementi che assorbono quasi per intero l’attenzione di tutto il settore politico ed economico. Ed è in noi la preoccupazione, da una parte, del contenimento della spesa con il senso di responsabilità doveroso di chi amministra in un momento delicato e difficile, e la volontà dall’altra, di sfruttare tutte le possibilità reali per soddisfare le esigenze della comunità, in modo sempre più organizzato, onde raggiun- gere anche coi nostri sforzi quella meta ultima di ogni piano di programmazione: la piena occupazione, il diritto e l’aspirazione di ogni ittadino a un onesto lavoro, giustamente retribuito. In questo appassionato dibattito il bilancio è giunto anche quest’anno alla tarda primavera. Giustificare il ritardo con il recente insediamento della Giunta non sarebbe corretto. La verità è che il passaggio da un regime di pareggio a un regime di deficit comporta per i comuni capoluoghi un più lungo e laborioso cammino burocratico sino alla Finanza centrale, la quale ha visto ed approvato il nostro bilancio dello scorso anno solamente in febbraio. È evidente anche che non è praticamente possibile impostare un bilancio senza sapere con precisione i limiti in cui quello precedente è stato approvato. E non è questione di approssimazione; le paurose decurtazioni dei vari deficit del '64 degli enti locali sono sufficientemente eloquenti. Della conclusione del nostro bilancio ’64, tuttavia, su 611 milioni di deficit, nel contesto della realtà che ci circonda, siamo stati sufficientemente soddisfatti. Soltanto in febbraio quindi la nuova Giunta appena nominata ha Potalo, sulla base dell’approvazione allora avvenuta, iniziare il lavoro